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by Loretta Dalola

Correva verso la libertà

6 commenti


I telegiornali  hanno dato ampio risalto alla vicenda che ha visto protagonista Alexander una giovane giraffa che ha tentato la fuga dal mondo degli uomini. E qualcuno dovrà pur prendersi la responsabilità di dire ai bambini che vengono portati al circo che questa non è una favola. Una giraffa che non ha mai visto il sole africano, che non se lo godrà mai, per la sua smania di essere libera, la stessa che anima ciascun essere vivente sulla terra, può correre tantissimo, scalciare, versare sangue pur di non farsi riprendere. Con le sue  zampe lunghe e dinoccolate, Alex ha corso verso la libertà inseguendo il suo atavico istinto,va come nella savana vasta e verdeggiante. Si è buttato per le strade della cittadina imolese, il cucciolo ribelle, incontrando ostacoli sconosciuti, con il cuore che batteva all’impazzata, i  rumori assordanti, le sirene della polizia che lo inseguono, un bus che le si para davanti, braccata da uomini tanto più piccoli di lei ma, tanto più crudeli e insensibili.

Eppure lei a Imola, non ci è arrivata per sua volontà, viveva lontana ma, qualcuno di quegli umani, ha deciso di farla girare in circolo e farsi ammirare in tutta la sua impressionante ed esotica lunghezza. Non è nel suo posto naturale, nell’Africa , lontana, dove regna il silenzio, la quiete ed equilibri che l’uomo si ostina a non voler comprendere.

La sua fuga dura poco.  Una mattina soltanto, il brivido del tentativo che le è costata la vita. Ferita.Centrata fra il collo e il petto. Sedata, catturata, caricata sul camion del circo e morta. Il suo cuore ha ceduto. La sua avventura termina per troppo stress e sedativi.

E le coscienze si risvegliano. 

Forse anche di quelli che apprezzano quel genere di spettacolo, quelli che avrebbero dovuto vederla girare intorno sotto al tendone e mangiare le carote offerte dai bambini, quelli che pagando il biglietto alimentano ed educano i loro figli che la schiavitù è divertente. L’evento sollecita nuovamente riflessioni e interrogativi: è ancora utile uno spettacolo circense che prevede l’utilizzo di animali?

Non è più accettabile  che la tv e al cinema si diffondano immagini di questi circensi che mostrano tutto il loro amore per le bestie domate e piegate al loro volere. Nessun animale selvaggio, e sottolineo nessuno, di fronte ad un cancello aperto di una gabbia non ci ha mai pensato due volte ed è fuggito, chissà perchè. Gli animali dei circhi sono animali in cattività. Vengono costretti all’isolamento e alla reclusione in gabbie, dove soffrono a causa di spazi inadeguati o convivenze forzate con altri animali. Il disagio prodotto dalla cattività si riscontra in comportamenti anormali e disturbati.

Ciò in cui consiste l’addestramento è uno stravolgimento del loro istinto per cui si deve ricorrere necessariamente alla violenza.
Botte, fruste, piastre, pungoli elettrici, spilloni sono una costante nelle giornate degli animali del circo. Il controllo degli animali avviene attraverso la privazione, affamandoli nel caso in cui la loro esibizione non sia eseguita correttamente, e la paura, intimidendoli con grida e percosse.  Gli animali non si divertono nel fare movimenti contro natura. Vedere una tigre che salta nel fuoco o un elefante che fa la verticale sono tutti esercizi fatti dopo ore e ore di addestramenti, spesso con metodi violenti e abusi.
Quando si capirà che gli animali non sono oggetti per uso dell’uomo?
Portare i bambini nei circhi che sfruttano gli animali;  significa renderli partecipi di tali angherie ed abituarli fin da giovanissimi a considerare normale vedere gli animali in gabbia schiavizzati e ridicolizzati dagli uomini che guadagnano sulla loro sofferenza il tanto agoniato denaro. I circhi che utilizzano animali sono veicolo di un’educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, poiché sollecitano una risposta divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia.
Sarebbe dunque tempo, almeno per una  questione di civiltà che si bloccassero, per sempre, tali circhi.  Indirizziamo la nostra voglia di divertimento verso altre forme di spettacoli  che non basano il loro successo sullo sfruttamento degli animali.

E sognamo che arrivi presto un futuro di rispetto che riporterà gli animali  nel loro habitat d’origine.

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6 thoughts on “Correva verso la libertà

  1. Condivido tutto ed è tutto molto triste. Gran bel post. Ciao

  2. Grazie è un piacere avere la tua condivisione sempre ma, soprattutto su questo argomento – bentornato tra noi

  3. Forse sarebbe il momento di scrivere ” La carta degli Animali” e considerare che sono esser che vivono e soffrono come gli umani e concedere loro principalmente il diritto alla vita abolendo la caccia (è inconcepibile che si possa ammazzare per divertimento), il diritto alla libertà, almeno di vivere in ampi spazi..

    • Ciao e benvenuto – sfondi una porta aperta – mi trovi d’accordissimo – la caccia ha il suo atavico e motivato passato (la sopravvivenza) ma, oggi è assurdo e ingiustificato ammazzare per “divertimento” o per sport, e nemmeno queste motivazioni possono giustificare, in alcun modo le migliaia di animali che muoiono ogni anno a causa di questa pratica sanguinaria. – grazie

  4. Così come abbiamo completamente travisato il nostro rapporto con la natura abbiamo travisato e del tutto falsato il rapporto con gli animali che hai bene descritto.
    Riporto quello che ha scritto Gramellini su La Stampa
    “Una vita da giraffa
    Il mio eroe del giorno è la giraffa che scappa dal circo di Imola in cui era ingiustamente detenuta e galoppa libera e impaurita per le strade, facendosi largo a zoccolate fra le auto in sosta finché viene sedata a fucilate di narcotico dalla polizia. Troppe emozioni per il suo cuore grande, che alle tre del pomeriggio cessa di battere.

    Mi sono indignato e commosso, non solo per lei. Anche noi pascolavamo sereni nella savana dello Stato Sociale. Ma un brutto mattino ci siamo risvegliati in un circo dove tutti ridevano e applaudivano, nonostante nessuno fosse veramente felice, neanche il clown miliardario che incantava i bambini con le barzellette senza mai perdere di vista la cassa. Siamo riusciti a scappare, fino a quando un tecnico ci ha sparato addosso del narcotico, per il nostro bene. Ora siamo qui: liberi ma depressi, barcollanti ma in piedi.

    Ti riscatteremo, giraffa cara. Riprendendo a galoppare verso la libertà non appena qualcuno, oltre che del narcotico, ci metterà in corpo un po’ di vitamine.”

  5. Grazie tantissime per il contributo – Gramellini è super e ogni volta che leggo qualcosa di suo, confermo che rappresenta il riscatto del giornalismo e della sua pubblica utilità – ciao

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