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by Loretta Dalola

Allarme lavoro: autunno caldo per tutti!

2 commenti


Sky Tg24, Tg3 e TgLa7, tutti compatti nel diffondere i dati allarmanti dell’autunno caldo che ci aspetta. Emergenza lavoro, allarme rosso.  Più disoccupati soprattutto  tra i giovani, decine di imprese chiuderanno, migliaia di posti a rischio,  operai disposti a tutto perché il destino che incombe è l’assenza del lavoro. L’economia non fa passi avanti, troppi disoccupati, troppe aziende che chiudono e il governo cerca soluzioni  chiamando a rapporto i suoi rappresentanti, parola d’ordine: accelerare i tempi!

Comincia l’autunno caldo anche per il governo Monti, impegnato in un’agenda che vuole spazzare via le accuse di immobilismo piovute da più parti, dimostrando che la spinta propulsiva non si è esaurita. La crescita diventa l’obiettivo sempre più irrinunciabile. Con l’autunno che si avvicina e i pessimi dati che colpiscono l’Italia, il governo, pare abbia ha deciso di fare in fretta. La ricreazione è finita i dati della crisi premono sulle poltrone occupate.

Record disoccupazione in Italia nel secondo trimestre del 2012. L’Italia è stata colpita duramente  dalla crisi. Siamo in emergenza e la recessione ci sta strangolando.

Gli appuntamenti sono stati fissati. Circa 150 tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello Sviluppo economico per circa 180.000 lavoratori coinvolti e oltre 30.000 esuberi: l’autunno, secondo i sindacati che hanno rielaborato dati del ministero, si prepara ad essere molto difficile sul fronte delle crisi industriali, con la situazione più dura nell’ultimo ventennio. Ci sono poi altre migliaia di posti a rischio in vertenze che non arrivano neanche al ministero dello sviluppo economico come quelle delle piccole aziende. La situazione occupazionale dei giovani e delle persone scarsamente qualificate rimane preoccupante. In Italia è precario un giovane su due. Dall’inizio della crisi l’occupazione delle persone scarsamente qualificate è diminuita. Non solo. Aumenta anche la disoccupazione di lungo termine e il numero dei disoccupati scoraggiati che escono dal mercato del lavoro.

L’Italia  necessita di essere accompagnata da un’efficace strategia di attivazione fondata su una più chiara distinzione di compiti tra il governo che, se fino ad ora, non ha voluto portare avanti un serio piano di riforme che abbatta i costi della politica, o non ha nemmeno sfiorato l’argomento patrimoniale, adessso, che le elezioni si avvicinano e gli italiani premeno perché dalle parole si passi ai fatti, dovrà attuare quelle riforme che da tempo promette e che saranno il banco di prova per questo governo tecnico che per ora ha fatto vedere solo un pacchetto virtuale delle prospettive future, mentre, tasse e posti di lavoro persi, sono stati concreta realtà. Le famiglie soffrono, i giovani non trovano lavoro, le imprese falliscono e gli imprenditori si suicidano, come si suicidano i giovani che non trovano lavoro.  Un’eccessiva tassazione è stata la risposta alla crisi e le tasse sono la causa fondamentale della recessione che si aggrava di giorno in giorno, perché le tasse deprimono l’economia, e quindi il PIL, e quindi il gettito fiscale.

Per ora, la crisi è gravata solo sulle tasche degli italiani che, pazientemente attendono che l’incertezza sul futuro dell’Italia venga spazzata via dal nuovo piano governativo sulla crescita. Mentre all’orizzonte si affaccia la prossima tornata elettorale e la disperazione e la rabbia diventano buone consigliere.

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2 thoughts on “Allarme lavoro: autunno caldo per tutti!

  1. Ciao Loretta. Credo, un mio piccolo parere, che la chiave di lettura di quello che accade ai giovani ma non solo, l’hai indicata alla fine: un’eccessiva tassazione è stata la risposta alla crisi e le tasse sono la causa fondamentale della recessione che si aggrava di giorno in giorno.

    Se, come anche io credo, è quello il problema, non ci sarà “piano strategico” dei sobri tecnici che tenga. Le imprese potrebbero anche essere incentivate ad assumere ed a produrre ma, mi domando, a chi venderebbero, poi?

    Ed allora, nasce il sospetto, da me mai nascosto, che sia tutto “voluto”. In fondo, c’è un’altra tua affermazione carica di drammatica verità e che io condivido. La natura della crisi attuale, genera “operai disposti a tutto”.

    Appunto!

  2. Ma allora dove risiede la logica di questo piano? Se la gente non produce, non acquista e nessuno si arricchisce più, dunque piano piano tutti ne veniamo coinvolti, che senso ha tutto questo? ciao e grazie

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