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by Loretta Dalola

Un dolcissimo FuoriTg

4 commenti


Lo spazio del Fuori Tg, dal Lunedì al Venerdì in diretta dopo il Tg3 delle ore 12 si addolcisce, occupandosi di un pesante, duro e incessante lavoro che ha una  ricompensa molto dolce. Le api sono insetti laboriosi, dietro al loro  paziente e industrioso lavoro ci regalano il miele, il più conosciuto prodotto delle api.  Alimento prezioso e utile. Il suo utilizzo  è consigliabile a tutti, ma soprattutto ai bambini, agli sportivi e agli anziani. E questo perché è un alimento che viene assorbito  immediatamente dall’organismo e quindi fornisce energia prontamente disponibile. È il più dolce degli alimenti  e come dolcificante è migliore dello zucchero. Ce ne parlano, Lucia Piana dell’Osservatorio Nazionale della produzione del miele e del mercato del miele e Anna Villarini specilista dell’alimentazione e medico nutrizionista. ” È un alimento principe nella nostra alimentazione” afferma la dottoressa Villarini. In effetti le sue caratteristiche  obiettive di unicità, rarità, elevata attratività, diversificazione di aromi e profumi e l’alto valore alimentare, lo hanno reso, nella storia dell’umanità  un prodotto legato alla divinità con l’aggiunta di significati simbolici, magici e terapeutici. Conosciuto fin dall’antichità e utilizzato anche dagli antichi  Egizi che lo tenevano in così alta considerazione da offrirlo in sacrificio alle loro Divinità, utilizzandolo anche nell’arte dell’imbalsamazione dei defunti: durante la sepoltura dei faraoni accanto al sarcofago venivano posti preziosi vasi contenenti il pregiato nettare, che insieme con altre cibarie accompagnavano il defunto nel lungo viaggio verso l’altra vita.

Oggi è di moda, come alternativa allo zucchero. Non è più dolce ma, è migliore dei vari dolcificanti. È più natutrale e con un indice glicemico più basso.  La ricchezza del fruttosio conferisce al miele proprietà che altri alimenti dolci non hanno. Il suo colore e caratteristiche variano a seconda dei fiori da cui proviene il nettare. È particolarmente indicato nella dieta dedicata all’infanzia, in quanto favorisce la fissazione dei sali minerali nell’organismo umano, cosa che il normale zucchero non è in grado di fare.

Pur non essendo un medicinale ha riconosciute proprietà curative. È un ottimo antinfiammatorio per la gola ed ha effetti sedativi contro l’eccitazione nervosa e l’insonnia.

La qualità del miele dipende esclusivamente da due fattori: dall’attività delle api per produrlo e dal procedimento dell’uomo per estrarlo e per “confezionarlo”. Il fabbisogno europeo non è coperto dalla produzione interna, diviene necessaria l’importazione. L’etichetta è il biglietto da visita della qualità del prodotto, la sua esposizione è obbligatoria come l’indicazione del termine preferenziale di consumo, è la data fino alla quale il responsabile della commercializzazione considera che il prodotto conservi le sue proprietà specifiche e resti entro i limiti di composizione stabiliti dalla norma. Per il miele tale tempo non è definito obbligatoriamente, ma può essere deciso sotto la responsabilità di chi lo mette in commercio. Durata massima due o tre anni se viene mantenuto sotto i 20° in luogo fresco può mantenersi inalterato per anni. Villarini : “La filiera corta non è sempre garanzia di freschezza e qualità, il miele europeo non è trattato mentre,altri mieli non sono disciplinati da norme italiane o europee”. L’etichetta è indispensabile è la “tracciabilità” alimentare per comprendere da dove arriva un prodotto. La legge sull’etichettatura obbliga alla dichiarazione in etichetta per informare l’acquirente sulla origine nazionale della materia prima.

Un prodotto che ha bisogno di arrivare al consumatore con tutte le garanzie che richiede il mercato. Una strada indispensabile per far crescere il consumo del “biondo alimento” che in Italia oggi è a rischio estinzione visto che le api tra pesticidi, inquinamento ambientale e malattie, difficilmente riusciranno a produrre il dolce nettare. Per il momento la diminuzione del prodotto è scesa a meno 50.000 quintali. Il pericolo è estremamente serio e se non si trovano subito le contromisure diverrà ampiamente vera la celebre frase di Albert Einstein: “se l’ape scomparisse dalla faccia della Terra all’uomo non rimarrebbero che 4 anni di vita”. L’Italia, manco a dirlo, è al primo posto nell’uso di pesticidi neonicotinoidi, che hanno un effetto tossico distruttivo per le api, che perdono l’olfatto e il senso di orientamento. La bandiera del pericolo è stata sventolata, speriamo che il Ministero della salute la vede e se ne occupi visto che  il problema non è soltanto economico. L’ape è un bioindicatore, ai primi sintomi che qualcosa non va muore.

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4 thoughts on “Un dolcissimo FuoriTg

  1. Molto interessante. E’ che poi io ho cinque alveari. Bentornata.

  2. UUAAHHH un’apicoltore sei! grazie – avevi ragione, durante il trasloco, ho buttato cose che ora mi servirebbero e ne ho perse altre…però si inizia una nuova vita e anche il cambio fa bene allo spirito – ciao

  3. Questo tuo ritorno è proprio dolce anche se è condito con un’amarezza finale a base di neonicotinoidi.
    Ciao

  4. Dolce inizio in tutti i sensi! ciao e grazie

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