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by Loretta Dalola

La voce dell’Italia

5 commenti


Lorena Bianchetti a  Italia sul due, punta il dito  al boom di proposte dei cittadini italiani anti-sprechi.  A pochi giorni dall’apertura della “casella” alla quale inviare i propri messaggi per l’operazione “Spending Review” per la revisione della spesa pubblica, sono arrivate circa 110.000 mail. Una segnalazione ogni due secondi. Un record da Guinness dei primati. L’invito ai cittadini di segnalare sprechi di denaro pubblico attraverso il sito dell’Esecutivo ha messo in luce una compartecipazione decisamente attiva che segnala il malessere generale. Ecco la classifica delle proposte:  costi della politica, sanità, enti locali, opere pubbliche non finite , auto blu e energia.

La partecipazione degli italiani al progetto di revisione della spesa pubblica è stata particolarmente elevata e dalle numerose mail giunte vi è un sollecito al governo ad intervenire in modo tempestivo per cancellare le inefficienze.   Mentre il livello della tensione tra il governo e  Equitalia sale pericolosamente. Corrado Passera, dichiara che :” C’è il rischio di un vero disagio sociale”. La crisi esaspera gli animi e il clima di violenza sta aumentando di pari passo alle difficoltà. Del resto quando si chiede responsabilità ai cittadini anche lo Stato dovrebbe di pari misura rispondere con altrettatnta responsabilità. Ma questo fino ad ora è mancato, troppo il divario tra il chiedere, il pretendere di avere e la mancata collaborazione dall’alto.

Lo scollamento tra partiti e pancia del paese è fortissimo. E la risposta all’appello del ministero ne è la dimostrazione.  Il dato, seppure parziale, rivela molti aspetti interessanti. Le mail dei cittadini si dividono in due grandi categorie: quelle specifiche, che segnalano sprechi circoscritti a singole amministrazioni o enti pubblici, spesso enti locali, e quelle che invece intervengono su grandi temi di interesse pubblico sollecitando l’intervento diretto della task force di Enrico Bondi. Tra tutti, il tema che ricorre più frequentemente nei messaggi ricevuti riguarda i “costi della politica”. I cittadini segnalano soprattutto gli stipendi dei dirigenti pubblici, le auto blu, le “pensioni d’oro”, e più in generale i privilegi legati allo status professionale. Urge un segnale, visto che ci sono spese di cui non ci rendiamo neppure conto ma, che sommate al mantenimento di governo e senato,  arriviamo alla cifra di 21 miliardi di euro annui. Qualcosa in questo calderone degli interessi privati si potrà fare, per esempio : agire sugli stipendi,  sugli accorpamenti di strutture, decentramento di uffici, adattamento di palazzi storici per eliminare le spese di affitto a carico dello Stato, insomma oltre alle “lacrime e sangue” dei citatdini, serve anche la collaborazione dall’alto e magari la rinuncia ad uffici da 40mq con vista panoramica!

Ultimato lo spoglio delle segnalazioni, l’ esecutivo diffonderà un rapporto che invierà ai ministeri e al supercommissario Bondi. E a questo punto, senza più alibi, l’obbligo per tutti sarà uno solo: tagliare  le spese della malandata macchina dello Stato, come sollecitano gli stessi cittadini.
La coscienza civica si sta risvegliando e  i cittadini hanno preso sul serio l’invito del governo a segnalare gli sprechi sul web.  E ora, gli italiani, dopo i suggerimenti, pretendono l’azione.

I partiti invece non sembrano avere fretta di varare la riforma del sistema di finanziamento dei partiti. La maggioranza non trova un accordo per tradurre in legge le promesse di tagli e la discussione del provvedimento slitta sempre adata da destinarsi. Il problema italiano legato ai tempi lunghi esecutivi è un vero freno. È una cultura che deve cambiare e i segnali ci sono. Il successo del Movimento cinque stelle, denuncia il fallimento della politica e la volontà di dar voce a chi normalmente non ne ha. Limitare e ridurre gli sprechi è il primo, doveroso passo,  al quale devono seguire le  riforme strutturali che renderanno il nostro Paese, efficiente.

Le idee suggerite dagli italiani sono buone, ora bisogna trasformarle in fatti concreti!

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5 thoughts on “La voce dell’Italia

  1. Apprezzo molto questa iniziativa e mi fa venire in mente qualcosa di veramente brutto da scrivere.
    Se proprio non ti piace cancellalo.
    OTTIMO DISSE IL DUCA… E VOMITÒ NEL PIATTO!

  2. colgo, un leggerissimo senso di sfiducia sulle iniziative partecipative italiane…e le stelle sta…ranno… a guardare! – la tua opinione è sacra e non la censuro! ciao

    • Indipendentemente dalla “sacralità” delle mie idee, ribadisco che in Italia ci sono leggi e regolamenti a sufficienza. Ribadisco che basterebbe che i miei connazionali fossero un po’ più onesti, fossero un po’ più educati e avessero un po’ più di rispetto per il prossimo e per le leggi.
      Si eviterebbero gli sprechi se i dipendenti dello Stato (anche i Deputati e i Senatori sono dipendenti dello Stato) conoscessero (e mettessero in pratica) quelle tre parole magiche.
      Ciao Loretta.

  3. E su questo calò il silenzio dell’approvazione! ciao

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