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by Loretta Dalola

La grande beffa a Hitler

2 commenti


L’Operazione Mincemeat fu una delle truffe di maggiore successo della Seconda Guerra Mondiale. Una storia raccontata da History Channel nel documenatrio dal titolo “La grande beffa a Hitler”.

1943 al culmine della guerra, un pescatore spagnolo scopre il cadavere galleggiante, di un uomo,  con addosso l’uniforme degli ufficiali britannici e  una valigetta attaccata al polso, lo issa  a bordo, credendolo una delle tante vittime di un incidente aereo, in realtà, ha appena fatto scattare l’Operazione Mincemeat, che cambierà il corso della  storia. Una storia segreta, incredibile, sulla quale si giurò il silenzio. Un piano straordinario che aiutò la fine del conflitto bellico.

Nel cimitero di Huelva c’è una tomba , sulla cui lapide, un nome: William Martin , nato il 28 Marzo 1907  morto il 24 aprile 1943 , quell’uomo non è  mai esistito e il corpo nella tomba è di una persona di cui non è mai stato rivelato il nome, fino ad ora, ma lui ha contribuito alla riuscita dello sbarco degli alleati in Sicilia. Il piano, ideato della sezione di sicurezza del Marine Intellegence Service, prevede che in mare venga ritrovato un cadavere con valigetta e con il suo prezioso contenuto: i piani segreti degli Alleati che l’ufficiale, identificato come il maggiore William Martin, avrebbe dovuto recapitare. Tre lettere, di cui la prima scritta dal vice capo dello Stato Maggiore al generale Harold Alexander a Tunisi, la seconda da Lord Mountbatten al comandante in capo della flotta nel Mediterraneo e l’ultima ancora di Mountbatten al generale Eisenhower.

Il piano piace a Churchill. Hitler è convinto di poter dominare il mondo. Churchill, lo considera solo un fanatico e da il via all’Operazione Mincemeat.

La vittoria passa attraverso la Sicilia, ma l’isola è un obiettivo ovvio, l’intelligence deve attuare un’operazione di controinformazione, in modo da indirizzare l’attenzione dello Stato Maggiore Tedesco verso altri paesi o isole nella fattispecie la Grecia. Facile a dirsi.  Bisognava far arrivare nelle giuste mani un documento ufficiale ovviamente falso ma, firmato da persone importanti , dove si capiva al di la’ di ogni logica che gli Alleati sarebbero sbarcati in Grecia. Difficile da attuarsi.

Nelle stanze del Marine Secret Service della Royal Navy , un ufficiale dell’intelligence navale inglese, Ewen E.S. Montagu,  con il collega Charles Cholmondeley, insieme ad un ‘ equipe  di audaci e intelligenti assistenti passano giorni interi a raccogliere e costruire ipotesi per attuare il piano. Trovare il  cadavere, fare documenti falsi, farlo trovare dai tedeschi, costruirgli una vita, privata e pubblica.   Il  corpo  dello scozzese Glyndwr Michael, di 34 anni, malato di mente,  servì alla sua patria dopo morto. Suicida con un’ingestione di veleno per topi, che gli aveva gonfiato i polmoni proprio come quelli di un annegato, rimase per tre mesi in una cella frigorifera, prima di essere vestito da ufficiale e scaricato dal sottomarino britannico. Divenne per tutti il maggiore della Royal marine, William Martin. Un ufficiale gentiluomo, rispettabile, di prestigio, con un volto, una fidanzata, una carriera militare, insomma, una vita. E la finzione, prende corpo e  si trasforma in realtà: prendersi gioco dei tedeschi. Una missione terribilmente seria, un piano contorto, con cui americani e inglesi speravano che lo stato maggiore del Terzo Reich distogliesse l’attenzione proprio dalla Sicilia.

Fu così, che il pescatore Josè Antonio Rey, all’alba del 30 aprile 1943, vide galleggiare il cadavere di un militare inglese. Un modo “del tutto casuale” per far cadere i tedeschi nella trappola preparata scientificamente dai servizi segreti britannici, dove i falsi documenti, sigillati ad arte, caddero nelle mani dello spionaggio tedesco, l’Abwher. Martin arrivò all’obitorio spagnolo e il referto dell’autopsia riferì che il militare inglese era morto per “asfissia da annegamento” e seppellito nel cimitero locale. Le spie tedesche,  con la complicità delle autorità giudiziarie e di polizia spagnole, avevano copiati tutti i contenuti che volarono subito a Berlino, sulla scrivania personale di Hitler. L’alto comando tedesco era caduto nel  piano diabolico e beffardo. Martin , beffò Hitler. Il  numero delle divisioni tedesche fu spostato dalla Francia alla Grecia, in difesa, contro possibili sbarchi degli Alleati.

In realtà, il 10 luglio 1943, iniziò l’operazione Husky. Gli Alleati sbarcarono  in Sicilia, incontrando scarsa resistenza, sulle spiagge tra Gela, Licata e Siracusa, mentre le  truppe tedesche attesero  un’invasione che non avvenne, mai.  L’Operazione Mincemeat fu il cavallo di Troia della seconda guerra mondiale e fu anche la truffa più grande della storia, che salvò migliaia di vite umane. La fine del più grande e mostruoso conflitto è stata possibile grazie ad un uomo che non è mai esistito ma, che è diventato  leggenda.

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2 thoughts on “La grande beffa a Hitler

  1. Bel post, nn ricordavo la storia. Ciao

  2. avvincente e rocambolesca vicenda ma, grazie ad essa, ci siamo liberati di un’ideologia mostruosa – ciao ciao

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