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by Loretta Dalola

Ragazzi in strada

4 commenti


Mentana, ci riferisce che c’è un dato che sta sopra tutti: la disoccupazione giovanile, che è arrivata al 36%. Un record.  I bollettini dell’Istat, quando parlano di occupazione, non smettono di allarmare. Mentre da una parte si tengono i bastioni della forza lavoro occupata, non si riesce a trovare posti lavoro per i nostri giovani. E in questo clima a spaventare, non sono tanto i numeri assoluti, quanto il modo in cui la disoccupazione si distribuisce lungo il corpo sociale, con i giovani costretti a pagare uno scotto pesantissimo.

E’ necessario creare posti per i giovani. La crisi economica colpisce tutta l’Italia ma i giovani in modo ancora più forte.  La riforma  del lavoro funzionerà? Le statistiche non hanno cuore e  la risposta è negativa, rischiamo di perdere una generazione. Dobbiamo venirne fuori, è il ritornello che ogni tanto, nella politica, spicca sugli altri , mentre l’azione si orienta verso i tagli dei settori pubblici. Scatta l’operazione bisturi! Ora è chiaro, sui giovani, non si semina. I giovani nel panorama dell’impegno politico, non ci sono e non lavorano. Le scelte sociali in questo stadio storico, di scarsa occupazione generale,  si sono dirette a dare più importanza ai problemi economici degli adulti che ai problemi psicologici per l’assenza di lavoro per i giovani. Le aziende italiane preferiscono assumere gli adulti perché l’economia è poco innovativa.

Come cambiare tendenza?  Ancora una volta la Germania è il modello da imitare. Il paese attualmente  più innovativo si è preoccupato per tempo  dell’inserimento dei giovani nel mondo di lavoro e del rapporto tra istruzione e lavoro; La mancanza dell’offerta, trova i suoi motivi nella carenza di un livello di professionalizzazione post diploma ma anche nella scarsa importanza che viene attribuita al settore orientamento. I dati sulla disoccupazione sono così allarmanti, che è arrivato il momento per  capire e mettersi in testa che una società che non fornisce alta competenza formativa,  è persa. 

Se l’Italia di Monti miete successi ai vertici europei, la situazione interna mostra dei cedimenti, e visto che il  tasso di disoccupazione giovanile è il più alto degli ultimi tempi, occorrerà attivarsi per trovare soluzioni.  Inutile dire che il tema è bollente come “Caronte”. Lo Stato deve migliorare  la sua offerta di posti di formazione e trovare il giusto equilibrio tra studio e lavoro.

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4 thoughts on “Ragazzi in strada

  1. Non posso che sottoscrivere quello che hai detto,stiamo perdendo una generazione,
    mi chiedo come è possibile che dei governanti non riescano a capirlo.
    Ci sentiamo impotenti di fronte a tutto questo.
    Ciao Loretta.

  2. E infatti, si ha l’impressione che si stia parlando sempre di tasse e di tagli e mai di lavoro.
    Senza il lavoro non c’è dignità e senza dignità si è preda delle persone senza scrupoli e della mafia. Appunto si è per strada. In un paese civile non dovrebbe esserci nessuno per strada.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

  3. che altro aggiungere alle tue parole? Hai detto benissimo – ciao e grazie

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