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by Loretta Dalola

Da oggi la lotta antimafia si chiama anche Rizzotto

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Nel Tg de La7 non solo la situazione  politica del giorno ma, anche un giusto spazio,  dedicato a chi ha perso la vita, lottando contro la mafia a Corleone nel 1948.   Corleone, luogo emblematico, per ricordare, luogo emblematico, per la commemorazione dei funerali di Stato e onoranze postume al sindacalista siciliano.

Un contadino quasi dimenticato, il cadavere di Rizzotto era stato occultato, gettato in una profonda cavità naturale nel territorio corleonese, e oggi, medaglia d’oro alla sorella.  Il  Paese ha tributato gli onori alla memoria del sindacalista socialista della Cgil, assassinato a 34 anni. Oggi,  il Paese  intero ha conosciuto la storia  di Rizzotto e riconosce  uno dei primi oppositori della mafia, quando ancora quella parola non si pronunciava. In Chiesa persone comuni e istituzioni, tensione e preoccupazione nel dopo Brindisi ma, al passaggio della bara, un’ovazione, per rendere onore a chi coraggiosamente, nella patria inespugnabile di cosa nostra, ha lottato e pagato con la vita.

Sono trascorsi sessantaquattro anni dalla morte di Placido Rizzotto, rapito e ucciso dalla mafia nel 1948 per il suo impegno a favore dei contadini siciliani. Di lui si erano letteralmente perse le tracce.  I suoi resti  trovati solo nel 2009 nelle foibe sui monti siciliani.  L’ esame del Dna che conferma.   E ora, dopo, troppi  anni, dove sembrava che la giustizia si fosse dimenticata di lui. Ora, finalmente lo Stato ne ha onorato la memoria con i funerali di Stato. La cerimonia si è svolta nella chiesa madre di Corleone alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano e del segretario della Cgil, Susanna Camusso. Presenti anche la sorella e il nipote omonimo del sindacalista.

A dimostrazione che dopo l’insabbiamento, arriva la giustizia. A occuparsi delle indagini sulla morte di Rizzotto fu un giovane capitano dei carabinieri, Carlo Alberto dalla Chiesa. Vennero arrestati e processati due uomini, Vincenzo Collura e Pasquale Criscione, che ammisero di aver partecipato al rapimento insieme a Luciano Liggio. Furono trovate anche alcune tracce della vittima, a conferma dell’avvenuta esecuzione, ma non il corpo. La vicenda processuale, però, si concluse con l’assoluzione degli imputati per insufficienza di prove  e nel frattempo tutti avevano ritrattato. Poi il nulla, il silenzio omertoso della paura, sceso sulla vicenda.  Oggi, la giustizia ad orologeria ritardata, ha segnato un altro traguardo a favore della legalità.  Oggi,  la gente ha gridato, ha applaudito e accompagnato i resti di quello che  diventa un altro simbolo del bene contro il male. 

L’impegno sindacale e il sacrificio di Rizzotto si inseriscono all’elenco dei nomi noti che hanno  trovato la morte nella lotta alla criminalità organizzata, al quale, possiamo anche aggiungere un’ulteriore  nota informativa, Rizzotto è ricordato anche grazie al vino prodotto dalla cooperativa siciliana ” Placido Rizzotto Libera terra”. Le uve utilizzate provengono da vigneti confiscati alla mafia nell’Alto Belice Corleonese.

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2 thoughts on “Da oggi la lotta antimafia si chiama anche Rizzotto

  1. Non avevo seguito questa vicenda. È piacevole leggerti. Sei chiara e concisa! Ora so.
    Ciao.

  2. Mal comune, mezzo gaudio…eravamo in tanti a non conoscere questa vicenda e chissà quante altre persone hanno lottato nell’anonimato dei media e a cui nessuno manderà un pensiero di gratitudine – ciao

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