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by Loretta Dalola

Arte o vandalismo l’amore scritto sui muri?

2 commenti


L’amore da sempre è il motore che muove il mondo, il sentimento a cui tutti aspiriamo. Per la sua stessa natura, l’essere umano ha bisogno d’amore come una pianta di sole e di acqua per potersi sviluppare. Bisogno di ricevere amore, bisogno di darne, bisogno a volte incontenibile, al punto da scriverlo anche sui muri.

Studio aperto, Italia1 dedica un servizio alle frasi sparse sui muri. Amori scorretti: “Io per te muovo”! e “Rimanerai per sempre nel mio cuore”! Amori creativamente storpiati:  “Io per te quattro metri sopra il cielo, perché a tre ci stanno già in troppi”!-  oppure, “Q’anto t’amo”! Ma il primato per originalità sgrammaticata spetta a questo: “Adio pupa tio amato”!

Dunque stati d’animo manifestati , esplosi  e legati alla necessità di esternare sentimenti e condividerli con gli altri, anche senza preoccuparsi almeno di scrivere correttamente.  Il fenomeno delle scritte murali non appartiene soltanto ai nostri tempi. E’ molto antico, come attestano chiaramente i reperti archelogici della civiltà romana, soprattutto le rovine di Pompei. Abbiamo scritte di vario genere fatte sui muri al tempo dell’antica Roma con il carbone o incise con un oggetto appuntito. Sono arrivate fino a noi scritte pubblicitarie, di propaganda elettorale, appunti utili come promemoria, espressioni volgari, cattive, offensive. A volte abbiamo  poesie o frasi gentili: “O utinam liceat collo complexa tenere. Braciola et teneris oscula ferre labelis (Oh, potessi tenerti le braccia attorno al collo, baciando le tue tenere labbra). Frasi d’altri tempi, e sicuramente senza errori, ma sempre segni inconfondibile di un bisogno. Scritte murali che divengono le  rughe e le cicatrici di una faccia vera, i particolari determinanti di un immenso volto umano. Oggi, una bomboletta di vernice, magari trovata nel garage di casa, fa scattare la voglia di lasciare un segno di se stessi, o di scaricare la propria insoddisfazione o felicità su un muro, su una pietra o, peggio, su una lapide, su un monumento.

In molti in un momento particolare hanno scritto da qualche parte su un muro o inciso su un albero il classico: “ti amo”,  presi dall’irrefrenabile voglia di lasciare un segno indelebile di loro sui muri a “perpetua memoria”, sentendo come primaria la necessità di “farsi vedere”. In tanti o forse in troppi a giudicare dall’iniziativa di Pisa che ha indetto un  “Concorso “(S)copriamo il degrado” a Pisa. Confedilizia e l’Associazione Amici dei musei e monumenti pisani  hanno promosso un concorso, dove i ragazzi dovranno  documentare monumenti, strade, piazze, giardini, edifici pubblici o privati danneggiati da scritte o altri atti vandalici, ma anche la schedatura delle sigle ricorrenti usate dai vandali per firmare le loro bravate. Inoltre, si chiede  di suggerire proposte di possibili strategie per arginare il comportamento incivile di giovani e adulti, fino alla valorizzazione di spazi pubblici e la loro pulizia straordinaria, con la partecipazione volontaria di adulti e studenti in orario extrascolastico.

Un’iniziativa che punta dritta all’eliminazione di un fenomeno che ha coinvolto tutti gli  ambienti urbani sporcati, degradati e sottomessi da ragazzini ignoranti, un fenomeno sociale troppo diffuso, quindi non gestibile dalle autorità con efficacia. Anche se esistono fondamentalmente due categorie di writers, quelli artisticamente validi, che selezionano accuratamente i supporti da dipingere  e quelli che si credono tali ma che si limitano a scrivere velocemente e in piu’ posti possibile la loro firma o brevi frasi sentimentali come gli esempi riportati. Arte, vandalismo o nuove forme di comunicazione? Naturalmente le risposte possono essere diverse, anche opposte. Un confine labile che sfocia nell’inciviltà o nella creatività artistica.

 

 

 

 

 

 

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2 thoughts on “Arte o vandalismo l’amore scritto sui muri?

  1. Un conto è l’arte espressa da molti artisti di strada con murales che sono capolavori, purtroppo la maggioranza di questi bombolettari sono vandali, pivelli e non esprimono nulla se non la volontà di deturpare ed imbrattare cose e ambiente. Sarebbero da rieducare ed obbligare a ripulire.
    Ciao

  2. numerose le iniziative a riguardo – il problema è legato anche al concetto di arte, mutevole nel tempo – per anni i graffittari sono stati condannati per vandalismo, ora la loro espressività è riconosciuta come arte – un confine labile che necessita di abitudine a linguaggi inusuali – ovviamente il deturpamento fine a se stesso è condannabile come atto di inciviltà – ciao ciao

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