www.ilsegnocheresta.it

by Loretta Dalola

Catastrofe nella catastrofe

6 commenti


Tutti gli organi di informazione in questi ultimi giorni hanno puntato la loro attenzione al dramma del nave Costa Concordia riportandoci ancora notizie sul naufragio e sulla conta dei dispersi, chi dice 18, chi 20, chi di più, mentre i morti accertati sono 6, ma ora si aggiunge il dramma del disastro ambientale.

La nave coricata sul fianco potrebbe far uscire il carburante, tanto che è dichiarato lo stato di emergenza nell’area del naufragio. Rimangono ancora da recuperare, infatti, le 2400 tonnellate di carburante all’interno della nave.  La Costa Crociere dovrà presentare entro 48 ore un piano di svuotamento dei serbatoi, che sarà analizzato per verificarne le condizioni di sicurezza, ammesso che la nave rimanga in posizione. Se la nave dovesse affondare bisognerà adottare tutt’altre operazioni perchè potrebbe anche spezzarsi. Se questo dovesse accadere è difficile fare una previsione ma sicuramente la catastrofe diventerà incubo. Il rischio ambientale per l’Isola del Giglio è altissimo. L’area interessata dipende dalle correnti, probabilmente l’intero arcipelago, forse la costa. Dopo 70 ore dalla serata in cui la Concordia si è coricata a  causa del mare mosso e del vento  le operazioni sono ancora più difficoltose, i soccorritori sono stati fatti allontanare perché la nave si sta muovendo, dalla posizione in cui si era incagliata, forse scivolando ancora più a fondo. Per ora sono state avvistate delle chiazze di carburante in mare, ma si tratterebbe di combustile cosiddetto leggero, proveniente dalle acque reflue delle pompe di sentina, che dovrebbero facilmente evaporare.

Costa Concordia: il mare mosso fa muovere la nave, evacuati soccorritori. Alto rischio inquinamento Sulla responsabilità del comandante Francesco Schettino, accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio ed abbandono della nave e piantonato a vista perché si teme un gesto insano stanno emergendo tante scorrettezze e leggerezze. Confermato  il fatto che Schettino abbia lasciato la nave ben prima dell’ultimo passeggero, forse addirittura 3 ore prima e che, una volta a terra si sarebbe anche rifiutato di ritornare a bordo come richiesto dagli uomini della Capitaneria di porto, confermato il mancato tempestivo allarme al punto che gli stessi suoi ufficiali hanno avuto la forza di ribellarsi al loro comandante aiutando l’evacuazione dei passeggeri. Confermato che la nave viaggiasse troppo veloce e che avrebbe voluto avvicinarsi il più possibile alla costa del Giglio, una manovra molto rischiosa visto il poco spazio a disposizione.  Confermato che le procedure adottate non hanno rispettato le rigide disposizioni navali. Una serie di errori umani che hanno condotto alle gravissime conseguenze.   Arriveranno probabilmente almeno altri due o tre avvisi di garanzia anche verso ufficiali di bordo della Concordia.

Con il passare delle ore, però, i vivi hanno  lasciato spazio ai morti, non tutti ce l’hanno fatta a mettersi in salvo e qualcuno è rimasto intrappolato a venti metri di profondità, quella che era iniziata come crociera invernale  “Il profumo degli agrumi” si è conclusa come un  ricordo pauroso e doloroso.

 

 

Annunci

6 thoughts on “Catastrofe nella catastrofe

  1. Ciao Loretta e buona giornata. Questo tragico evento, ha in se tanti di quei punti oscuri da risultare incredibile, se non fosse per le notizie e le immagini che da qualche giorno vediamo. Stamattina, leggendo il quotidiano, apprendevo ulteriori notizie sul comportamento del capitano e su ciò che accadeva a bordo della nave da crociera. Francamente, mi risulta non comprensibile il comportamento del capitano e credo che nei prossimi giorni conosceremo ulteriori particolari non proprio “edificanti” sullo stesso ma anche su una catena di comando che si va delineando con più chiarezza, a seguito delle indagini in corso.

  2. attendiamo la cronaca e purtroppo qualsiasi informazione aggiuntiva andrà a peggiorare il quadro che ha portato a conseguenze così drammatiche – ciao e grazie

  3. Non ho titoli né competenze per giudicare le scelte e i comportamenti del comandante della nave. Trovo però assurdo avvicinarsi alla costa per “salutare” qualcuno, così come trovo scandaloso che i transatlantici passino accanto a San Marco a Venezia.
    A quanto pare i passaggi davanti a piazza San Marco sono autorizzati, seppur tra tante polemiche. Ma la “bella abitudine” di porgere i saluti con qusti bestioni del mare è una prassi autorizzata oppure si tratta di una consuetudine ormai accettata da tutti?

  4. Considerando che non era la prima volta che la Concordia passava così vicino alla costa dell’isola del Giglio anzi era una tradizione consolidata, come viene fuori da una serie di comunicati o piuttosto un evento non insolito di cui era a conoscenza anche il sindaco del Giglio, mettere a rischio tante persone lo trovo decisamente sconsiderato e non indice di responsabilità, ma soprattutto non credo valesse lo spettacolo che ha provocato sei morti! – ciao e grazie

  5. Per compiere quella manovra, bisogna disinserire computer di bordo ed altre apparecchiature di sicurezza e procedere con la guida manuale. Ma credo che questo sia concesso solo per gli approdi nei porti. Ciao

    • Ormai siamo a conoscenza che “l’Inchino” della nave alla costa era una pratica abituale, spericolata e azzardata ma ripetuta e che suscitava ammirazione, purtroppo uscire dagli schemi regolamentari implica rischi e può andarti bene sempre ma se va male…la responsabilità della trasgressione è pari alle eventuali conseguenze da pagare – ciao e grazie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...