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by Loretta Dalola

Un riscatto per Rossella

5 commenti


Si torna a parlare del sequestro Urru, nel TG3 , perché il gruppo che la tiene in ostaggio avrebbe chiesto un riscatto di 30 milioni per liberare la cooperante italiana rapita oltre sei mesi fa. Si fanno vivi i rapitori di Rossella Urru.L’agenzia France Presse, in esclusiva, annuncia la richiesta di un riscatto per  l’italiana e una collega spagnola rapite  dal campo profughi di Hassi Raduni, nel deserto algerino sud-occidentale abitato da rifugiati Saharawi.

A rompere il silenzio prolungato, la richiesta di denaro, che riaccende la trepidazione e la gioia per le famiglie : “È un buon motivo per ricominciare a sperare”, ha commentato a caldo lo zio di Rossella, Mario Sulis.  La richiesta di riscatto sarebbe stata accompagnata da una minaccia di morte e attentati, in caso di mancato pagamento. La calma è d’obbligo, anche se appare evidente che ora qualche cosa possa cominciare finalmente a muoversi nel verso giusto. Tanti gli appelli per la liberazione di Rossella, anche dal palcoscenico di Sanremo dove la connazionale Geppi Cucciari  aveva ricordato con  l’appello alla liberazione della cooperante sarda la sua condizione di donna, volontaria del Cisp (Comitato internazinale per lo sviluppo dei popoli),  privata della libertà. Operava in Algeria, nei campi profughi Saharawi, per portare aiuto alla popolazione, in particolare ai bambini.

L’Italia non vuole cedere al ricatto e la situazione resta difficile, si deve procedere con i piedi di piombo.  La Farnesina e l’intelligence italiana accompagnano con il naturale riserbo le operazioni, sanno a chi rivolgersi. E gli interlocutori sono sperimentati.  Ma un margine di rischio c’è comunque. Soprattutto quando, come in questo caso, c’è di mezzo uno scambio di prigionieri e non solo un riscatto. I Paesi della fascia saheliana cercano di contrastare l’integralismo armato, ma il problema è che il potere delle varie formazioni terroriste cresce, insieme alla loro capacità di ricatto.

Il deserto e i suoi predoni per ora, non hanno ancora restituito Rossella Urru e, mentre si rincorrono voci e smentite su riscatto e liberazione, l’unica certezza è l’angoscia della famiglia della giovane.

 

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5 thoughts on “Un riscatto per Rossella

  1. Mi è insopportabile sentire che viene maltrattato chi porta aiuto.
    In teoria non bisognerebbe mai aiutare chi non chiede aiuto… ma quando si tratta di bambini!

  2. situazioni delicatissime e poco comprensibile a occhi esterni – facili le conclusioni, difficili l’immedesimazione, troppo lontani dalla conquistata libertà che ci consente una serena quotidianità – ciao e grazie

    • Il tuo “telegramma” in risposta al mio commento è decisamente frettoloso e “poco comprensibile”.
      O sono io ignorante e/o ormai talmente arteroscleroticamente anziano che non posso e non devo pensare di arrivarci?… a capire!

  3. scusami la poca chiarezza – volevo semplicemente dire che ci sono ragioni da entrambe le parti, chi offre aiuto è ovviamente carico di buone intenzione, ma, si inserisce in un contesto storico – culturale differente da quello d’origine, quindi, difficile per noi comprendere perché si ricorra alla violenza su chi ti tende una mano…ma, forse, chi lo fa, non ha alternative – e con questo spero di aver chiarito il mio pensiero che ovviamente non vuole incoraggiare l’uso della violenza come metodo per ottenere dei risultati – ciao

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