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by Loretta Dalola

Ma che freddo fa!

8 commenti


Prima nevicata dell’anno e Fuori Tg su Rai3 dedica il suo spazio di approfondimento quotidiano alla tempesta di freddo che ha investito l’Italia. Disagi ovunque e neanche il tempo di riprendersi dalla prima ondata di freddo polare che già è in arrivo una seconda perturbazione che  investirà vaste aree del Paese.  Ha cominciato a nevicare.  L’aria è gelida. La neve è accompagnata da un forte vento. Scatta l’allarme generale.

L’argomento neve ha messo in luce parecchie carenze del sistema italiano, mancano piani di intervento comuni e i mezzi, eppure la neve è un elemento naturale che dovrebbe essere fronteggiato.  Tuttavia i bianchi giorni appena trascorsi hanno messo in ginocchio il paese, città paralizzate, località isolate, senza luce e gas. L’arrivo della neve era stato ampiamente annunciato ma,  neve e gelo come non si vedevano da trent’anni hanno evidenziato la nostra impreparazione e l’Italia si è trovata spiazzata.

E mentre non si è ancora spento l’eco delle polemiche, della bufera mediatica e della ricerca delle responsabilità, arriva  una nuova “eccezionale” ondata di gelo, con nevicate e freddo intenso.  Anche i popoli del nord, abituati a temperature bassissime hanno avuto difficoltà, anche se è chiaro, che la consuetudine accompagna una capacità di efficienza maggiore rispetto a chi vive in situazioni climatiche diverse.

Dunque è il caso di domandarsi se questi eventi sono un caso eccezionale o indice di tendenza?

Fenomeni di questa entità hanno una ricorrenza trentennale, fanno parte della climatologia delle nostre aree geografiche ma, questi eventi intensi, significano anche un’inasprimento dei fenomeni rispetto al passato. Inoltre si è  modificato l’effetto temporale. Durano di più ed è un problema che coinvolge tutto il pianeta. Uno sfasamento che produrrà variazioni del clima che muteranno le nostre abitudini.

Non è più una minaccia del futuro, ma una realtà di oggi. In tutto il mondo, le “anomalie” meteorologiche sono oramai evidenti. A causa dell’aumento dell’effetto serra, negli ultimi  anni si sono verificati dei fenomeni atmosferici di violenza incontenibile. Impossibile chiedere all’uomo di ridurre la sua pressione sul pianeta, difficile rinunciare ai personali benefici che abbiamo acquisito nel tempo, dall’auto al riscaldamento ma, i mutamenti climatici sconvolgono interi ambienti naturali e mettono in pericolo anche la nostra salute.
I fenomeni meteorologici estremi hanno un forte impatto sull’uomo: basti pensare alle vittime  delle alluvioni, ma anche  all’aumento del rischio di crisi cardio-respiratorie causato da ondate  di calore. Un clima globale più caldo porta anche ad una maggiore diffusione di molti virus e batteri con conseguente aumento delle estensioni  epidemiche.

Dobbiamo iniziare ad essere consapevoli dell’ enorme gravità che i cambiamenti climatici avranno sempre più su scala globale, esponendo a crisi senza precedenti l’intero pianeta per la rapidità del fenomeno, minando alla base i sistemi sociali, economici ed ecologici. I record di precipitazione piovosa continuano a essere battuti anno dopo anno; i mari crescono e i fiumi coprono le terre in un modo che supera ogni immaginazione. In altre zone ci sono grandi siccità.  Uno scompiglio  del pianeta che non può lasciarci indifferenti.  Le  attività umane sono responsabili di un complessivo riscaldamento della Terra. E’ comunque cruciale per l’uomo investigare questi fenomeni che potrebbero portare forti elementi di instabilità nella convivenza dei popoli.

Non possiamo permetterci di accelerare (già l’abbiamo fatto o lo stiamo facendo) mutamenti climatici naturali che in altre ere potevano abbracciare tempi di migliaia se non di milioni di anni  e permettevano quindi con la loro lentezza l’adattamento dei sistemi viventi. Attualmente il cambiamento indotto dall’uomo sembra invece prodursi nell’arco delle centinaia se non delle decine di anni e appare quindi assolutamente pericoloso.

Il clima cambia è sempre cambiato. Niente è permanente, a parte la vita stessa. L”anomalia è nella rapidità in cui sta avvendo. Stiamo di certo vivendo una fase di riscaldamento climatico, ma si tratta di processi che avvengono da sempre, e sempre avverranno, e che l’uomo può contrastare (o accelerare) in misura non ancora quantificabile.

Forse dovremmo riflettere sul nostro futuro.

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8 thoughts on “Ma che freddo fa!

  1. Da quanto scrivi penso che, per il futuro, se vorrò andare in viaggio, dovrò procurarmi un costume da pinguino!

    • Ciao Quarche – ci siamo sveglaiti sotto un metro di neve, da ieri la corrente è mancata e l’atmosfera della luce delle candele ha concilito l’intimità del letto e di un buon libro – intorno a me un vento gelido scuoteva le tapparelle serrate ,nel tentativo di lasciare la bufera fuori, molto lontana da me – il risveglio è stato come un pugno nello stomaco, una neve così consistente, pastosa e tenace, non l’avevo mai vista – ora siamo tutti alle prese con pale e vanghe ma non sappiamo dove spostarla e cosa liberare prima…ora emigro in Polinesia! ciao

  2. Ciao Loretta e buona serata. Concordo totalmente con la tua riflessione. Se c’è qualcosa, e c’è, che hanno insegnato questi due fine settimana, sono l’impreparazione del sistema italiano a fronteggiare le emergenze ed i fenomeni metereologici che ci si ostina a definire “eccezionali” ma tali non sono. Sui sistemi d’emergenza, credo ci siamo tutti resi conto che non esistono neanche sulla carta, neanche come ipotesi, piani di intervento in caso di eventi anomali o eccezionali. Non mi meraviglio, se considero che in 30 anni di servizio in un’amministrazione statale e nonostante la 626, non è mai stata fatta una simulazione di evacuazione dello stabile in cui lavoro. E siamo quasi 3000 persone in quell’edificio! Sugli eventi metereologici, mi sembra che già da anni passiamo da un’alluvione ad una nevicata abbondante, con vittime, e nessuno si sia ancora chiesto il perché. Che alcuni equilibri naturali siano stati modificati dall’uomo e dalla sua dissennata vocazione a distruggere l’unico mondo in cui può vivere, è scientificamente provato. Nessuno, tuttavia, si preoccupa di correre ai ripari, a parte qualche trattarello internazionale, disatteso dagli stessi firmatari.

    • ciao – sembra sempre che basti il racconto, da anni parliamo, parliamo, sentiamo campanelli d’allarme, scienziati avvisano con parole terribile che il futuro è nelle nostre mani, ma in realtà continuiamo a non investire e modificare i benefici acquisiti che potrebbero trovare soluzioni adatte alle esigenze reciproche, ma noi parliamo e scriviamo – sembrava fantascienza la lettura di un mondo estinto, credo che tale scenario sia il reale futuro degli uomini – grazie

  3. Sarà perchè ho una visione tutta mia..ma non capisco l’ostinazione dell’umanità a considerarsi padrona e unica proprietaria del globo terrestre o dell’universo in generale.
    Il mio modesto punto di vista è che siamo una specie di passaggio sul globo come i dinosauri e che prima o poi ci estingueremo o per cause naturali o perchè ci faremo fuori tutti tra di noi. In ogni caso il nostro globo ha una data di scadenza certa e cioè quando il sole si espanderà.
    Detto questo.dire che il clima cambi repentinamente…è dire una stupidaggine perchè il “repentino” per noi ha un senso..visto che contiamo le ore..per l’universo che conta i milioni di anni…”repentino” ha un altro significato.
    a.y.s. Bibi

    • ciao – hai ragione, quello che noi giudichiamo veloce o lento è un parametro umano – l’idea che questo stupendo pianeta sia destinato al cambiamento mi intristisce – immaginare che non si sarà un uomo che seduto davanti al mare o ad un albero, immerso nei suoi pensieri, che goda nel sentirsi parte integrante dell’ambiente è un quadro che non mi piace – preferisco pensare che messo difronte all’estinzione l’uomo possa capire e salvaguardare il bello che ha avuto la fiìortuna di gustare – spero nel tuo torto e nella mia ragione!

  4. Già, ma triste ammetterlo! ciao

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