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by Loretta Dalola

La domenica di rai1 e ch5

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In un clima natalizio in televisione, si parla dei sacrifci degli italiani a “reti unificate”, nell‘Arena di Giletti su Rai 1 e Dentro la notizia con Brachino su Canale 5. Stesso tema: la manovra Monti ed in particolare chi va ad intaccare e chi invece è privilegiato.

Partenza dalle lacrime della ministro Fornero, vere false? Responso: emozione veritiera che dimostra che chi ha responsabilità è anche un essere umano, nonostante Maroni l’abbia tacciata di essere un’ attrice hollywoodiana e Tosi, sindaco di Verona dubiti dell’adeguatezza della persona.
La politica ci coinvolge tutti, un pianto non è segno di fragilità piuttosto quello che attualmente appare poco comprensibile agli italiani è lo squilibrio tra quanto richiesto e quanto si poteva richiedere, la manovra va perfezionata, raggiungendo anche gli intoccabili.
Sull’altro fronte si parla del tempo che si sta perdendo per adeguare le indennità dei parlamentari italiani a quelli del resto d’Europa. Si ipotizzano tagli alle spese aggiuntive e stipendio netto che di questi tempi sembra essere soddisfacente visto che si aggira intorno ai 5000€ mensili. L’aumento della benzina è arrivato insieme al cappuccino del giorno dopo, in tempi velocissimi e con aggiunta, non di brioche, ma della comprensione sul sacrificio imprescindibile. Le modifiche alle pensioni avverranno entro la prossima settimana, a quando il taglio dei privilegi della casta politica? Se l’allarme è rosso perchè la manovra deve colpire solo la povera gente?

Se si chiedono sacrifici devi anche saper dare il buon esempio. Se i politici si decidessero alla collaborazione si potrebbe convogliare l’attenzione verso strade alternative per il reperimento di ulteriori fondi anche intervenendo in altri settori che potrebbero servire alla crisi. Un colpo di qua, un colpo di la, piano piano e con il contributo di tutti, l’Italia tornerebbe a galla.
Non abbiamo bisogno di capri espiatori, si faccia una manovra equa che eliminii i vizi della politica e allora tornerà l’autorevolezza e la fiducia che da tempo manca, insieme alla volontà di collaborazione per il bene comune.
La ristrutturazione dell’Italia non può passare solo sulla tassazione. Oltre alle lacrime e sangue, serve anche ricostruire una giustizia sociale.

Dunque entrambi i contenitori pomerdiani domenicali trattano temi di interesse sociale, politico e al centro di ogni puntata aprono dibattiti articolati e coinvolgenti, grazie anche al contributo di esperti e personaggi noti e all’intervento dei tanti giovani in studio. A Domenica in e Domenica cinque si chiacchiera ininterrottamente, prima con i giornalisti poi con le bionde conduttrici, nel tentativo di intercettare un pubblico che va dal dramma al sentimentalismo finendo per arenarsi, in tarda serata, nelle problematiche del Grande Fratello.

Difficile cucire spazi alternativi che diano motivo agli italiani di stare incollati al piccolo schermo differenziando l’offerta? Due ammiraglie che si scontrano, stessi temi e stesso modo di affrontarli, il pubblico disorientato non sa scegliere e forse comincia da annoiarsi chiedendo idee e novità. Un pubblico che tempo addietro poteva scegliere tra la partita del cuore e il varietà oggi si trova a fare zapping tra contenitori con argomenti simili: l’approfondimento giornalistico e l’alleggerimento delle bionde primedonne. Risultato: quant’è noioso il dì di festa.

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