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by Loretta Dalola

Grillo incombe sulla politica

2 commenti


L’attenzione mediatica di vari programmi e appuntamenti informativi quotidiani è puntata sulla veloce crescita del consenso che il Movimento5stelle sta ottenendo. Il trascinatore Grillo attacca i vertici della politica italiana,  che costa quanto Buckingham Palace: ”iniziamo dall’alto, dal Quirinale, dalle Camere. I politici diventino persone normali come i politici negli altri paesi”, ma non si ferma e aggiunge “tagliare i rimborsi elettorali, ai giornali. Si comincino a recuperare i soldi dell’evasione fiscale, 98 miliardi di euro, con i quali si potrebbero pagare le piccole e medie imprese ed evitare i suicidi”.

Grillo si pone come diverso da tutti gli altri leader di partito, colma la distanza, parla ai cittadini di temi concreti,  affonda  il dito nella disuguaglianza di classe, alzando il tiro sui costi della politica.  “La Camera costa un miliardo e mezzo all’anno, cominciamo da lì e dai rimborsi elettorali. Se il Paese deve fare sacrifici, questi devono essere fatti da tutti o da nessuno”. Come contraddirlo?  Difronte all’assenza del rinnovamento dei partiti, non stupiamoci della sua crescita esponenziale. Oggi è il terzo partito. E sempre più italiani sono propensi a votarlo. Gli italiani che vogliono cambiamenti radicali della classe dirigente, quelli dell’area del non voto,  dell’web, ma, anche quelli sopra i 50,  insomma tutti coloro che si pongono in modo critico verso il sistema.

Grillo prende il suffragio grazie alla degenerazione del sistema che non è più in grado di rappresentarci. Grillo propone alternative ad un sistema che non funziona o perlomeno ci prova. Grillo rappresenta l’attuale giudizio critico sulla passata politica italiana. I politici, aggiunge, ”hanno spolpato, tutti, questo Paese da 20 anni”.

Una classe dirigente che per anni si è disinteressata delle necessità del paese, una classe dirigente italiana che è la più vecchia d’Europa. Un mancato ricambio di energia e pulsioni. Una classe longeva. Signori attempati, fossilizzati e ancorati ai propri benefici. La Repubblica italiana è fondata sulla gerontocrazia. L’età media  della classe dirigente italiana impegnata nelle politica, nell’economia e nella pubblica amministrazione in tempo di crisi del nostro Paese è intorno ai 59 anni. A conquistare il triste primato dell’anzianità sono le banche, i cui amministratori delegati e presidenti hanno un’età media di circa 67 anni, pari addirittura a quella dei Vescovi italiani in carica. Nelle Istituzioni, l’età media dei senatori è di 57 anni e quella dei deputati 54. Ancora più alta è l’età media del Governo guidato da Mario Monti, che non si distingue certo per avere dei ministri giovani: 64 anni.
Il nostro presidente del Consiglio ha 69 anni e i ministri più giovani, Renato Balduzzi e Filippo Patroni Griffi, ne hanno “solo” 57.

L’Italia è in mano a idee vecchie. Un paese  che sta rinunciando a energie giovani, innovatrici che hanno tutto l’interesse ad affrontare il futuro, visto che saranno i protagonisti di quel futuro! E allora ben venga un Grillo che scuote le coscienze. Ben venga il terremoto che scuote sempre più i palazzi della politica italiana.  Ben venga  una rivoluzione copernicana della geografia politica.

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2 thoughts on “Grillo incombe sulla politica

  1. Pare che esistano personaggi che influenzano mediante i mezzi di comunicazione la nostra mente. Sono segnali che non mi piacciono. Non mi piace l’idea che chi è vecchio non possa fare politica, (semmai si dovrebbe ridurre i mandati a due per tutti), non mi piace che si dica che i politici sono tutti uguali (mi rifiuto categoricamente di pensare che Bersani sia come Scilipoti), non mi piace l’idea che chi urla più forte abbia sempre ragione, e non mi piace neppure l’idea che chi non è al potere sia il meglio del paese, siano i puri (per me non è così).
    Con questo spero di non dare l’impressione che le cose non debbono cambiare, ma non debbono cambiare basandosi sull’esaltazione di un momento.
    Ciao Loretta, un abbraccioi.

  2. Allora, a me piace invece che ci sia qualcuno che scuote il torpore, mi piace pensare che stimoli il confronto e non sto dicendo che sia il meglio ma, grazie alla vivace “esaltazione” la politica è costretta a fare i conti con la dimostrata volontà di cambiamento che l’Italia chiede da tempo – come non incentivo la violenza ma, gli attacchi ad Equitalia hanno smosso Monti e il governo che ora devono venire incontro alle difficoltà dei cittadini che si suicidano, disperati – e allora ben venga tutto e tutti, se si cambia, e, in meglio, spero ! ciao e grazie

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