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by Loretta Dalola

Film e libri da Fazio

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Lo spazio del fine settimana televisivo, su Rai3 con “Che tempo che fa”, ci ha ormai abituati nel tempo, alle presentazioni in anteprima di linguaggi espressivi differenti e coerente con il taglio impostato al programma Fabio Fazio, ospita  Aldo Cazzullo, Paolo Sorrentino e Erri De Luca che ci parlano delle loro ultime fatiche intellettuali.

Il giornalista e scrittore, Aldo Cazzullo, parla del  suo primo romanzo intitolato “La mia anima è ovunque tu sia”. Un delitto. Un tesoro. Una guerra. Un amore” è il  sottotitolo del libro. La combinazione di tutte queste situazioni ne fanno il contenuto  narrativo che abbracciando un arco di tempo che va dalla seconda guerra mondiale ai nostri giorni,  è anche una storia della nostra nazione, che ci ritrae nell’impeto struggente dei grandi amori, nella passione infuocata e cieca, nella desolazione della guerra. Come afferma l’autore: “non è solo una storia partigiana che dalla guerra arriva ai nostri giorni, ma è anche un romanzo conciso ed efficace che individua le caratteristiche della nostra italianità, le ragioni profonde delle contraddizioni del nostro Paese e le radici che, 150 anni dopo, nonostante tutto, ci tengono ancora uniti”. “Anche quando saremo lontani, vorrei che il mio amore fosse sempre con te, come un pensiero allegro in fondo alle giornate tristi”…

Lo sceneggiatore e pluripremiato regista Paolo Sorrentino, il 14 ottobre prossimo tornerà nei cinema con “This must be the place”, il suo primo film internazionale, girato in inglese tra Irlanda e Stati Uniti, con un cast di prim’ordine: da Sean Penn a Frances McDormand da Harry Dean Stanton a David Byrne, autore della colonna sonora del film in cui interpreta se stesso; presentato in concorso alla 64esima edizione del Festival di Cannes lo scorso maggio, ha già conquistato il plauso della critica internazionale.”Un film di cui si è subito sentito parlare molto, esordisce Fazio, con un autore eccellente, un film da non perdere”. Un film che vede il protagonista Cheyenne, una rockstar ormai ritiratosi dalle scene, condurre una vita da pensionato annoiato. Alla morte del padre viene a conoscenza del dramma che aveva sempre tenuto nascosto alla sua famiglia: da giovane era stato internato ad Auschwitz e perseguitato da un ufficiale nazista delle SS. Cheyenne scopre che oggi quell’ufficiale si nasconde ancora negli Stati Uniti, decide perciò di partire alla sua ricerca, per vendicare suo padre. E’ l’inizio di un lungo viaggio che gli cambierà la vita, alla ricerca non solo di riscatto ma anche di redenzione. Un  personaggio che fa del candore un elemento decisivo, “è una figura che porta gioia e piace” dice il regista, in un racconto filmico dove la trama non è molto imporatnte, “la storia serve al personaggio per essere descritto, e raccontare a tutto tondo i personaggi è il mio ideale di film”. Questo film nasce per una curiosità per i criminali nazisti sparsi per il mondo, “l’olocausto è l’osservatorio più aberrante del repertorio umano” ed è lo sfondo ideale per raccontare le pieghe dell’animo umano, dove Sean Penn diventa un angelo travestito da mostro che si muove delicatamente nel mondo, unn personaggio arricchito dallo stesso attore di tante sfumature.

Ultimo ospite della serata,  uno degli scrittori più prestigiosi del panorama italiano: Erri De Luca tornato in libreria  con “I pesci non chiudono gli occhi”, singolare e intenso romanzo di formazione. E’  un libro che mette insieme tante piccole frasi che sembrano poesie e danno un senso profondo e intimo ad ogni pagina. “E’ la storia di un ritorno all’infanzia e ai luoghi da dove siamo ventuti”. E’ il racconto della storia di un uomo che cinquant’anni dopo riguarda il volto, le mani ed i pensieri di un bambino di dieci anni e va oltre l’immagine d’impatto.

Basta aggiungere uno zero all’uno, che l’età diventa per la prima volta a due cifre ed ecco che il gioco è fatto e sembra cambiare tutto. Dieci anni sono pochi per conoscere la vita, eppure il protagonista del libro “I pesci non chiudono gli occhi” si sente quasi un adulto. A dieci anni il bambino sente il camRecensione Libro “I pesci non chiudono gli occhi”biamento, capisce che sta crescendo, ma il corpo che lo contiene resta uguale, non segue il suo istinto, non gli piace, rimane indietro rispetto al suo cammino. “A dieci si sta dentro un involucro che contiene ogni forma futura. Si guarda fuori da presunti adulti ma stretti in una taglia minima di scarpe. Nel libro ho recuperato la fantasia per muovere il corpo, cerco di riacciuffare quel bambino che sono stato, ma lo vedo con l’interezza di quello che ho fatto, il corpo è una mappa, una pagina su cui è possibile disegnarci sopra”…

Applausi per tutti e appuntamento rinnovato a domenica sera.

 

 

 

 

 

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