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by Loretta Dalola

Binari in fiamme

2 commenti


Blocchi, cariche, tensione, in Val di Susa, SkyTg24 apre il notiziario serale sugli  avvenimenti che stanno accadendo tra attivisti , giornalisti e cameramen. Tira aria pesante in Val di Susa,  gli attivisti che hanno creato numerosi disagi alla circolazione continuano nella loro protesta contro l’alta velocità e anche i giornalisti ne fanno le spese. Immagini forti, atteggiamenti provocatori tra manifestanti e forze dell’ordine ai quali si sono  aggiunte  anche  aggressioni a  troupe televisiva colpevoli di aver  registrato  il video nel quale un manifestante No Tav insulta un carabiniere, dandogli della “pecorella”.

A far discutere la sequenza con il confronto ravvicinato del No Tav  con un carabiniere. Uno di fronte all’altro, un faccia  a faccia provocatorio a cui l’agente risponde con impassibile silenzio. L’azione va avanti, un lunghissimo primo piano che concentra l’attenzione sulle parole del No Tav: “Sei venuto per sparare, gli chiede? Con quello che guadagni non ne vale la pena, aggiunge”. La sequenza è rimbalzata sulla rete suscitando reazioni un pò ovunque a conferma che oggi la direzione di marcia del flusso informativo passa prima dal web.

 I manifestanti, poi, hanno sottratto il materiale video girato, preso le attrezzature e tagliato le gomme del furgone. Uno degli operatori è stato colpito al viso, riportando ferite al naso, ed è stato necessario portarlo all’ospedale. Ha assistito all’aggressione anche una troupe di Tgcom24, alla quale i manifestanti hanno intimato di consegnare il girato, minacciandoli: “Tira fuori il nastro, se tiri fuori il nastro finisce qua e ce ne andiamo tutti tranquilli”. Addirittura una reporter sarebbe stata minacciata con un cacciavite alla gola.

Lei ha paura di un escalation? domanda posta al Presidente della regione Piemonte Roberto Cota – “Bisogna avere una posizione chiara, sono anni che se ne discute, poi alla fine le cose bisogna farle, sarebbe un grave errore dare un immagine di non fermezza, quest’opera si deve fare. Sono in piena sintonia con Maroni, il governo non può essere ambiguo e se le cose non si sistemano ci vuole l’esercito, la tranquillità è necessaria”.

Avete fissato un incontro con il ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri, cosa chiederete? – ” Delle garanzie per riportare la situazione alla tranquillità, chiederemo il rispetto dei tempi dei lavori, In Francia sono già avanti, in democrazia la maggioranza decide e da tempo abbiamo deciso di farla, se non andiamo avanti rimarremo tagliati fuori. L’utilità è certa, viviamo in un sistema industriale, non possiamo vivere d’aria, un elemento che caratterizza la competitività è l’elemento dell’infrastruttura che consente il trasposto veloce delle merci e di qui al 2025 verrà realizzato con un ritorno di prospettive future”.

Da una parte chi crede che il progresso passi attraverso i binari dell’alta velocità dall’altra i contrari, intanto tensione e violenza. Nella guerra prima o poi  arrivano i nostri, ma qui dove sono i buoni?

L’episodio del manifestante che  chiama “pecorella” il rappresentante delle forze dell’ordine  è di fatto un  brutto episodio, figlio delle emozioni e dell’eco della rete, l’epilogo di giornate tese e  di protesta. Un incontro ravvicinato che segna uno snodo. In Val di susa c’è una guerriglia che va avanti da anni, poi c’è Luca caduto dal traliccio e poi c’è Perino che da vecchio rappresentante dei NoTav è intransigente ora, il faccia a faccia con carabiniere, il video che fa discutere.

Un monologo inquietante, brutale, anche vigliacco sapendo che difficilmente il carabiniere reagirà. Insulti gratuiti a un giovane come lui che sta solo facendo il suo lavoro, il suo dovere come servitore dello Stato. L’agente dal volto sconosciuto che non vuole essere considerato un eroe ma, solo un carabiniere, null’altro. Un agente però che con il suo silenzio ha segnato un punto a favore della questione.

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2 thoughts on “Binari in fiamme

  1. Hanno ragione non hano ragione non so,ma il comportamento di quel giovane al carabiniere e ingiustificabile e penoso.
    Ciao Loretta.

  2. ciao – ci sono i SiTav con le loro ragioni, e Notav con altrettante motivazioni, poi c’è il buonsenso che consiglierebbe di convogliare i pochi soldi pubblici in grandi opere con maggiore priorità rispetto alla situazione Piemonte, infine c’è la violenza dettata dalla rabbia che fa scontrare popolo contro popolo (attivisti e poliziotti) e al di sopra di tutto la politica artefice delle scelte che inducono alle reazioni…un bel calderone – forse fermarsi e rivalutare la situazione per cercare una soluzione che appiani le divergenze sarebbe utile – ciao e grazie

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