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by Loretta Dalola

Ti presento i Romani: vita da strada

6 commenti


Mary Beard nella serie “Ti presento i romani” trasmessa da History Channel ci presenta la Roma antica lontana dai marmi dei palazzi. Il lato oscuro dell’impero che ha dominato il mondo. Ancora oggi, viviamo nelle sue ombre. Nascoste nella città moderna, ci sono ancora le voci dimenticate della gente comune. Un mondo diverso dal nostro, ma al contempo familiare. Roma trasformò l’impero nella città globale con strade popolate da un milione di persone. Un luogo caotico, lontano dal lusso dei palazzi, sporco e pericoloso. Roma imperiale con tanti monumenti ma anche con quartieri poveri. E allora com’era vivere al tempo dell’impero per la gente comune, da cittadino romano? Le risposte sono nascoste nella città moderna, dietro la magnificenza, c’è un brusio di gente che vuol essere ascoltata e questa è la Roma raccontata da Mary Beard.

Sulle lapidi ritrovate, tante le scritte, di gente comune, voci degli strati sociali più bassi, come quella di uno schiavo che ci dice: “Succede a tutti e le mie ossa ora, riposano serenamente e non devo più preoccuparmi dell’affitto, godrò di vitto e alloggio gratis per l’eternità”! La lapide fu posata dalla moglie e dala figlia, dunque ci regala un ritaglio di vita quotidina con i problemi dell’epoca, poco dissimile da quelli odierni: sopravvivenza e  difficoltà economiche. Queste poche righe riassumono la triste realtà di tanti romani poveri che vivevano in umili edifici di mattoni, in vicoli stretti: le insulae. Letteralmente isola romana (da cui deriva oggi il termine isolato), è  il tipico esempio di casa popolare, dove viveva la grande massa della popolazione. Roma ne era piena. In stridente contrasto con le splendide abitazioni signorili (Domus), dall’esigenza di offrire alloggio, entro il ristretto territorio dell’Urbe (Vrbs), ad una popolazione in continuo aumento.

Le insulae sfruttavano infatti, come gli attuali condomini, lo spazio in altezza arrivando a raggiungere nel periodo imperiale, il sesto piano (e oltre). Stipati in piccoli appartamenti, operai edili che lavoravano ai grandi progetti oppure facchini, insomma,  la bassa manovalanza con  le loro famiglie. Senza acqua corrente e in spazi ristetti. La regola di base era, pù sali, meno comodità, una scala sociale al contrario, chi abitava al superattico era un povero, mentre chi occupava il primo piano era un benestante. E per guadagnare di più, si costruivano edifici i più alti possibili, dai muri sottili e con materiali scadenti. Chi viveva ai pani alti non aveva neppure l’aria naturale, dovevano uscire per mangiare, lavarsi e andare in bagno. La vita nei sottotetti era terribile per la presenza di colombi, di perdite d’acqua dal solaio e da un microclima pessimo (più caldo d’estate e più freddo d’inverno).

Vere tane per conigli.  Più appartamenti si ottenevano e più affitti si riscuotevano. Ogni insula arrivava a contenere  fino a 200 persone.

Sovraffollamento, eccessiva sopraelevazione e materiali scadenti, fecero delle insulae abitazioni poco sicure, continuamente preda di incendi e di crolli. Incendi facilissimi e difficilissimi da domare. Non avevavno i mezzi per soffocarli. E la gente comune ne faceva le spese. Una vita dura con violenze quotidiane, le strade di notte erano sotto il dominio della criminalità, il paradiso dei rapinatori. Le autorità si disinteressavano e i tribunali  difendevano i ricchi.

Gli appartamenti servivano solo per dormire (uno stile di vita scomparso), il resto della vita era svolta  in pubblico. 144 latrine sparse per tutta la città. Tutti insieme sulle latrine pubbliche, con le toghe sollevate a parlare del più e del meno. Una vita sociale condivisa nei bagni, considerati un piacere. Bagni, vino e sesso accompagnano i romani, nell’ordine citato. Le terme sono i luoghi per eccellenza della vita sociale. Vapori, sudori e forse sesso. Alle terme si andava per piacere oltre all’igiene, ci andavano tutti. Erano dei livellatori sociali che sottolineavano le gerarchie. Il posto migliore dove entrare in contatto con gli altri, costituivano un punto d’incontro molto frequentato e gran parte del tempo era dedicato alle conversazioni. La quiete delle terme e il chiasso delle osterie dove regnavano l’umorismo delle barzellette triviali, prostitute, giocatori d’azzardo e mercanti. Roma era una società mista con spazi comuni.

Anche gli aspetti più semplici della vita quotidiana possono aiutarci a comprendere alcune caratteristiche salienti dei modi di vivere di un popolo e svolgono un ruolo essenziale nel definire meglio i contorni della vita sociale. E nella Roma antica il popolo viveva nel terrore degli incendi, nella frenesia delle strade dove non c’era sicurezza e con l’incubo dell’affitto. Una passeggiata in un mondo lontano eppure tanto simile al nostro.

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6 thoughts on “Ti presento i Romani: vita da strada

  1. La povertà ha sempre lo stesso volto: mancanza di libertà, sovraffoillamento, pianti e dolori. Non so quanto sia diverso quello che hai descritto per gli antichi romani, dagli attuali bazar, o paesi sottosviluppati di oggi.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

  2. Concordo, anch’io ho constatato, amaramente, che il progresso avanza sempre sulle pelle della massa, i privilegiati godono di vantaggi ingiusti e troppo diseguali – ciao e grazie

  3. Grazie molte per la segnalazione perché ho un grande interesse per la vita della Roma antica nelle sue varie forme, dalla cucina all’organizzazione della casa. Forse sono la reincarnazione di un romano di quei tempi là.

  4. Mi fa piacere averti dato l’informazione – è una serie che ha come obiettivo la conoscenza di Roma dal punto di vista del popolo – è particolare e interessante – ciao e grazie

  5. E’ solo recentemente che la scala sociale si è rovesciata.
    Il piano nobile è sempre stato il primo piano e infatti i primi piani degli edifici di un certo pregio sono quelli con soffitti a volte o a botte e ricoperti di affreschi e stucchi.
    Le mansarde erano destinate alla servitù.
    Con l’arrivo dell’ascensore e dei palazzinari il concetto si è rovesciato e ora l’attico, superattico e chi più ne ha ne metta è diventato un must, il meglio dove alloggia la “meglio” gente.
    Perchè ho usato il virgolettato?
    Te lo spiego subito..ecco un frammento di conversazione tra un agente immobiliare e coppia facoltosa…la “meglio” gente.
    Agente imm. : che tipologia di alloggio ricercate?
    Esemplare femminile leopardato della “meglio” coppia: guardi non badiamo a spese ma deve essere assolutamente un attico con terrazzo e soffitti a volta (sic!)
    (Riportatami fedelmente dall’agente che non ha ancora smesso di ridere..e ne è passato di tempo)
    a.y.s. Bibi

  6. io lo prenderei volentieri un thé all’aperto ma con soffitto a volta…se il tuo amico è così bravo chiedigli se ne ha uno con le stesse caratteristiche ma, con volte a crociera, che lo prendo al volo! ciao e grazie

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