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by Loretta Dalola

Moralismo e moralisti

2 commenti


“Parola pericolosissima con un’ aura un po’ antipatica, la parola in questione è, moralismo”, così Corrado Augias apre la replica de Le Storie – diario italiano su Rai 3.  Chi è moralista e a quali campi si può applicare il moralismo è l’argomento trattato insieme all’autore del libro: Elogio al moralismo, Stefano Rodotà. 

A Parma recentemente i cittadini hanno preso d’assalto il municipio e tenacemente hanno combattuto fino a che, il sindaco  si è dimesso. Dopo cento giorni di contestazioni,  ha lasciato l’incarico dopo forti pressioni popolari  a seguito dell’ennesimo scandalo giudiziario all’interno della giunta di centrodestra guidata da Pietro Vignali.

“Questo dimostra che i cittadini sapevano che erano stati male amministrati, ci sono modi di di cattiva amministrazione  che non coincidono con le norme e violano l’art. 54 della Costituzione (I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge), che richiede onore e disciplina, Parma è un bell’esempio, i cittadini  hanno impugnato l’arma del moralismo e hanno agito giustamente”.

Rodotà con questa affermazione dichiara che un moralismo attivo per riconquistare l’onore perduto è valido e va utilizzato dal potere popolare, anche se siamo in un epoca dove la parola moralismo è stata bandita e collegata a qualcosa di vecchio perché non andava d’accordo con una forma di politica rampante.  Se pensiamo al nostro recentissimo passato la condotta politica dei nostri rappresentanti ci suggerisce che data l’immoralità o amoralità dilagante, sia più prudente e saggio non invocare o pretendere l’osservanza di alcun principio morale. Che le regole di condotta non morali guidino verso la sopravvivenza e verso qualche variante più ambiziosa di successo, in un mondo totalmente scaltro.

“Sono orgoglioso di essere conservatore dei diritti e reazionario perché reagisco al peggio. Mi piace definirmi moralista – afferma Rodotà.  Questa parola è sgradita, è usata in modo negativo e tuttavia mi pare che alluda a un modo di guardare le cose del mondo in maniera reattiva, non passiva. Soprattutto quando ci troviamo di fronte a illegalità, cinismo, abbandono dell’etica pubblica, che è quello che è avvenuto in questi anni, non soltanto in Italia, ma in Italia in modo tale da travolgere lo stesso senso delle istituzioni, il rispetto delle regole, il rispetto degli altri. E quindi è necessaria una reazione”.

La spudoratezza politica del tornaconto personale ci ha condotti al punto in cui siamo e il moralismo è una riserva a cui dobbiamo attingere, perché oggi, il moralista  non deve più mugugnare. Deve uscire allo scoperto, e non essere frenato dal timore d’essere sgradito, o sgradevole. Abbiamo vissuto in un’epoca che ha portato alla progressiva degradazione della politica e l’appello alla questione morale è d’obbligo per porre fine alla corruzione dei partiti che inquinano la vita pubblica. Abbiamo bisogno di rigenerazione e la politica deve rispondere ai bisogni della società con leggi morali universali, deve tornare ad essere credibile. Per fare questo deve avere un etica forte con regole che siano il prodotto di confronto, e non  il frutto di nudi patti di potere. Le leggi sono i motori della storia e non devono contrastare quello che sono le esigenze della società.  “Democrazia non è semplicemente governo del popolo ma governo in pubblico”. Inammissibile è, pertanto, la menzogna o la pretesa di una classe politica di non rendere conto dei propri comportamenti.

In conclusione  la moderna accezione di moralismo,  richiama non una moralità passiva, compiaciuta, contemplativa o consolatoria, ma una attitudine critica da non abbandonare, una tensione continua verso la realtà. L’elogio della morale è, quindi, l’elogio dell’etica pubblica che trova i suoi riferimenti nei valori della Costituzione repubblicana e un buon moralismo può aiutarci a riconquistare  il senso dell’onore, per il bene di tutti.  E per la rinascita italiana.


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2 thoughts on “Moralismo e moralisti

  1. Non sono molto d’accordo sul fatto che “moralista” o “moralismo” siano visti in maniera negativa. Sicuramente quello che è visto male è il “moralista” che predica bene e razzola male. Un esempio: sentire i nostri parlamentari parlare di sacrifici …è un esercizio di moralismo molto molto…negativo. Ma forse la penso come Rodotà ..con la differenza che lui ha esperesso meglio il concetto,
    a.y.s. Bibi

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