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by Loretta Dalola

La figuraccia spagnola

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Devono proprio essere messi male gli spagnoli se ricorrono a una “bufala” per far fronte alla mancanza di liquidità. Mentana nel telegiornale serale ammette che è stata una giornataccia, le borse sono andate male, lo spread è salito ancora e la Spagna diffonde una  presunta iniziativa congiunta di Italia, Francia e Spagna per l’attuazione “immediata” delle decisioni prese dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Comparsa  sul sito internet del governo spagnolo e poi rimossa, crea un giallo diplomatico, nella giornata in cui lo spread italiano torna sui livelli del 17 novembre 2011 e va pure oltre.

Una notizia, che ha lasciato “a bocca aperta” Italia e Francia.

Roma e Parigi negano  che sia stata presa una simile iniziativa.

Il giallo provoca reazioni da parte dei paesi coinvolti e agita i mercati in una giornata estremamente negativa per lo spread. Un giallo che ha completato una giornata nefasta.

Un bluff spagnolo per salvaguardare la Catalogna che sta per saltare, costretta a chiedere sostegno finanziario al governo centrale. La seconda regione più ricca di Spagna, cade sotto gli aridi colpi dei numeri. La “Lombardia spagnola”, insomma, annega nei debiti. E, dopo Valencia e Murcia, chiederà l’intervento del Fondo di liquidità finanziato dal governo con 18 miliardi per colmare la voragine debitoria delle regioni. Stiamo attraversando un momento cruciale, non si arresta l’ondata nera sui mercati europei che tremano all’idea di un’altra richiesta di aiuti per la Spagna. I guai spagnoli la spingono a diffondere la notizia di un ‘iniziativa congiunta tra Italia e Francia per accelerare l’attivazione degli accordi presi in occasione del vertice di Bruxelles di fine giugno. Poi il colpo di scena, Roma e Parigi smentiscono categoricamente. Una vicenda paradossale dello stato confusionale in cui si muovono i paesi europei.

Una realtà drammatica, che ci riporta l’incubo spread. Il peggior dato che si sia registrato e che ci fa capire quanto sia grave la situazione ed evidenzia  che l’Europa di fatto è unita solo nella disgrazia e non nella cooperazione. Vendere, vendere, vendere è l’urlo agghiacciante che si leva dappertutto. Madrid al crollo, la Catalogna oberata dai debiti chiederà aiuto e il caos spagnolo discredita ulteriormente l’Unione. Una situazione surreale. Per non parlare della Grecia che è chiaro non riuscirà a estinguere il debito. Si dovrà rimettere mano al portafoglio comune.

La necessità di attuare o, comunque, di rendere operative le decisioni, per ora rimaste sulla carta, specie per quanto riguarda lo scudo anti-spread, del Vertice europeo è comunque stata evocata più volte, anche dopo che un portavoce della Commissione europea aveva dichiarato che nessun Paese ha finora chiesto l’attivazione dello scudo, nemmeno la Spagna.  L’Europa sta crollando come un castello di carte per il semplice fatto che i problemi non sono stati affrontati. Non so quanto ci vorrà ancora ma temo poco, dopodiché la bolla esploderà davvero.

Sarà la Spagna che ci risucchia, forse, ma il nostro spread è diventato un tormentone.

Il binomio spread-paura imprigiona le menti e sotto il peso dell’algebra, l’Italia soccombe, nell’agonia della legislatura.

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