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by Loretta Dalola

Tornano le invasioni in Tv

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Bentornato Roberto Saviano e bentornate  “Le invasioni barbariche”, il talk show di La7 condotto da Daria Bignardi che per la prima puntata riporta nel piccolo schermo lo scrittore e giornalista.  Ma prima dell’intervista ufficiale le luci si accendono su due personaggi, frontali che dialogano tra loro. Due volti noti, due ospiti importanti che tengono a battesimo l’inizio della nuova serie in  un dibattito insolito, interessante e unico nel suo genere: Jovanotti e Saviano, si studiano, si stuzzicano, scherzano, provano a conoscersi, dialogano come due amici al bar, parlano di politica, di Mario Monti: ” mi ricorda molto la mia professoressa di Inglese. E’ proprio uguale, parlava anche come lui”, dice Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, “un anno fa avresti pensato che”…”No, gli fa eco, Saviano, era auspicabile, ma impensabile, il mondo ha fatto un giro”. ” Ed ora, il cambiamento e questo governo tecnico è come un idraulico che risolve, e se poi ci piace, come facciamo a tornare alla politica”?

Jovanotti poi sottolinea il coraggio di Saviano ribadendo:” Ammiro la tua scrittura e il tuo coraggio e penso che tu faccia del bene al paese”, opinione condivisa da coloro che lo ritengono un italiano di cui essere fieri,un italiano che si è fatto sei mesi in America per rigenerarsi, “avevo bisogno di aria, non è facile per chi vive sotto protezione essere accolto in un altro paese, sei sempre un problema, ma New York mi ha permesso di vivere più leggermente di come sono costretto a vivere in Italia”.

Per altre ragioni, piacerebbe anche agli italiani offrire una vita diversa a questo simbolo della lotta contro la camorra, anche noi vorremmo che il futuro gli  offrisse altri parametri, permettendogli di vivere in  Italia da uomo libero,  dove chi racconta la verità non fosse condannato a morte. A Napoli lo definiscono “cappotto di legno” che significa vivere con una bara. Non è qualcosa che puoi cancellare, ti segna inesorabilmente l’animo. “Ogni giorno sentivo una pressione enorme. Mezze parole, commenti idioti, sorrisi aperti e dietro le spalle schiumanti insulti, ecco, mi ero abituato a pensare che la libertà non esisteva e che quindi era inutile cercarla, agognarla, lavorare per ottenerla. Mai avrei pensato che un giorno qualcuno avrebbe aperto la mia gabbia”. “Il giorno dopo il mio arrivo,  sono uscito alle sette del mattino. In strada non c’era nessuno, solo io e la mia scorta. Senza parlare abbiamo camminato per cinque ore. Ho bevuto un cappuccino e ci ho inzuppato dentro un muffin, ho comprato una cartina di Manhattan e, in quella sola mattinata, sono certo di aver camminato come non avevo mai fatto. E non solo ne sono certo, ho le prove. Sono tornato a casa con le piaghe ai piedi, mi facevano male da morire, ma,dice Saviano, quel dolore che non credevo esistesse più mi rendeva euforico. Avevo la sensazione di essere tornato a vivere completamente, di aver riacquistato l’uso di arti sopiti da tempo. Per la prima volta ho iniziato a vedere le scarpe consumarsi, e ai piedi mi sono venute le vesciche”…

“Ora però si respira un clima nuovo, diverso, prima con i soldi era facile dire che andava tutto bene, e condizionare qualsiasi cosa, prima o eri pro o contro, ora invece è come se fossero spariti i colori a favore delle sfumature” –  “Le scelte del governo Monti sono difficili e sono di empatia con il paese, ma la partita con Berlusconi e quel mondo non è affatto finita, ci sarà un momento in cui tornerà alla ribalta, i suoi silenzi sono strani, sta aspettando, è una tattica”.

“Spero tanto si torni a dare respiro alle idee, devono tornare i progetti e la politica non deve più essere sinonimo di schifezza” – “Si deve tornare a una democrazia compiuta, condivido in parte le scelte del governo Monti perché occupato su altri problemi rischia di non vedere le priorità legate all’economia mafiosa che è un’emergenza perché  la disoccupazione porta al rischio del lavoro nero che diventa un bacino enorme di illegalità.  Il tempo è scaduto, la crisi ci farà trovare in un mare di criminalità, se non si offrono strumenti validi per combatterla, quando c’è della rabbia la mafia soffia sul fuoco perchè poi sa andare dal politico per mediare, in Sicilia sta succedendo qualcosa di grosso, è una miccia che si è innescata al sud, perchè questo è un territorio che è stato dimenticato, lo dai per perso, vive di emigrazione, il rischio più doloroso è che si rassegni ma il potere sta nelle persone che vogliono cambiare”.

E’ un fiume in piena Roberto Saviano che si è caricato di entusiasmo nell’ attimo di libertà goduta in America, ci trasmette, coinvolgendoci con la forza delle sue parole, la certezza che la strada da percorrere è ancora lunga e difficile ma che il cambiamento può iniziare  partendo da chi crede in un altra Italia, diversa, pulita, seria e più libera. La crisi ci può far sentire impotenti ma in realtà è un’occasione per mettersi in gioco, è uno spartiacque per risorgere.

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