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by Loretta Dalola

Questo taglio non s’ha da fare

3 commenti


Un lunedì scandito da versioni importanti che  vengono diffuse dai telegiornali, Enrico Mentana apre il suo  appuntamento informativo con la notizia del documento congiunto firmato da Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pier Ferdinando Casini   nel quale praticamente affermano, toccatemi tutto, ma non il mio finanziamento: “Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici, destinati ai partiti, già drasticamente tagliati dalle manovre finanziarie del 2010-2011, sarebbe un errore drammatico”.

Poco importa se ci sono state troppe ruberie, se la corsa alla poltrona è diventata il lasciapassare dei soli interessi personali, dimenticando il ruolo e la responsabilità assunta. I partiti temono l’antipolitica  e mettono nero su bianco il loro “no” alla cancellazione del contributo che lo Stato dà alla politica, perché metterebbe la stessa nelle mani delle “lobby”.   Sul dizionario il termine, lobby, viene definito come un: gruppo di persone legate da interessi comuni e in grado di esercitare pressioni sul potere politico per ottenere provvedimenti a proprio favore.  La domanda sorge ingenua e spontanea, ma non ci siamo già  dentro a un meccanismo dove chi ha troppo, non solo non si accontenta  ma, continua a spremere il popolo per ottenere sempre di più, esercitando il proprio potere per ottenere ancora e ancora favori?

Meglio controllare i conti che punire coloro che si sono comportati in modo scrupoloso in questi anni ma, solo per ricordarlo, in barba al referendum abrogativo del ’93, dal ’94 ad oggi le forze politiche hanno intascato 2,3 miliardi di rimborsi, a fronte di spese per 580 milioni.  La proposta è una palese “presa in giro”, senza tanti giri di parole. Il governo ha colpito e continuerà a colpire le fasce sociali più deboli, mentre  non si  consente di tagliare gli sprechi e non si accenna alla restituzione delle vagonate di soldi pubblici incassati.

In un momento così drammatico la politica persevera il cammino di sanguisughe al potere.

I partiti della maggioranza che sostengono il governo ritengono un “errore drammatico” cancellare i finanziamenti pubblici. Ritengo più  drammatico chiedere  sacrifici agli italiani senza dare il buon esempio.

La politica ha perso qualsiasi appeal, i partiti sono formule vecchie. Il rimborso ai partiti, andrebbe abolito e basta. Sarebbe giusto restituire il giudizio al popolo sovrano introducendo la volontarietà dei contributi. Non si tratta solo di risparmiare soldi pubblici, sarebbe un bene anche per loro che verrebbero stimolati a operare invece che vegetare.  E il colmo è che i partiti hanno preferito affrontare un ulteriore erosione del consenso piuttosto che correre il rischio della contribuzione volontaria.

E dulcis in fundo, la Lega  risulta tra i pochi ad opporsi alla proposta. Il Carroccio che è proprio nell’occhio del ciclone a causa delle inchieste che stanno accertando i fondi neri, gli ammanchi e le irregolarità nel bilancio, si dice contrario.    Secondo i pm, altri 200mila euro di diamanti sarebbero spariti e dagli accertamenti risulta che Rosi MauroPiergiorgio Stiffoni e Francesco Belsito ne avrebbero acquistati per 400mila euro coi soldi della Lega.

E dopo la tempesta della Lega e dei soldi sottratti alla Margherita dunque, si è impresso un’accelerazione sulla riforma dei partiti. Ma mentre la  Lega  passata al  setaccio,  si dispera e annaspa,  figuriamoci i cittadini che dovranno vivere in un futuro incerto e sempre più tassato.

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3 thoughts on “Questo taglio non s’ha da fare

  1. Sono senza vergogna, addirittura ventilare la minaccia che la Democrazia possa venir meno se a loro si tagliano i soldi….. Hanno la faccia come il culo e mi fermo qui, altro che anti politica, io li manderei a scavar pietre in miniera per un paio d’anni, poi potremmo riparlare di politica, lavoro e giustizia…..
    Sono stato eccessivo?
    In abbraccio , ciao

  2. sei stato giusto! Una reazione che ha il sapore dell’indignazione e della rabbia che non può essere tenuta sotto controllo difronte a tanta vergogna – continuano a voler beneficiare di enormi privilegi infischiandosi che il loro atteggiamento ricade sulle spalle dei lavoratori che stanno di fatto mandando avanti l’Italia e risolvendo i problemi provocati dal loro modo sconsiderato ed egoistico di vivere l’impegno politico – ciao e grazie

  3. Raffaele sbaglia. Io li manderei su un treno normalissimo in seconda classe da Ventimiglia a Napoli (un tempo si chiamavano accelerati). Quei treni che fermano in tutte le stazioni. Darei loro un panino col prosciutto e una bottiglia di acqua minerale.
    Forse riuscirebbero a capire come hanno ridotto l’Italia.
    Il biglietto però se lo devono comperare facendo la coda in biglietteria in mezzo ai comuni mortali.

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