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by Loretta Dalola

Parliamo di nonni

4 commenti


La vita in diretta su Rai1 con Mara Venier e le sue ospiti in studio ci parlano delle forti implicazioni, affettive ed emotive, che si provano quando da genitori si diventa nonni, consapevoli, felici e disponibili a condividere con rinnovata energia la gioia dei nipotini. Nonni che oggi si sostituiscono ai genitori e il loro aiuto diventa indispensabile, nonni che sono una vera risorsa. Sebbene il tasso di natalità nel nostro paese sia tra i più bassi nel mondo, i nonni di oggi sono, in proporzione al numero dei nipoti, assai più numerosi di quanto non fossero trent’anni fa.

In Italia, secondo valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni. Un altro fatto nuovo è che oggi, a parità di età, nonne e nonni sembrano meno vecchi di una volta. Sono abituati ai cambiamenti, curano il corpo e l’abbigliamento e, se non sono malati, continuano a condurre una vita dinamica. Guidano l’automobile, salgono su treni ed aerei, usano il telefonino, inviano e-mail e, soprattutto, non pensano di essere vecchi, semmai si considerano degli adulti maturi. ” Ci si dimentica di dolori e malanni è bellissimo e auguro a tutti questa grande felicità”. Emozione condivisa anche da Simona Izzo che afferma decisa: “È stata la gioia più grande della mia vita”!

E il nonno d’Italia più amato  e famoso, Lino Banfi,  come si sente a affrontare una tale emblematica responsabilità? ” È una forte responsabilità, perché è un ruolo  importante,  il mio nonno,  mi pagava a preghiere, il Credo era quello più lungo e mi dava mezza lira per le altre preghiere, dai venti ai trenta centesimi”…Lino, al secolo Pasquale Zagaria, ha costantemente associato alla propria immagine di attore tra i più amati in Italia, una particolare attenzione per i problemi delle persone meno fortunate e in particolare dei bambini. La sua scelta di privilegiare l’immagine di difensore dei valori positivi della famiglia, incarnati sullo schermo nel ruolo di nonno Libero, ha creato le condizioni per l’incontro tra l’Unicef  Italia e l’attore pugliese , da anni è testimonial per la campagna contro la mortalità infantile.

I nonni di oggi a volte sostituiscono i genitori per l’intera giornata e un’altra novità è che se fino a poco tempo fa era quasi esclusivamente la nonna ad occuparsi dei nipotini affiancando la madre nelle cure quotidiane, oggi, che anche i padri non disdegnano di occuparsi dei neonati, anche il nonno può spingere una carrozzina e fare il baby-sitter. Essendo vissuti in un’epoca di radicali e continui cambiamenti, i neononni comprendono le esigenze dei genitori di oggi e sono più sciolti e disponibili di quanto non fossero i loro padri. Non pensano più di svolgere un ruolo “femminile” se si prendono cura dei piccoli.   Le mamme casalinghe sono poche e in molte famiglie entrambi i genitori lavorano fuori casa mattino e pomeriggio, con la conseguenza che i figli hanno bisogno, dopo la scuola, di essere accuditi e seguiti da altri adulti.  Pertanto i nonni moderni si destreggiano a tempo pieno tra pappette, pannolini e orari scolastici . Se poi i genitori sono separati,  rappresentano la continuità familiare per i nipoti e possono diventare punti di riferimento importanti nei momenti più critici.

Grazie all’aumento della speranza di vita, le relazioni con i nipoti durano nel tempo, negli anni. Quindi i nonni tendono ad assumere un ruolo sempre più importante nella vita dei loro nipoti. E tra nipotini e nonni si instaura quell’intesa particolare, magica, indelebile nella memoria dei nipoti. Gli anziani ringiovaniscono a contatto con i giovani. I giovani dispongono di un maggior numero di modelli di riferimento affidabili e realistici. E quando nell’adolescenza, i rapporti con papà e mamma si fanno burrascosi, è attraverso i nonni che un nipote può ritrovare a volte quell’ancoraggio di cui, nonostante tutto, sente ancora il bisogno.

Una nuova realtà sociale, una risorsa unica e affidabile. Vera e propria risorsa sociale, i sostengono economicamente  le giovani famiglie, si  prendono cura  dei nipoti  piccoli e  seguono  quelli grandi. Infine i nonni possono aprire,  attraverso la trasmissione  di ricordi personali e collettivi, nuovi  orizzonti di  fiducia e di speranza. Disponibili e  presenti, ma anche autonomi e indipendenti, sanno trarre  dalla loro funzione  un supplemento di gioventù e forniscono la loro mano d’opera gratis, che in tempo di crisi non guasta!

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4 thoughts on “Parliamo di nonni

  1. È bello essere nonni. È vero: i nipotini ascoltano “seriamente” quello che dicono i nonni.
    Peccato che i nonni diventino sempre “più giovani”!!!
    Ciao.

  2. Ho tanta nostalgia dei nonni. Da loro ho ricevuto tutto o quasi, l’educazione, la compagnia, la favola, la gioia del gioco all’infinito e la loro inesauribile pazienza. Sono della generazione in cui i nonni mi dicevano: “saluta la signora”, “chiedi permesso”, “chiedi scusa”, “chiedi per favore, “ringrazia”. Sembra lontana? Forse meno di quanto pensiamo.
    Ciao Loretta un abbraccio.

  3. a chi lo dici! ho avuto una “nonna sprint”, complice, protettiva, comprensiva e educativa, il meglio che io potessi avere come esempio di vita. Coraggiosa, battagliera, indipendente…un ricordo indelibile e un rammarico, avrei voluto da grande, ricambiare, invece non ho fatto in tempo, è morta e ancora oggi, non la “perdono”…avrebbe dovuto essere con me, sempre! ciao con affetto

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