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by Loretta Dalola

La crisi ci rende “mini” in tutto

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Single e minicase è la fotografia dell’Italia del futuro. Tg2 Estate con costume, indaga sull’aumento delle persone che in tempo di crisi scelgono di vivere da soli e in appartamenti piccolissimi. In Italia esiste  un altissimo numero di single (per scelta o meno),  che affermano che vivere da soli ha decisamente molti lati positivi. Al primo posto dei vantaggi, la libertà decisionale, subito seguita dal fattore spese, che si riducono notevolemente. L’Istat come ogni anno ha fatto la fotografia all’Italia delle famiglie, restituendoci uno scatto che immortala la tendenza per l’avvenire di un paese che vivrà singolarmente.

Dai 25 fino ai 44 anni d’età, in genere, sono gli uomini a preferire la vita da single, rispetto alle donne;  al contrario, nell’età più avanzata (dai 65 anni in poi) è il sesso femminile ad avere una maggiore propensione per la vita solitaria. È il boom delle persone che vivono da sole e nelle città questa percentuale sale in maniera esponenziale .

Addio famiglia con madre casalinga, padre lavoratore e molta prole, stereotipo di un Italia che sta scomparendo. Molteplici le cause, motivi di lavoro, di studio, oppure sentimentali, crisi economica e crisi familiare. Negli anni ’70 avvenne la prima vera svolta nella struttura interna della “famiglia tipo” dell’Italia patriarcale, fu allora, infatti, che venne ufficialmente istituita la “legge sul divorzio”; da allora non esiste anno in cui centinaia di famiglie italiane non decidano di mettere in atto tale legge.

Un quadro decisamente negativo del nostro Paese quello che emerge dal rapporto annuale dell’Istat e se ci aggiungiamo il Pil in calo,  la disoccupazione o le retribuzioni ferme, ecco che si spiega, come mai, la richiesta di case, si è ridotta a: 25 metri quadrati. Finito l’obbligo sociale che “costringeva” alla vita per sempre, in due, oggi, non solo è complicata la condivisione affettiva ma, si spende anche di più e in tenpo di crisi: coppia, figli e casa, sono diventati  un lusso. Cambia il volto delle famiglie in Italia che oggi è sempre più composta dai single vedovi  e non, monogenitori non vedovi e  single per volontà.

 E su tutti primeggia il fenomeno dei giovani, che vivono in metrature che si restringono ottimizzando gli spazi e la fantasia. Aumento dei single e boom del mercato delle case small e versione mini. In Italia i due fenomeni sembrano andare a braccetto.  Così i single trasformano il mercato immobiliare. La crescita  del numero dei solitari in Italia,  ha scatenato una vera e propria caccia a quegli spazi domestici, ridotti e  riconvertiti in chiave abitativa, più adatti al loro stile di vita. I locali vengono arredati con colori e oggetti multiuso, cucine monoblocco e soluzioni a scomparsa o plurime.  Oggetti appesi o nelle nicchie, il tutto condensato in un piccolo spazio. Dimensioni ridotte che rispondono ugualmente alle esigenze funzionali.

In conclusione, i costi della crisi li pagano  più i giovani, che si avviano ad essere  la generazione che avrà  un occhio di riguardo prima, al portafoglio, e poi al cuore!

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