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by Loretta Dalola

Finanza buona o cattiva?

8 commenti


Si parla di banche e d’affari a Otto e mezzo con il manager Rodolfo Fracassi e Beppe Severgnini, ospiti di Lilli Gruber su La7. Un mondo che pochi conoscono, un mondo avido che spinge a comprare o vendere, a investire, a ridurre o alzare i tassi di interessi , un mondo di eccessi, senza scrupoli, che gestisce la sorte di tutti noi.

“Io me ne sono andato dal sistema delle grandi banche, afferma Fracassi, perché si cerca molto il profitto e non si tutela più l’interesse del cliente, dopo una vita investita nel lavoro è stata una  scelta giusta”.

La testimonianza di chi ha vissuto l’esperienza  all’interno del meccanismo che vuol far crescere l’economia attraverso bassi tassi di interesse, abbondante liquidità sul mercato, forti riduzioni delle tasse, ci deve far riflettere perché, se è vero che  in tal modo si riesce a garantire una sufficiente espansione cresce a dismisura l’indebitamento di stati, aziende e famiglie.  Siamo i balia di un sistema che ha perso il valore del mestiere e il vincolo della fiducia e chi ne fa le spese sono i clienti trasformati in  polli da spennare. La voglia di fare guadagni a breve termine ha indotto chi più, chi meno, ha banchettare all’ orgia del debito, le aziende per i loro investimenti, i cittadini che hanno potuto comprare casa anche senza requisiti patrimoniali e comunque a tassi convenienti, stati che hanno erogato welfare superiori alle reali disponibilità.

Parte la provocazione di Severgnini: “Io mi sento un pupazzo, quando vedo gli spot pubblicitari che ti dicono, questa è la tua banca, la banca che ti da fiducia, ci amano, sono pensate attorno a noi,  e poi se due ragazzi chiedono un mutuo e sono precari gli ridono in faccia, allora mettiamoci d’accordo”.

Di fatto l’economia reale è sopraffatta dall’economia della carta e questo ha conseguenze catastrofiche , movimenti quantitativi enormi che permettono di guadagnare speculando  e godendo del fallimento altrui. La sproporzione è ormai tale da risultare indigesta. Ci sono strumenti che consentono di fare soldi sul default, si scommette sul fallimento di uno stato e di aziende, si può scommettere su tutto senza impedimenti. La finanza e diventata un mezzo di distruzione di massa.

Si può fermare, tornare indietro?  Severgnini: ” In Italia credo sia necessaria un’autorità, ci vuole una responsabilità che tuteli il consumatore”.

Dobbiamo dunque far appello ad un capitalismo più sostenibile, perché fino a che vivremo in un mondo di profitto a cascata tutte le strutture saranno sotto stress, dobbiamo iniziare  a premiare altri fattori perché non è più tollerabile che le banche giochino ai piccoli speculatori. La finanza deve iniziare a fare un lavoro chiaro e semplice permettendo a chi ha i soldi di investire nelle buone iniziative, deve tornare ad essere utile, sviluppando economia con rendimenti più bassi e  a lungo termine.

Politica e autorità economiche devono  scrivere nuove regole, nuovi modelli di finanza e di banca etici e cooperativi che man mano crescano e sostituiscano l’attuale modello di credito che dalla sua avidità ha determinato il suo declino.  Ma le misure regolamentari e la supervisione saranno sempre inadeguate se non saranno accompagnate da comportamenti meno ingordi da parte di tutti.

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8 thoughts on “Finanza buona o cattiva?

  1. Ho l’impressione che tuto questo sia un mondo di carta. Credo che crollerà prima o poi e che dovremo tornare ad una realtà più concreta.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

    • l’attuale crisi spero ci costringa a rivedere parametri che stiamo idolatrando come necessari a scapito dei valori umani, di fatto poco quantificabili ma, molto più appaganti – ciao e grazie

  2. Ho visto la puntata. Non mi è sembrato che il manager Rodolfo Fracassi fosse molto d’accordo con l’imposizione di nuove regole da parte degli Stati.

  3. hai ragione, Fracassi non ha caldeggiato la presenza di un ‘autorità vigilante, ritiene più efficace un cambio di mentalità verso un capitalismo più sostenibile, forse anche perchè lui stesso avendo fatto quella scelta personale sa che può essere percorribie – nell’attesa che il cambiamento avvenga, forse un controllo non sarebbe male – ciao

  4. Non seguo molto la Gruber..in ogni caso gran parte dei nostri problemi dipendono di fondo dal neocapitalismo finanziario malato che occorre cambiare con nuovi modelli di sviluppo per costruire una vera Europa dei popoli e non dei poteri forti.

  5. Le banche sono le principali responsabili di questa crisi economica e finanziaria che si protrae ormai da diversi anni. Pur avendo ricevuto ingenti finanziamenti da parte della Banca Centrale Europea, non fanno girare contanti in Italia e non si fanno scupoli nel far chiudere un imprenditore in sofferenza o un giovane che chiede un mutuo. Ma chi c’è dietro le banche? Chi permette loro di fare ciò che vogliono?
    chissà forse sono i soliti politici che ci stanno rovinando l’esistenza?
    Ciao, un abbraccio

    • mi prendo tutto l’abbraccio prima di risponderti –
      la situazione si sta facendo decisamente difficile per tutti, anche per coloro che fino ad ora ci hanno marciato a spese dei cittadini, ora la rabbia si sta gonfiando e se non vogliamo incorrere nelle solita storica ribellione dovramnno rivedere i loro obiettivi – ciao

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