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by Loretta Dalola

Ecce numeri!

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“Vengo un po’ preso in giro perché, racconto sempre di notizie non precisamente liete, stamane, ero euforico per le reazioni dei mercati. Finalmente, ipotizzavo che avremmmo potuto dire che si guardava in rosa, invece, nel pomeriggio, le cose hanno iniziato ad andare storte e solo per l’Italia. La speculazione è passata per la Spagna e ora ha messo nel mirino il nostro Paese che cresce meno di tutti gli altri”. Così Mentana inaugura il telegiornale, segnalando il profondo rosso della nostra crescita. L’Italia arranca e questo contribuisce alla sfiducia dei mercati. L’enorme squilibrio con il debito pubblico e con la propensione alla non crescita ci fa entrare senza più sfumature, nello stato di recessione.

L’Italia è in recessione, Pil diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, lo afferma l’Istat. La recessione per l’economia in corso pone l’Italia un passo indietro rispetto alla media dei Paesi dell’Eurozona, degli Stati Uniti e del Giappone. Tutte le componenti della domanda interna, eccetto la spesa della PA, sono risultate in diminuzione, in un contesto di marcata contrazione delle importazioni e di lieve calo delle esportazioni. L’Italia è sotto l’effetto nero della febbre dello spread che è sceso a 473 punti. “Mai così male”, segnala Mentana, “una giornata che conferma le apprensioni sul nostro Paese”.

I mercati non credono all’Italia, la crescita è nulla e a ben guardare i dati in calo, non abbiamo scampo, siamo in recessione. Una conferma che non fa ben sperare. L’Italia è paralizzata dalla crisi e dalla paura. Nessun investimento, famiglie che risparmiano e economizzano su tutto, l’industria non produce, non ci sono dubbi le scelte del governo sono sbagliate. Troppe tasse premono e strozzano l’Italia. Fino a ieri era la Spagna ad essere nel mirino, oggi, tocca a noi. Il panorama politico è confuso e confusionario. L’Italia soffre la recessione, e la bassa redditività, a rischio l’industria italiana, manca un progetto per il Paese. che identifichi le priorità per lo sviluppo e manca una visione a lungo termine.

Questi dati fanno discutere, come ci sarebbe da discutere su altri numeri, quelli dati dal governo e quelli rilevati dall’Inps sul numero degli esodati presenti sul nostro territorio. Giallo o intrigo: 65.000 0 390.200? Ci sarà la copertura per tutti? E come ha fatto il governo ha sottostimare il numero?  Dopo la recente riforma previdenziale non si riesce ad avere la cifra esatta delle persone che sono rimaste senza stipendio e senza pensione. Secondo l’Inps  390 mila, mentre l’esecutivo è fermo alla più modesta cifra di 65 mila. Inps e Governo si scontrano sul numero degli esodati. E’ guerra di cifre che  però mette di nuovo in allarme i sindacati e anche dai partiti arrivano richieste di chiarimenti al governo. Eppure l’Inps,  dovrebbe essere l’ente che fornisce numeri oggettivi sui quali si assumono poi le decisioni politiche, il governo dunque sa perfettamente che i 65mila sono un numero ricavato dalle risorse stanziate e non certo dagli aventi diritto e che, è stato compiuto un grande errore, di sottovalutazione.  A questo errore ora bisogna mettere riparo senza altri giochini, restituendo i diritti e la sicurezza ai lavoratori, ma anche  serietà all’azione del governo, che su questo punto finora di tecnico ha dimostrato ben poco.

E tra un numero e un altro, ci sono uomini e donne, che vivono in Italia e attendono dal governo una soluzione. Mentre la tensione sociale aumenta, come aumenta la paura del domani.

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2 thoughts on “Ecce numeri!

  1. Ma la Fornero voleva tenere nascosti quei dati?

  2. EEEHHH cosa risponderti? Pedine, siam tutti, delle pedine in scaltre mani – ciao ciao

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