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by Loretta Dalola


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La dolce vita della Casa Bianca


La storia del presidente più amato degli Stati Uniti che aprì una nuova era americana ma, che fu anche incline a una vita sessuale molto spinta, questo è il tema centrale del documenatrio in onda su History channel dal titolo: Gli scandali sessuali di JFK. 

Un passo indietro nel tempo: 1963 viene assassinato l’uomo che incarna la nuova era che si affaccia al mondo, basata sulla speranza della parità di diritti tra gli Americani, la persona più giovane ad essere scelta come Presidente, il primo cattolico e quello più giovane  a morire. Il mondo lo piange ma, forse quel proiettile ha salvato la sua reputazione.

1962, l’immagine  del presidente vacilla, la causa, una diva del cinema, una donna fragile, imbottita di psicofarmaci, ma, è solo uno dei tanti scandali sessuali presenti nella vita del presidente che, drogato di sesso, si riteneva intoccabile e invulnerabile.  Quando il destino fa intrecciare le loro strade lei è già Marilyn Monroe, un’attrice famosa e conturbante, l’innocente svitata dalle curve mozzafiato, John Fitzgerald Kennedy, ambizioso e affascinante, marito infedele di Jaqueline Bouvier, è già senatore del Massachussets. Proviene da una famiglia aristocratica e anche il padre si era permesso tante relazioni, oltre alla moglie, dunque nel Dna di famiglia c’è quello che consideravano una naturale propensione al sesso.

Soffre di sindrome di Addison, è  in preda a costanti e lancinanti dolori, che gli fanno consumare elevate dosi giornaliere di medicinali antidolorifici e ansiolitici, con l’aggiunta di testosterone, che sicuramente, non giovarono alla malattia ma, contribuirono alla  sua già super attiva libido. Una condizione di salute in bilico tra la vita e la morte che influì sul suo stile di vita, sempre pronto a cogliere il presente, e le relazioni amorose, sono un buon modo per “assaggiare e gustare le delizie della vita” come affermò un giorno.

Tante relazioni pericolose, torbide, si succedono minacciando la sua vita politica, iniziata a 29 anni in un interminabile tensione tra l’aspetto pubblico e quello privato, sapientemente “coperto” dal fratello Robert, padre di famiglia integerrimo, riflessivo e responsabile, e suo devoto braccio destro. L’opionione pubblica moralista americana non tollera l’adulterio, la dimensiuone pubblica non può scendere a compromessi con il privato, nonostante John sia convinto di essere intoccabile. Porta avanti la sua campagna elettorale costruendo il suo potere in modo da conquistare nuovi traguardi per la democrazia americana lottando contro alcool, malavita, corruzione, mafia e  dissolutezza.  Ma la realtà era ben diversa, di notte, baldoria e di giorno, integerrimo politico!

La mafia conosce il debole per il sesso del presidente e gli mette sulla strada, Judith Campbell Exner, attrice, divenuta amante di Frank Sinatra che voleva dividerla anche con altri amici e farci all’amore in tre o quattro contemporaneamente. Era stata sposata con un attore della Tv, Campbell, con un figlio, divenuta una delle donne di Giancana, il boss mafioso più potente assieme a Rosselli. Per la mafia, Judith è uno strumento, la possibilità di scambi di favore, un modo per allungare i tentacoli sul candidato Kennedy, sesso e politica stringono un accordo.

1961 diventa il 35° Presidente degli Sati Uniti, ora la sua esuberante attività sessuale passa nelle mani di Edgar Hoover, un vecchio ambizioso, meschino, paranoico e rabbioso, che passerà la vita a raccogliere informazioni riservate sui politici per sfruttarle a suo favore. JFK combatte la mafia mentre va a letto con la donna di Rosselli,  il nemico numero uno. L’FBI intercetta telefonate imbarazzzanti e con dettagli scabrosi, questa relazione è una bomba ad orologeria che va neutralizzata e Robert, provvede.

Ma la calma è breve, all’orizzonte un altra donna, ancora più pericolosa si affaccia. E’ popolarissima, affascinante e con la psicologia di una bambina, Marilyn Monroe. E’ a favore dei diritti civili e simpatizzante della sinistra, e in quegli anni la minaccia del comunismo è fortissima. L’ideologia comunista fa paura e fu proprio nell’atmosfera tesa della Paura Rossa seguita al primo conflitto mondiale che si formò l’ossessione per l’anti-comunismo e la relazione tra i due. Per lui è solo una delle tante, un’amante e nulla più, per lei, il suo avvenire, si vedeva la nuova first lady. Un colpo di fulmine. Una storia fatta di incontri clandestini, culminata nella morte per overdose di barbiturici di Marilyn, vittima della torbida vita sessuale del Presidente. I Kennedy rischiano il crollo dell’immagine,  uno scandalo che avrebbe fatto tremare la stessa Casa Bianca, uno scandalo dalla portata nazionale, che venne abilmente  insabbiato.

Nell’ultimo anno di vita, altre relazioni pericolose si succedono in un’America innamorata del suo giovane e dinamico presidente. Il  coraggioso uomo di Stato che all’apice della popolarità frequenta un giro di ragazze squillo sta per essere balzato nelle cronache della stampa implicandolo nello scandalo Profumo. Un boccone troppo ghiotto per i suoi nemici. La storia comincia a trapelare. Fino a quel momento nessun Presidente si era spinto così spudoratamente, la stampa americana può distruggere colui che combatte la corruzione. Scoppia il panico all’interno della famiglia che deve ancora una volta mettere tutto a tacere, mentre all’orizzonte un ‘altra bionda, bellissima, entra nelle lenzuola del Presidente, ma questa volta il premuroso  Bobby junior, la rispedisce velocemente nella patria natia: la Germania.

Lo scandalo Profumo cambiò per sempre i rapporti tra i politici e la stampa, ponendo fine alla loro intoccabilità e mettendo la loro vita privata sotto un continuo scrutinio, lo stesso che al giorno d’oggi spesso degenera in ossessione. Mentre la giovane vita del Presidente più amato finisce, tra le braccia della moglie, a Dallas, lasciando sgomenta una nazione ed il mondo intero. Le speranze che quell’uomo giovane e democratico incarnava vennero stroncate da un delitto che ha ancora tantissimi punti oscuri e per il quale molti parlano di complotto.

JFK ha rappresentato  un mix a base di festini, psicofarmaci, legami con la mafia, sesso, un vortice di potere, passione, disperazione e forse solitudine che non gli hanno impedito di fronteggiare i compiti di grande responsabilità che la sua posizione gli imponeva.