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by Loretta Dalola

E sull’Italia scoppiò un’altra bomba

4 commenti


Palinsesti scombussolati e telecamere puntate davanti al piazzale della scuola “Morvillo-Falcone” di Brindisi, sconvolta dall’esplosione di una bomba. Il fermento televisivo si rincorre nei telegiornali con parole e immagini che cercano spiegazioni e tentano di capire la  nuova tragedia che ha colpito inaspettatamente Brindisi e di riflesso, l’Italia. Un attentato, vile, crudele, terribile. Un duro colpo inferto all’Italia. Un  attacco senza precedenti.Un fatto anomalo. Le ipotesi si dibattono tra, la pista mafiosa, l’atto criminale di un folle, la volontà di destabilizzare il paese già in preda ad un  momento politico delicatissimo. Un quadro complesso a partire dal nome della scuola, che rievoca un film già visto, la data, molto vicina alle rievocazioni, il clima italiano, sotto elezione, basta  e avanza per mettere ansia,   per preoccupare le istituzioni e i cittadini.

Su tutto, rimane lo sgomento e l’inaccettabilità che un disegno criminale trovi il suo epilogo colpendo, volutamente, delle giovani donne.  Una studentessa di 16 anni è morta, Melissa Bassi, un’altra è gravissime condizioni in ospedale. Altri sei  sono rimaste ferite. Vite spezzate per un motivo che va oltre la logica, un altro fardello che ha colpito il paese a cui bisogna reagire con indignata determinazione. In un Italia che si dibatte tra  drammi economici e attentati criminali, bisogna ammainare le bandiere per affrontare, uniti, le sfide del presente, per andare verso un futuro e sconfiggere in primis questo attacco frontale alla società civile. E la reazione si è fatta sentire, la gente della Puglia, coraggiosamente,  ha manifestato, per vincere la paura, per testimoniare che l’Italia vuole cambiare e guardare al domani.  Anche il mondo della politica interrompe le polemiche e chiede allo Stato una risposta contro la violenza e il terrore, uniti, per garantire quello che negli ultimi tempi era solo un’illusione: democrazia e serenità.

In assenza, al momento, di rivendicazioni o di una pista che prevalga decisamente sulle altre, un imput investigativo importante potrebbe arrivare dagli esami e dai rilievi tecnici che vedono attualmente impegnati gli specialisti di polizia e carabinieri. Dal tipo di ordigno e di innesco e dai materiali usati, potranno ricavare indicazioni decisive, utili a circoscrivere l’origine dell’attentato. Criminalità organizzata, racket delle estorsioni, malavita locale, ritorsione, nessuna ipotesi puo’ per adesso essere esclusa.  Su tutto, la certezza del gesto eclatante, fortemente simbolico, che voleva dare la morte, proprio in quella  scuola, dove la cultura antimafia, cammina con le nuove generazioni. Tra l’altro era in programma a Brindisi il passaggio della carovana antimafia.  Restano a terra i libri a spaginarsi al vento, esile testimonianza del tentativo di riscatto in una terra di mafia e criminalità, dove le bombe erano state usate per estorsione, mai, per colpire ragazzine. Qui l’intento omicida è evidente.  Nella teoria del terrore, della paura, le alchimie si fondono e lasciano una ferita profonda.

Una modalità terrificante, crudele,  l’efferatezza rivela, che si vuole creare il massimo del terrore possibile. L’esplosione ferisce, lacera, ustiona. Colpire al cuore i cittadini, le famiglie che mandano i figli a scuola, al “sicuro”…in quella scuola, dove si insegna a scardinare le regole mafiose. Una scuola che porta il nome di Falcone. Una scuola che ha raccolto il grido di battaglia di Falcone, contro la tradizione mafiosa.  Una scuola importante, perché è un simbolo per chi vuole combattere la mentalità della criminalità e vuole uscire dalla morsa dell’illegalità. Giovani vite che, acculturate, possono ribellarsi alle regole ferree che tengono unite le maglie del crimine.  Perché con la paura si impedisce la coscienza critica che consente la libertà di scelta. L’unico modo per sconfiggere la logica della paura è il coraggio di opporsi, come hanno fatto Falcone, Borsellino e tanti alti e come immediatamente ha fatto la Puglia, scendondo in piazza, unita, compatta, perché non possiamo arrenderci alla violenza che, rimane un fatto unico nella storia del nostro Paese, si è svolta in una scuola… e il tema dei prossimi giorni, sarà: CHI? Chi, ha osato, tanto?

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4 thoughts on “E sull’Italia scoppiò un’altra bomba

  1. Sono menti contorte,senza principi morali nè rispetto per la vita degli altri,io non sono per la pena di morte ma in questo caso ho un piccolo ripensamento.
    E’ una barbaria che un figlio se nè vada in questo modo prima dei genitori.
    Ciao Loretta.

  2. perdere un figlio é di per sè dolorosissimo, qui si aggiunge, l’ingiustizia, l’assurdità, allora oserei dire quasi impossibile, cercare di dare un senso alla sua scomparsa – e continuare nel quotidiano deve’essere atroce – ciao e grazie

  3. Piango. Piango pensando a chi si è dimenticato di guardare il cielo azzurro e ha preferito seguire dei disegni loschi e vili. E purtroppo sono in tanti! E sicuramente con giacca e cravatta!
    Che tristezza!

  4. la tristezza è che apparteniamo al genere umano, capace di gesti crudeli verso i suoi simili – ciaaoooo

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