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by Loretta Dalola

Mattatori e “spalle”

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Il breve spazio televisivo di Tg2 Costume e società estate, viene dedicato a grandi personaggi della storia della nostra televisione. La corona di “mattatore” rimane al mattatore per eccellenza e per talento: Vittorio Gassman. Attore impegnato, in tv e nel cinema, capace di rendere tutto sublime. Attore rivoluzionario, capace di passare da un genere all’altro, dai moderni ai classici. Numerose anche le incursioni comiche. Un percorso artistico e umano che ha rappresentato uno  delle maggiori personalità dello spettacolo e della cultura italiana. Attore, regista, sceneggiatore, scrittore e doppiatore, attivo anche in campo teatrale e televisivo, Gassman ha avuto quattro figli da quattro donne diverse, creando per questo scalpore. Amava la famiglia allargata, i figli, le donne, le amicizie.

Altro  affascinanate  mattatore: Walter Chiari, uno dei più grandi comici e attori italiani. Affascinante re della risata con grandi capacità mimiche, eccellente affabulatore, voce sublime. Grandissimo artista, dalla tormentata vita sentimentale, la pesante caduta e la difficile risalita, paragonata a quella di un pugile che, colpito duramente, è riuscito faticosamente a rialzarsi e ad avere il tempo di uscire di scena a testa alta.
Chiari propone un nuovo modo di recitare grazie alla sua innata capacità di chiacchierare per ore con il pubblico e di interpretare diversi personaggi.
Il suo modo di recitare è proprio così, veloce come una chiacchierata continua.

Per finire con il nostro Fiorello, l’unico grande mattatore moderno del piccolo schermo. Lo show man e Marco Baldini, indivisibili. Baldini è per eccellenza il complice di Fiorello. Le loro vite si intrecciano anche fuori dal set, sono amici ed è stato il testimone di nozze di Fiorello. Nessuna competitività.  E’ la “spalla”  che dà ritmo e battuta, come lo fu Carlo Campanile per Chiari che senza non avrebbe fatto così ridere. E che sarebbe stato della famosa lettere di Totò senza Peppino de Filippo? L’attore per cui il termine “spalla” risulta essere riduttivo, rappresentò un’icona del teatro napoletano, capace di far ridere e di porre in risalto l’ironia indimenticabile del Principe Antonio de Curtis.
Personaggio immancabile per le gag dell’amato Totò Peppino rappresenta più fedelmente il ruolo indispensabile della spalla, che regge la comicità dandole un tono. Grandi attori che si prestano  senza uscirne sminuiti. Molto spesso al ruolo della spalla spetta un ruolo d’ombra, un ruolo per cui non si può pensare ad essa senza il comico. Ma la vis comica dell’attore principale sparirebbe se la spalla mancasse: ne sono un esempio molte coppie di comici contemporanei, dove i due ruoli si intrecciano e la sintonia offusca i contorni delle due personalità. Anche Troisi si prestò a far da spalla a Benigni nel film “Non ci resta che piangere” .

Spalla è un termine preso a prestito dal mondo circense  dove c’è sempre un’ atleta che aiuta chi svolge l’azione principale. Spalle che nutrono l’attore protagonista come Laurenti è necessario a Bonolis, uno diverte solo se c’è l’altro. E’ una figura fondamentale che appoggia soltanto le battute del comico.

La spalla si presta, si accosta ma, insieme, poi diventano un’altra cosa!

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