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by Loretta Dalola

Il paese che viviamo

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le storie diario tialianoIllustre pensatore, l’ospite di “Le storie – Diario italiano”,  il direttore di Repubblica, Ezio Mauro  per parlare della politica  nel nostro paese. ” Per quanto riguarda la politica, siamo in  un momento in cui la politica conta, c’è una crisi di governo, il governo si è dimesso, si attende che si voti la legge di stabilità che è la legge fondamentale dal punto di vista dell’ex finanziaria, dopo di che, il governo sarà formalmente caduto. Napolitano scioglierà le camere, poi comincierà la campagna elettorale e si voterà”.
Questo il riassunto della situazione attuale,  saranno gli elettori a decidere il futuro dell’Italia. Finita la temporanea epoca di Monti chiamato per emergenza, si ritorna a far si che la politica conti e ai cittadini spetterà il compito di sentenziare. Tocca solo agli italiani disporre in che mani affidare il governo. ” È anche un monito per Monti, nel senso che se scende in campo e si vuol misurare con i numeri, poi saranno i numeri a contare”.1355823624725benigni425

Al voto dunque, mentre in televisione, arma di diffusione di pubblica informazione, vanno in scena due spettacoli diametralmente opposti.  Se sull’ammiraglia, il massimo dell’ascolto viene raggiunto con lo spettacolo di Roberto Benigni che parla nientemeno che della Costituzione, con un  risultato strepitoso (la metà degli italiani incollati ad ascoltarlo), dall’altra parte l’etere viene riempito dal Cavaliere senza tasse e senza Imu. “Intanto non era facile parlare due ore di Costituzione, perché un conto è parlare di Dante, ed è già un ‘impresa complicata, però c’è la poesia, un conto è parlare di Costituzione. È andato benissimo, Benigni era appassionato ma, evidentemente, è riuscito anche ad appassionare gli italiani”.

Alla luce degli ascolti ottenuti da Benigni, si dimostra che un altro Paese è possibile, non è necessario che i telespettatori vengano rincitrulliti, se gli si offre una possibilità qualititativa, lo zapping viene interrotto. Allora anche  un’altra televisione è possibile. E la Rai ha avuto un’occasione straordinaria per tornare a essere servizio pubblico. ” Dopo gli anni di occupazione televisiva da parte del potere berlusconiano, nessuno chiede alla Rai di riequilibrare mettendo uomini, firme e volti di sinistra al posto di quelli di destra, nessuno fa questa richiesta. Sarebbe però un’operazione dignitosa della libertà riportare gli epurati che sono stati cacciati fuori con l’editto berlusconiano.   Quello che vien chiesto è semplicemente di restituire all’azienda, senso del mercato, della competizione della concorrenza, libertà e autonomia, un  compito bellissimo da fare, con la schiena dritta”.

Staremo a vedere cosa farà questo nuovo Consiglio di Amministrazione, in questa delicata fase di rinnovamente. Ma mentre si consumava il successo di Benigni, domenica 16 dicembre Berlusconi è stato ospite di Domenica IN su Canale5, più coccolato che incalzato da Barbara d’Urso, poi è stato  il turno di Porta a Porta, con Bruno Vespa a fare gli onori di casa. Una strategia studiata e già utilizzata in passato, per cercare di recuperare in tivù il terreno perduto con l’attività politica, invadere massicciamente lo spazio televisivo, anche perché non ha scelta. “C’era un gaudio da festa in famiglia, la questione è proprio questa che tutto avviene in famiglia, l’abbiamo già visto negli ultimi venti anni, dico una cosa semplice, siamo in campagna elettorale, tutti i mercati sono regolati, il mercato che raccoglie il consenso della popolazione è l’unico a non nessere regolato e possono succedere cose di questo genere, un abuso di posizione dominante. In nessun paese del mondo, un candidato che sl43-berlusconi-urso-121217105533_mediumi presenta alle elezioni può essere proprietario di tre reti private con le quali fa propaganda politica a se stesso, alterando quella che è la competizione elettorale e alterando quel  mercato delicatissimo dove si forma l’opinione pubblica”.

 Saturare le tv di famiglia. Imporre la propria presenza. Occupare il video fino all’entrata in vigore della par condicio. Questa la strategia adottata dal Cavaliere,  che vuole indirizzare la mano degli italiani nella cabina elettorale.  Un voto importante perché è in quella cabina che si decide la propria parte di quota partecipativa italiana, insieme a tutti gli altri. Premiando o punendo. Si sceglie in base a quelli che si ritengono valori importanti. La politica è come la vita, ti affidi a persone, come il medico o l’insegnante, che magari non sono l’ideale ma è la vita che ti fornisce questa occasione che, dobbiamo sfruttare per trarne il meglio, facendo la nostra parte. Invadere le Tv per recuperare il consenso perduto, lede  l’imparzialità della comunicazione politica. È giocare sporco, come sempre del resto.  Un vero e proprio ritorno del conflitto di interessi in grande stile, che mostra come in Italia questo problema non sia mai stato risolto. La campagna elettorale è dettata ancora una volta dal leader del Pdl, un ritorno all’antico che inquieta l’Europa. Se il fidanzamento con una ragazza di 49 anni più giovane stupisce, e fa presa su parte dell’elettorato, dall’altra la preoccupazione delle ripercussioni sui mercati europei, sono talmente forti che gli italiani non cadranno in questo specchietto per le allodole.  Gli italiani ormai  sanno che le sue promesse valgono poco. Se la critica a Monti è l’averci stretto in uberlusconi_canale52-300x300na morsa economica rigorosa, è bene non dimenticare  chi ci ha condotto dentro al baratro. ” Decidere di far politica, cioè seguire un ideale, per far parte di quelle grandi divisioni del mondo che sono la destra o la sinistra, è un compito importantissimo, non è una cosa sporca, c’è qualcuno che la fa male  e qualcuno che la fa bene”.

Ci aspetta un 2013 complicato dalla crisi ma, ci sono le elezioni, possiamo decidere e farne buon uso, per far nascere  energia democratica positiva e cambiare quella parte di politica che deve essere modificata.

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