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by Loretta Dalola

Il senso del tradimento

4 commenti


Il logo della Rai, il celebre logo farfalla/volti umani, disegnato dal genio grafico di Antonio Romano. Due profili umani, che convergono verso un punto fino a formare le ali di una farfalla tecnologica, introduce all’argomento della puntata de: Le storie – diario italiano, che parla di figure ambigue o meglio dell’ambiguità del nostro comportamento prendendo spunto dal libro del filosofo,  Giulio Giorello, Il tradimento.

Il tema è vasto, affascinante e soprattutto contraddittorio, scottante, ambiguo, a cominciare dal primo tradimento della storia dell’umanità, quello di Caino e Abele, il primo omicida della storia, che rivela che il tradire è una condizione della storia umana, una componente della vita associata, chi vive insieme agli altri deve rispettare le regole, chi non  lo fa, tradisce, viene meno alla condizione della convivenza.

E Giuda, additato come l’incarnazione del tradimento. Il traditore per antonomasia, il prototipo della categoria. Ma siamo sicuri delle sue motivazioni? Sappiamo davvero, chiede Giorello, perché l’apostolo accettò quei maledetti trenta denari? Una delle spiegazioni possibili è che fosse proprio Giuda a sentirsi tradito da Gesù, avendo capito che con la sua mitezza e il suo amore non sarebbe mai diventato re dei Giudei, mai avrebbe liberato Israele dall’opprimente giogo romano.Tocca a lui, il traditore per eccellenza, sul piano metafisico a dare compimento alle scritture che volevano il sacrificio del figlio dell’Uomo per la salvezza del mondo. Giuda deve fare quello che ha fatto, deve permettere alla carne, il morire, per liberare lo spirito. Giuda compie un volere tragico. Allora il tradimento diviene giustificato ed eleva il personaggio, anche se, la Chiesa non gli riconosce il merito e lo condanna senza pietà.

E torniamo all’ambiguità iniziale della farfalla, l’ambivalenza del tradimento che può essere visto nella storia in modo diverso. Ecco allora un altro tradimento storico che si nutre del dubbio, quello di Giulio Cesare, assalito e colpito da amici e dal figlio.  Bruto e Cassio traditori della patria o difensori della democrazia? Dipende da come vogliamo far volare la farfalla…

Anche il tradimento coniugale, che colora l’aspetto sociale dell’esigenza di un rapporto esclusivo fra i due partners, desiderosi di trovare nell’altro, in virtù del sentimento d’amore condiviso, tutto quello che poteva essere necessario alla coppia. Eppure, si nutre  di motivi tra  i più svariati, si tradisce per noia, per divertimento, piacere, narcisismo, delusione, monotonia, insoddisfazione, eppure, si giura fedeltà eterna. I motivi che inducono al tradimento sono molto diversi da caso a caso. Oltre che per attrazioni fatali, occasioni facili, desiderio sessuale, si può tradire per semplice desiderio di affermazione di sé, della propria libertà. E’ un modo di mettere un confine nel rapporto simbiotico con l’altro. Il suo significato sta nel messaggio trasmesso, il tradimento maschile o femminile, pareggia i generi, ma, sempre tradimento, del “per sempre”, giurato in partenza. Consigliabile, ovviamente,  alla coppie colpite da tradimento  non reagire come Otello ma, di servirsi della legge, senza versare sangue.

Allora vendetta o perdono?

A tradire non sono i nemici ne tanto meno gli estranei, ma i padri, le madri, i figli, i fratelli, gli amanti, le mogli, i mariti, gli amici. Solo loro possono tradire, perchè su di loro un giorno abbiamo investito il nostro amore. La vendetta , che è una risposta emotiva che salda il conto, non emancipa la coscienza, perché quando è immediata non ha altro significato se non quello di scaricare una tensione. La vendetta rattrappisce l’anima. Perdonare può essere molto utile.  Perchè l’amore è una relazione, non una fusione.

Giorello fa notare come la menzogna, quindi il tradimento, sia connaturata all’esercizio della politica, riammettere i traditori può essere utile soprattutto nella politica dove abbiamo dei veri recordman del voltafaccia, del trasformismo partitico, che sicuramenmte, hanno tutto, meno che la coerenza. Spledidi esempi di traditori di sè stessi che si proclamano sempre e comunque, sinceri amici e difensori del popolo.

Giorello ci fa capire la complessità di una figura, di un ruolo, che sarebbe semplicistico liquidare sulla base del solo criterio “morale”. Sembra infatti che la legge della vita sia scritta più nel segno del tradimento che in quello della fedeltà. Tradendo, l’altro lo si consegna a se stesso, e niente impedisce di dire a tutti coloro che si sentono traditi che forse un giorno hanno scelto chi li avrebbe traditi per poter incontrare se stessi, come un giorno Gesù scelse Giuda per incontrare il suo destino…come nella farfalla del logo rai che vive in una situazione di ambiguità, nella quale domina l’instabilità e la continua reversibilità del rapporto figura-sfondo…

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4 thoughts on “Il senso del tradimento

  1. Argomento quanto mai affascinante dai molteplici risvolti. Poi Giulio Giorello, che ho sentito in qualche conferenza, è davvero accattivante.

  2. giudizio condiviso, brillante esempio di sapere umano – ciao ciao

  3. Non conosco il filosofo autore del libro ma dalla recensione che ne fai, raccontando la trasmissione della Rai, mi par di capire che è assolutamente da leggere. Molto interessante il percorso seguito per descrivere il tradimento e le sue motivazioni. Peraltro, Giuda l’ho sempre considerato il capro espiatorio dei credenti, qualcuno a cui addebbitare una colpa infame. Mi sta quasi simpatico! Personalmente, sono più propenso a pensare che, come è sempre stato, chi non è omologato, piegato al potere del momento, che diffonde princìpi di uguaglianza, fratellanza e pace, come al solito fa una brutta fine. A quell’epoca, li appendevano ad una croce, oggi li massacrano per via mediatica o di peggio! I cristiani, nell’inventarsi la storia del tradimento di Giuda, non sono stati molto “coerenti”. Comunque, anche la versione proposta nella trasmissione, non mi dispiace. Potrebbe essere lui il “tradito”. Ha agito come ogni rivoluzionario farebbe: ha punito colui che considera traditore della rivoluzione! Ci rifletto!!

    Ciao Loretta, buon pomeriggio.

  4. In effetti, sono tanti gli spunti su cui riflettere, personalmente la “mazzata” me la sono data con il finale “forse un giorno hanno scelto chi li avrebbe traditi per poter incontrare se stessi…e pensando al mio passato, è un bel taglio analitico da percorrere – ciao e grazie

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