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by Loretta Dalola

Faccia a faccia: Veltroni e Annunziata

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In Mezz’ora è l’appuntamento di Rai3 condotto da Lucia Annunziata che racconta  l’attualità parlamentare assieme ai suoi protagonisti. Ospite della puntata Walter Veltroni, chiamato a valutare i recenti mutamenti legati alla costruzione del nuovo governo. “L’idea che ha preso forma, alcuni mesi fa, è nata per riscrivere le regole politiche, ero convinto che per superare i danni della politica fosse necessaria una personalità forte, come Ciampi, e con Monti siamo lì”.

Dunque da mesi si stavano preparando gli eventi che avrebbero condotto al radicale cambimento dello scenario politico italiano. Per uscire dalla visione del berlusconismo,  ci voleva  tempo e ora quel tempo è maturato. L’Italia ha pagato un caro prezzo perdendo molte occasioni. Ma il nuovo governo Monti ha un altissimo consenso popolare, è stimato all’estero e rappresenta una discontinuità col passato, il paese vuole respirare per riprogettare :”il berlusconismo era alla fine, si avvertiva nella società la voglia di cambiamento e da qui il pensiero del governo tecnico”.

Ci vuole onestà, forza, freschezza, perfino ingenuità. Ci vuole purezza politica per lasciare alle spalle il ricordo di un Berlusconi che è già diventatato un pezzo della storia italiana. Tanti avevano creduto alle sue promesse, ma nella sua legislatura si è creato il buio. “Berlusconi è così, una dichiarazione e una smentita”. Cosa ci dobbiamo ancora aspettare da chi non vuole camminare sul viale del tramonto? “Se si sceglierà la guerriglia, si  pagherà cara questa scelta, perché l’Italia vuole essere traghetatta oltre, per questo “chiunque” ne stacchi la spina, paghera’ un prezzo altissimo, compreso lo stesso Silvio Berlusconi” .

Questo il pensiero di  Walter Veltroni, davanti alle telecamere di Lucia Annunziata, che  insiste: “è chiaro che Berlusconi avverte che questa soluzione segna un cambiamento profondo col passato, persino di stile. Si potrebbero mettere in moto spinte positive, innovative, Berlusconi ha timore di questo, e sbaglia a volerle combattere.  Se il timore diventa opposizione pregiudiziale, il paese lo avvertirà”. E la cosa peggiore è dare a Monti, uno schieramento. La sua forza è  essere una figura istituzionale che può parlare a tutti gli italiani”.

In Monti, tutti vedono l’uomo della nazione, una garanzia che non appartiene a nessuno, non è il governo dei poteri forti, semmai in lui  si ripone la stessa fiducia che gli ha voluto accordare il Presidente della Repubblica, che ha agito per il bene del Paese. L’Italia deve tornare protagonista e la politica non può più mettersi di traverso,  deve tornare a guardare al bene comune, da troppo dimenticato. Se la ricetta Monti funziona ci guadagnamo tutti.  Meglio sostenere il governo Monti con una unità combattiva se si vuole uscire dalla crisi. Il berlusconismo aveva eslcuso la politica in generale, e proprio il senso di disagio e l’insopportabilità di quella politica  ha dato il via alla decantazione, per dimenticare e ricominciare.

In Italia c’è “un clima nuovo” e il Paese “non vede l’ora di cominciare a produrre”, per questo “ci sara’ bisogno di un nuovo patto sociale e la  Cgil non si sottrarrà a  questa responsabilita’”. “La Cgil  è il sindacato che storicamente è stato di uomini come Di Vittorio, Lama, Cofferati, persone che hanno avuto il coraggio di prendersi anche responsabilità difficili. Susanna Camusso fa parte di questa storia, anche se il governo ha cercato di dividere il sindacato, ora si devono creare le condizioni per un patto sociale. C’è bisogno, insiste l’esponente del Pd, di una nuova stagione di unità sindacale che dovrà avere come riferimento milioni di ragazzi precari oggi in condizione di apartheid e che non hanno nemmeno la protezione dei sindacati e dei partiti”.

“Abbiamo bisogno, conclude Veltroni, di fare un investimento in fiducia” nei confronti del nuovo governo.

E’ chiaro il  fallimento politico del berlusconismo ed è  auspicabile che il benessere comune corrisponda al bisogno italiano di ripartire.  Una forza politica nuova del XXI secolo, deve  aprire la strada ad un esecutivo che cercherà di superare l’emergenza finanziaria italiana. Se questo è un possibile orizzonte futuro della politica italiana, la sinistra e lo stesso Pd non possono più rimanere fermi dietro i loro steccati.

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