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by Loretta Dalola

Il campione e l’alluvione che hanno unito l’Italia

4 commenti


L’Italia ha bisogno di modelli positivi e Domenica Cinque, il programma di informazione ed intrattenimento pomeridiano di Canale 5, con la rubrica Dentro la notizia, curata e condotta da Claudio Brachino, ci ha dato un motivo, per sperare che la nostra Italia, non abbia perduto quei valori autentici che servono per guardare al futuro.

Nel rito del funerale del Sic, le telecamere, le testimonianze, i servizi, gli ospiti ci rimandano un messaggio di coraggio. Merce rarissima di questi tempi. Valori sani: famiglia,  affetti,  amici, desiderio di sentirsi uniti,  semplicità del vivere quotidiano,  voglia di credere in un sogno. In un’Italia affogata nel fango diffamatorio di truffe, speculazioni, egoismi, bunga-bunga, che rimandano a risatine di scherno, ci si stringe, insieme, per aggrapparci  alla storia di un ragazzo morto sul lavoro, che credeva nella sua passione sportiva. Lo sport che crea e fa credere negli eroi. Eroi di tutti i giorni, con alle spalle una famiglia che ha avuto la forza di sorridere di fronte alla folla e aperto le porte di casa alla gente e ai media, offrendo tortellini, dolci e caffé: “Marco vorrebbe vederci ridere, sdrammatizzava tutto, e allora dobbiamo tenerlo in vita essendo sereni, lo dobbiamo fare per lui e per la sorella che ha bisogno di essere sorretta” –  Domenica prossima, durante il GP di Valencia, vorrei che invece di osservare un minuto di silenzio in onore di Marco, venisse fatto un minuto di casino con tutte le moto della MotoGP, della Moto2 e della 125 accese che rombano insieme”.

E il tavolone immenso,  appena arrivato per quella che sarebbe divenuta  la casa di Marco e Kate, servirà ad accogliere  gli amici che vorranno tenere vivo il ricordo di questo ragazzo. Il padre racconta:È arrivata gente da tutta Italia e dall’estero per salutare Marco piangono e sono io a consolare loro. A volte penso che Marco sia stato un angelo. Questo calore mi fa sentire meglio e sta aiutando tanto anche noi. Credo che la chiave di tutto questo affetto sia il suo sorriso. Non so perché mi sono seduto vicino alla bara; mi sono sentito di buttarmi lì con la mia bimba.”

Dunque la vita coraggiosamente continua e vince sulla morte, i genitori guardano in faccia al loro dolore. La morte li ha avvolti, ma la passione e il talento del loro figliolo è arrivata a tutti. Si parla tanto della Tv del dolore, una Tv che specula sulla sofferenza, che entra tecnologicamente, con freddezza, nei meandri dell’animo umano per rimandarci la lacrima, l’emozione vera o finta dei protagonisti, vivisezionati dall’obbiettivo e dai microfoni. Ora quello stesso mezzo è divenuto speciale, ci unisce all’amore che circondava Marco e  ci accompagna nel vortice della semplicità. La Tv-testimone, ci fa del bene, ci rimanda a una società vera, e tutti, anche coloro che non seguono il motomondiale, oggi conoscono il sorriso scanzonato, la chioma riccioluta di questo eroe moderno. La tv ha registrato le emozioni che hanno seguito l’imprevedibilità dell’evento restituendoci in modo mediatico la magia dell’amore sincero. La sfida dell’uomo sulla velocità. Una competizione rinnovata sulla pista, dove la morte è sottintesa in ogni gara. La Tv oggi, ci parla di un‘Italia del Sic, da lui arrivano dei sentimenti veri. Una lezione di vita che stupisce, nel Paese che deve fare i conti con la crisi e la politica. Una lezione di talento, coraggio, fatica e sentimenti per essre il campione che corre cercando il limite.

Zoom FotoMa in questa Italia, bella e ritrovata, ci sono anche altri giovani, che accorrono volontariamente: gli angeli del fango. Si sono contattati l’un l’altro, abbandonando lavoro o studi , e hanno deciso di dare una mano. Ragazzi con tanta voglia di aiutare chi ha vissuto l’incubo dell’alluvione. Spalano fango senza sosta. E così  anche la  tragedia in Liguria ha i suoi eroi. Persone comuni che hanno donato la vita o che aiutano spinti dalla frase: “se fosse successo a me”! Un’Italia accomunata dai valori. Un’altra lezione di vita che andrebbe girata all’attuale classe dirigente. Ragazzi che non credono più nella politica delle parole e che hanno compreso che il marcio del potere non risolve i problemi.  Si sono rimboccati le maniche, nell’apocalisse di acqua e detriti. Incessante il  lavoro per togliere il fango da quello che resta. Lavorano in silenzio, dietro le quinte. Hanno rinunciato a giorni di festa per imbracciare pale e raschiafango e aiutare la popolazione investita dalla violenta ondata di maltempo. Lavorano senza una ricompensa, se non il “grazie” delle famiglie che aiutano a tornare alla normalità. Lavorano senza i privilegi delle auto blu e non  dite che è demagogia. Questa è l’immagine dell’Italia che non suscita risatine. Questi esempi devono avere risposte dalle istituzioni che  devono sostituirsi alle loro mani.

Questa è l’Italia della normalità che vuole tornare ad essere tale. Un colpo di bacchetta magica che la Tv finalmente ci ha trasmesso: etica, senso di civiltà, valori, sentimenti, forza e coraggio, ed è giusto così. La Tv ha fatto il suo dovere, ora tocca all’Italia continuare ad aver voglia di cambiare.

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4 thoughts on “Il campione e l’alluvione che hanno unito l’Italia

  1. Ti dico la verità, Loretta, sono rimasta molto perrplessa davanti alla spettacolarizzazione della morte di questo ragazzo.
    Nessuno lo conosceva, se non i pochi addetti, e non ha mai vinto niente. Capisco che la morte trasformi tutti in angeli e campioni, ma ho l’impressione che lo spettacolo abbia preso il sopravvento rispetto al senso ed al significato di quella morte violenta.
    Non mi è piaciuto il funerale, quella bara, quei giovani seduti per terra ad ascoltare Vasco Rossi, tutte le moto in chiesa, più che un funerale mi sembrava un concerto da rock star.
    Non dico che bisogna piangere troppe lascrime, ma davanti alla morte occorre rispetto.
    Credo che tutto questo sia servito solo ai genitori, che straziati per la perdita del figlio hanno perso il senso della misura.
    Lo si è visto anche e proprio nei talk show.
    Da ultimo penso seriamente che ai miei figli non additerei mai come “esempio di coraggio” questo ragazzo.
    Mentre considero davvero “coraggioso” colui che, volontario, si è buttato per salvare vite durante l’alluvione in Liguria ed in Toscana ed ha perso la vita.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

  2. Ciao Spera, non facile il giudizio dall’esterno, quello che ti posso testimoniare, e solo perché vivo nella sua terra d’origine è che il ragazzo era molto amato, dentro e fuori il circuito delle moto. Aveva talento, ha inseguito il suo sogno, voleva correre in moto, l’ha fatto. I suoi genitori a telecamere spente dovranno affrontare l’assenza e il vuoto affettivo che il vulcanico figlio riempiva, non sarà facile. Una famiglia molto aperta, cordiale, semplice che ha aperto le porte di casa a tutti – a me sembra un bell’esempio di forza che io, come madre, non avrei saputo sostenere e di come sia possibile vivere il successo senza restarne preso – credo che le telecamere abbiano saputo cogliere l’affetto che ruotava attorno a questo ragazzo – oggi ne abbiamo bisogno tutti per ricredere nell’essere umano e rincuorarci – ciao e grazie

  3. Dissento da Speradisole, conosco persone che hanno iniziato a guardare la MotoGP grazie a lui, visto anche i risultati di Valentino. Che poi non abbia vinto niente non è vero, un campionato del mondo 250 non lo vinci se non sei un campione. La gente è rimasta colpita ed addolorata per diversi motivi. La drammaticità dell’incidente, la semplicità vera e genuina del personaggio, la sua spontaneità e simpatia, il comportamento della famiglia.
    Il problema che genera dispute sciocche è l’uso che viene fatto di certi aggettivi. Il termine eroe viene usato ad ogni piè sospinto tranne quando veramente abbiamo a che fare con eroi veri, coraggioso è sicuramente il povero ragazzo della Protezione Civile che per salvare una vita è morto durante l’alluvione. Lui sì che è un eroe. Sic era sicuramente coraggioso e generoso in pista, per lo sport e per l’Italia è stta uan grande perdita
    Ciao

  4. abbraccio totalmente al tua tesi – si usa e si abusa del termine eroe forse perché essere seri , corretto, onesti non è prassi comune, ci si stupisce se qualcuno insegue un sogno e lo fa con determinazione, strano mondo siamo diventati – ciao e grazie

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