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by Loretta Dalola

La sporca storia di Londra

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Londra, dimora di milioni di persone , una metropoli moderna, che ha un passato di sudiciume e malattia. Un viaggo a ritroso nel tempo che History channel fa con il documentario : La sporca storia di Londra, che focalizza, come la sporcizia di 700 anni fa abbia dato il via ad un grande cambiamento culturale. Il presentatore Dan Snow ci racconta il passato di questa metropoli, quando era ancora una “città sporca” . Una battaglia disgustosa che le autorità affrontarono nel medioevo. Le strade erano trafficate di persone  e sporcizia. Case  e botteghe si affacciavano sulle  strade cittadine. Un via vai, che durava tutto il giorno, tutti i giorni. Una  popolazione enorme, concentrata nella città che offre prospettive di nuova vita e benessere. I commerci danno lavoro a tutti. Londra è ricca e se volevi fare fortuna, quello era il posto ideale.

Ma sotto a questo paradiso, c’era il fango, bagnato in inverno e polveroso nelle assolate stagioni estive. Fango, letame e resti di cibo. Tutto quello che non si mangia, finisce in strada, compresa l’urina. Odori disgustosi e rifiuti che vengono calpestati, ogni giorno. Strade che non venivano pulite con celerità e efficienza. I Londinesi pensano a soluzioni per non affondare nella melma, inventano sopracalzature che sollevano il piede, per evitare il contatto. Per fortuna  a nessuno è capitato di dover schivare il contenuto di vasi da notte o scavalcare cadaveri per strada mentre si reca al lavoro. Però,  sarebbe capitato se fossimo vissuti nella Londra medievale.  Nelle strade del medioevo c’erano anche gli ecrementi umani e degli animali, liquami, che non venivano smaltiti in reti fognarie, ma, scaricati nel Tamigi.

La puzza è nauseante, i lodinesi vivono dentro alla sporcizia ma, non conoscono metodi per fronteggiare i cumuli di sporco. Le autorità si trovarono in grande difficoltà. Londra era una società che viveva in poco spazio, la sfida contro questo nuovo problema, era grande.  La città era bloccata dalla sua stessa immondizia. Nascono i primi spalatori  che raccolgono lo sporco, con arnesi rudimentali  e lo portano fuori città. Un lavoro disgustoso e rischioso,  a contatto con microbi di malattie infettive spesso letali, ma, ben remunerato, molto più di un operaio.  Una tremenda situazione in cui viveva la popolazione londinese nell’ epoca buia del medioevo: dove c’era sporcizia, c’erano i soldi!

E per lavarsi? In inverno, non se ne parla nemmeno, in estate, il Tamigi è a portata di mano, ma non di sapone. Ci si sciacqua, nel grande fiume, che era la discarica della città!

Il commercio prospera e i mercanti si arricchiscono e imitano la vita lussuosa del potere reale. La carne è il simbolo del benessere raggiunto. I mercanti, ora, vogliono mangiare carne, che viene conservata sotto sale e macellata in strada. La macellazione è un lavoro faticoso e sporco. Rigoli di sangue confluiscono nelle vie già intasate. Una quantità enorme di sporcizia. Ecco che appare una soluzione: un scavo sotterraneo, un fiume in cui convogliate tutto,  che ben presto, diventa una fogna putrida e puzzolente. Meglio tornare alle vecchie abitudini e  scaricare, nel Tamigi.

L’aria è infetta e inquina la città. Si ignora il legame tra sporcizia e malattie. I microbi vengono scoperti, tre secoli dopo. La medicina pressoché sconosciuta o esercitata con metodi rudumentali e con strumenti non sterilizzati, aveva il compito, di far uscire la malattia dal corpo. I salassi effettuati dalle  sanguisughe erano la panacea per tanti mali. Barbieri e cerusici uccidevano molte persone. La vita media era intorno ai 35 anni.

Londra si ingrandisce ancora di più. L’attività del porto è frenetica. La città è più grande e viva, meta di altri visitatori, meno graditi: i topi, che si muovono indisturbati per terra e si arrampicano sulle travi delle case, insieme alle loro pulci. Vivono a stretto contatto con gli uomini, poveri o ricchi e non sono solo fastidiosi, portano con se, la Yersinia pestis , l’agente eziologico della peste umana. I topi malati, muoiono e le pulci li abbandonano in cerca di altre vittime. Una piaga disastrosa. Londra è preda dell’epidemia.

La peste si manifesta con tosse o raffreddore e poi compaiono sulle braccia e sul petto pustole che si trasformano ben presto in orribili bubboni, rigonfiamenti pieni di pus, da cui deriva appunto il nome di “peste bubbonica”. Morte certa. La peste uccide in due settimane ma, il batterio rimane vivo e può propagrsi. Perché non reagivano? Non conoscevano il nemico. I medici preparano speciali pozioni composte di sale, peperoncino e urina, mentre gli erboristi vendono a tutto spiano il rosmarino. Siamo, come individui,  ancora vulnerabili ma, conosciamo il vaccino che nel medioevo era sconosciuto. Un contagio inarrestabile. La peste rapida, virulenta, stermina metà della popolazione londinese. Si bruciano almeno 200 cadaveri al giorno. Londra affronta la sua epidemia e riesce ad andare avanti.  Seppellisce con dignità i suoi morti e dimostra la straordinaria volontà di rinascita. Il sistema reggeva. In qualche modo si riprese il suo prestigio e il suo potere e intuì che la sporcizia era la fonte di tutto. Nel giro di poco tempo il governo sferrò un attacco massiccio e preciso alla sporcizia. Vengono presi provvedimenti seri, il numero degli spazzini aumenta, come la loro paga, si introducono norme e multe per i trasgressori.

Una Londra nuova  e più pulita si affaccia alla nuova era. Un nuovo orgoglio civile sta maturando e il bene comune diventa un valore. Un valore importante. Lo spirito collettivo scaccia l’egoismo, i rifiuti vengono raccolti e smaltiti. E Londra da città sporca  diventa una delle più importanti città al mondo.

Un documentario che si  fa domande che non hanno mai avuto risposta nei libri di storia e mette il passato sotto esame formulando una serie di possibili e provocanti esperimenti per raccontare e dimostrare i momenti chiave della battaglia contro la sporcizia e come essa sia parte integrante della storia della nascita e dello sviluppo di questa bellissima città moderna.

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