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by Loretta Dalola

Di cosa è fatta la democrazia

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Tematica particolarmente cara a Corrado Augias, conduttore della trasmissione  Le storie – diario italiano in onda su Rai3 che dedica parecchia attenzione all’argomento.

L’apertura del confronto dialettico con Gherardo Colombo autore del libro “Democrazia” si apre con un filmato di Peppino De Filippo che  risponde alla domanda a modo suo, ovvero con i  classici tentennamenti, l’imbroglio di frasi iniziate una dietro l’altra senza termine…: ” la democrazia, questa parola fatata, di luce alluminata, che è…che dice…il mondo degli uomini che parlano… e cos’è”?

Sorridendo si torna in studio affidando a  Colombo l’ estrema sintesi del concetto: “la democrazia possiamo definirla, come il governo del popolo, però per dare “contenuto a queste parole bisogna scavare di più”.

Le radici affondano nell’antica Grecia, che dava il diritto al voto con decisioni di maggioranza, voto segreto, una democrazia diretta e partecipativa, “oggi, noi, la democrazia ateniese la chiameremmo, oligarchia”.  Superato il modello assoluto della sovranità si è diventati cittadini con un potere suddiviso che garantisce equilibrio tra poteri e rispetto. “Il sistema più semplice è quello che uno comanda e gli altri ubbidiscono, ma in tal modo, le persone non sono libere ed entrano in conflitto con il loro desiderio di libertà”.

Fa un certo effetto, alla luce degli ultimi cambiamenti politici,  riascoltare le parole di Berlusconi pronunciate nel lontano 2009: ” Per la democrazia e per la libertà, ghé pensi mì e arrivederci”! In quel “ghé pensi mi” risiede il concetto errato di democrazia a meno che non si intendesse un pensarci legato al “ne avrò cura” attraverso una condivisione generale, ma di fatto sappiamo che la sua interpretazione era sostitutiva alla volontà popolare, con ovvie conseguenze e  a scapito della libertà.

La democrazia risulta essere come un  frutto maturo della civiltà, è il potere più grande di tutti, fra quelli a cui possiamo ambire , ma comporta grandi responsabilità da parte di tutti coloro che in essa vivono. Eppure abbiamo passivamente permesso a un Berlusconi di trascinarci alla rovina e calpestare un concetto così importante.  Il risultato è che  oggi le persone sono sfiduciate e non trovano qualcuno degno di essere votato, mentre proprio nel concetto democratico ci dovremmo trovare tutti i modelli per contribuire all’amministrazione generale dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, organi preposti a stabilire regole da mettere in pratica. Guardando l’ammaccata Italia, reduce da un ventennio di guida berlusconiana, ci troviamo difronte un paese molto diviso, e non sappiamo neanche  in quanto tempo la gente riuscirà a riappropriarsi del senso di appartenenza al governo della società che dovrebbe, al contrario, risultare, naturale.

Ma se continuiamo a  lasciare spazio all’indifferenza, all’apatia, alla rassegnazione, all’assenteismo,  sarebbe  come se, noi stessi, ovvero,  il popolo  abdicasse. La democrazia è un esercizio che va agito quotidianamente, perché la sua efficienza e effettività poggiano su questo presupposto.

Il mondo cambia velocemente e le persone devono contribuire all’arricchimento del paese che dovrebbe da ora in avanti diminuire la distanza creatasi tra eletti ed elettori, visto che i rappresentanti dovrebbero essere l’espressione dei rappresentati. Dovremmo riaffrontare la ridefinizione del concetto di “rappresentanza” visto che oggi, risulta essere solo un surrogato. I cittadini dunque dovrebbero ritornare a poter scegliere da chi farsi rappresentare perché attualmente è possibile solo scegliere l’area di rappresentanza e questa non è democrazia.

Chi è libero sceglie, chi non è libero non può scegliere.

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