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by Loretta Dalola

Mondo tatoo

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Il tatoo è un’immagine per sempre, roba da marinai, almeno una volta,verso la metà del XIX secolo gli inglesi sgranavano gli occhi davanti alla pelle tatuata, chi non aveva il coraggio di farsene uno andava a guardarli al circo. Nel tempo il  tatuaggio è  diventato moda e fenomeno di massa. 

Tg2 Costume e società ne analizza gli aspetti. Nel secolo scorso il settanta per cento delle persone che lavoravano nel circo erano tatuate. Nel Novecento questa forma d’arte visse il suo periodo più turbolento, passando da simbolo di degrado sociale e morale a icona della controcultura. Nei secoli la decorazione della pelle ha identificato l’appartenenza a un gruppo, ancora oggi sopravvivono in Nuova Zelanda o a Samoa, frequenti invece nella cultura africana.

E oggi sono diventati l’ultima tendenza della moda, il tatuatore è un artista, un consigliere che suggerisce e crea piccole o grandi opere d’arte sulla pelle. Le creazioni su superfici vaste come la schiena o il corpo intero, richiedono un lavoro lunghissimo e possono valere anche milioni. Il tatuaggio assume un carattere permanente, comporta un’assunzione di responsabilità e consapevolezza, è maggiormente legato a motivazioni che riguardano la propria identità e la propria storia. Il linguaggio del corpo sostituisce quello dell’abito;  tatuaggi e piercing, anche segreti, parlano, comunicano un modo per distinguersi  per essere visibili nell’era della globalizzazione.

Disegni o figure indelebili sulla pelle non sono però esenti da rischi. Attenzione dunque, che siano eseguiti in strutture igienico-sanitarie sicure e con strumenti sterilizzati e decontaminati che offrono garanzie al cliente. E’  bene rivolgersi ai centri specializzati che lavorano “alla luce del sole” e sposano con convinzione le linee guida di prevenzione igienico sanitaria seguendole alla lettera. E’ bene comunque pretendere che l’ago sia “usa e getta”e che venga aperto davanti al cliente e che tatuati e tatuatori seguano le regole dettate,  da una circolare del Ministero della Sanità:  l’uso di mascherina e camice durante l’intervento, l’utilizzo di colori atossici negli aghi monouso e mai dimenticare che infezioni e aids sono sempre in agguato.

Ma se a sessantanni ci si pente? Per toglierlo bisogna rivolgersi al dermatologo. Da alcuni anni è  presente sul mercato il laser che è in grado di eliminare i tatuaggi senza lasciare cicatrici dopo il trattamento che è lungo, dunque è bene essere sicuri di quello che ci si tatua perché, se non è per sempre, poco ci manca.

Al giorno d’oggi esistono anche tecniche per creare dei tatuaggi temporanei tramite l’uso dell’hennè, una sostanza naturale che, usata in maniera adeguata, non crea problemi alla pelle. Ma se per molta gente il tatuaggio è una moda, per altri farsi tatuare significa essenzialmente immortalare un ricordo, farsi conoscere, marchiandosi per sempre il ricordo di un esperienza vissuta.

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