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by Loretta Dalola

Il genio Da Vinci

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History channel si  occupa del grande genio italiano in : Segreti svelati, dove alcuni esperti credono che un recente disegno di Leonardo, misteriosamente rubato e nascosto da un prelato della chiesa  possa celare un messaggio dell’artista e si interrogano su cosa voleva dirci. Leonardo è l’emblema del Rinascimento italiano, raggiunse l’eccellenza in numerose discipline, era un  genio sublime.  È il momento di indagare più a fondo per scoprire  cosa c’è rimasto da sapere su Leonardo.

Il disegno è inedito,  nascosto nel retro di copertina di un libro appartenuto a Placido Maria Tadini, arcivescovo di Genova e ultimo inquisitore. È autentico, la firma è stata cancellata ma,  si notano ancora tracce  di una I e O e poi, NARD e una A che sta a significare “Io Nardo da Vinci”. La firma al contrario vale come paternità dell’opera.  È  speculare, scritto da destra a sinistra, come usava Leonardo, il pensatore, lo scienziato, molto in anticipo sui tempi, purtroppo, all’epoca, la fiducia nella razionalità umana, era una minaccia alla fede. Leonardo crede nell’ingegno dell’uomo, potrebbe essere considerato miscredente. Scrivere speculare, in una sorta di codice segreto, poteva proteggere le idee  dal plagio e dalla censura ecclesiastica dell’epoca. La carta del ritratto a sanguigna, ricavata dalla lavorazione degli stracci, è praticamente identica a quella di tre altre opere dell’artista conservate agli Uffizi, la composizione microchimica  è la stessa usata per il Codice atlantico che rappresenta la summa del genio. Leonardo,  raccoglie tutti i suoi pensieri,  in un unico volume, che compone servendosi di forbici e colla utilizzando fogli di grande formato, di quelli usati per gli atlanti. Quando i disegni di Leonardo sono particolarmente piccoli, ne incolla fino a dieci per volta su un solo foglio atlantico,  i fogli sono scritti sia sul retro sia sul verso. Nasce così il Codice Atlantico che contiene disegni di Leonardo su argomenti quali meccanica, idraulica, ingegneria, architettura, ottica, progettazione di macchine, di armi e di utensili, anatomia, per un totale di circa 1750 disegni, oltre a testi letterari, calcoli aritmetici, proiezioni e studi geometrici, schizzi.

Il ritratto “genovese”,  è in realtà un  autoritratto e  conforme per dimensioni a uno spazio vuoto nel Codice Atlantico, sul foglio 1033 verso. La pagina 1033 di questo codice è stata strappata e trova riscontro nel disegno ritovato: “Testa di profilo d’uomo che guarda a sinistra“, le dimensioni del ritratto a sanguigna, e le tracce di colla, corrispondono.

Conteneva qualcosa di scottante? Va ricordato che nel 1476, epoca a cui risalirebbe il ritratto, Leonardo subì un processo per sodomia che lo turbò profondamente.  Affascinato dall’anatomia, effettuava scoperte interessanti e rivoluzionarie. Studi e  comportamenti  che avrebbero portato sul patibolo chiunque.  Forse per questo si ritrae penitente, con la barba lunga e forse in questo disegno si  potrebbero celare dei messaggi inclusi.  Leonardo, era un uomo complesso, con pensieri di grande profondità,  idee innovative, era ossessionato dall’acqua, dalle alluvionie, dal diluvio e dall’esposizione umana a questi avvenimenti. Altra fissazione, i numeri.  Il 7 e il 2  ricorrenti nei suoi dipinti, chiari riferimenti biblici all’Apocalisse e alle inondazioni epocali.

Affermò: “la pittura è l’apparenza che adorna la verità”, dunque egli trasferiva nelle sue opere tutto quello che apprendeva, tutto quello in cui credeva e temeva e per lui, l’acqua era un elemento prezioso in natura ma, anche pericoloso. Leonardo ci parla dei pericoli delle inondazioni e prevede che l’acqua dei mari  si innalzerà e ricadrà sugli uomini. È qui il messaggio. Comprende che le scoperte umane possono essere armi a doppio taglio.  Il  grande genio voleva metterci in guardia sull’ abuso tecnologico e lo sfruttamento incondizionato della natura.

Era un visionario, un sognatore, capace di prevedere macchine che sono state costruite secoli dopo, ma, non era un profeta, il suo scopo era dare un futuro migliore agli uomini. Conoscere, scoprire e ben utilizzare, è il vero messaggio leonardiano. Aveva previsto che l’uomo con la tecnologia applicata su vasta scala avrebbe recato ferite profonde all’ambiente.  Aveva già compreso che la natura non bisogna domarla ma, convivere con essa.

Questa è l’eredità del pensiero di Leonardo che ci parla dal passato per portarci nel futuro. Il futuro dipende da noi e dalle nostre ambizioni, ce lo dice un uomo vissuto nel 1500. Questa è la vera profezia.

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