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by Loretta Dalola

Le sorelle diabolike

2 commenti


L’epopea delle due ragazze bene, divenute autrici di culto,viene celebrata con un documentario su History channel. Immutabile nel tempo, resta il loro Diabolik, che si affianca a Tex nell’olimpo delle storie disegnate autoctone.

DiabolikSiamo negli anni ’60, l’Italia è nel boom economico, c’è voglia di divertimento, la minigonna invade le strade, nasce la generazione “beat” e la contestazione. In questo clima prende vita il fumetto più longevo e di maggior successo, il celeberrimo Diabolik. Fumetto per adulti che rompe gli schemi in cui  tutto è lecito per raggiungere lo scopo: il furto!

L’avventura editoriale nasce dalle fervide menti di  Angela e Luciana Giussani, il duo delle signore omicidi nel fumetto italiano. Figlie della buona borghesia milanese, colte, belllisime, sportive, alte, spiritose e inquiete. Due giovani donne determinate a diventare se stesse. Donne coraggiose che raccontano  storie forti e cattive, firmate con una semplice L, proprio per evitare critiche, due primedonne che non inventano  una serie, ma un modo tutto loro di fare fumetto. Di pensarlo, di scriverlo, di gestirlo, di viverlo.
Mitiche creatrici del più famoso criminale della storia del fumetto italiano, Diabolik appunto, che ha rappresentato una rivoluzione nella storia del costume.

Le due Giussani, partono con le idee ben chiare,  vogliono qualcosa di più. Qualcosa tutto per loro…Nasce l‘ Astorina che mette  per la prima volta sul mercato, un eroe cattivo,  in calzamaglia nera , con la K nel nome. E’ noto che le sorelle Giussani diedero precise indicazioni, su chi dovesse somigliare il loro personaggio: Robert Taylor. E fu subito un successo travolgente e inaspettato. Ed ecco allora scatenarsi i giudizi negativi e  moralisti.  Il fumetto fa paura, è pericolosamente antisociale. E’ un cattivo esempio e istiga alla violenza. Sociologi e psicologi lo accusano di contribuire all’aumento della criminalità.Viene sequestrato.

Leggere Diabolik in quegli anni, sovverte le regole etiche della morale cristiana. Aspre le critiche tra il pubblico dei benestanti, fino a trascinare Angela e Luciana  in tribunale. Diabolik merita la censura anche se è letto da tante persone.   Ma è solo un giallo, che punta sull’intrigo e sulla destrezza dei furti, eppure, diviene un fenomeno sociale  e popolare che entrò a far parte della cultura italiana. Un fumetto con un “anti-eroe”,  un genio del crimine che si poteva permettere di essere cattivo ed avere successo, con una caratterizzazione grafica che lo rende inconfondibile: un uomo dagli occhi di ghiaccio, dallo sguardo pungente, penetrante e dall’astuzia incomparabile.

Trame originali e complesse con trucchi sempre più diabolici, sceneggiature avvincenti dalla forza vigorosa, nulla è lasciato al caso, storie di fantasia con canoni fissi. Arriva il colpo di scena:  Diabolik trova la donna della sua vita, Eva, (ispirata all’attrice Grace Kelly,) novità assoluta, un’eroina dalla personalità decisa, bella, creativa, capace di discutere e litigare, ma unita al suo uomo, per sempre, dalla forza dell’amore. I due sono inseparabili. Eva diviene l’assennata compagna ideale. Dunque un’evoluzione del fumetto che anticipa l’evoluzione del mondo, ma con un valore imperituro, l’amore, unico valore tradizionale nel ribaltamento generale.

Nel tempo Diabolik si evolve, diventa film. La tv lo fa suo, con l’arma dell’ironia, arriva  Dorellik! Oramai è parte dell’immaginario collettivo e acquista spessore, si fa promotore di battaglie sociali. Quel fumetto, un tempo diseducativo, si schiera a favore del divorzio, dell’aborto, ma è contro il contrabbando di organi, armi, prostituzione e droga.

Insomma Diabolik è l’eroe dei fumetti calato nel mondo reale, ma oggi come ieri continua a compiere furti, diabolici!

 

 

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2 thoughts on “Le sorelle diabolike

  1. mi fa piacere che tu abbia gradito la lettura – a presto

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