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by Loretta Dalola

Giovanni Gastel: la ricerca dell’assoluto

2 commenti


Sky-Arte-HDL’arte del bello in un click. Discende da una delle più nobili famiglie di Milano, Giovanni Gastel: è lui il protagonista di una nuova puntata di Fotografi, la serie con cui Sky Arte HD incontra otto grandi maestri contemporanei dell’immagine. Dalla moda alla pura arte, il meraviglioso universo di una figura unica nel suo genere. ” La parola che ho più in mente è eleganza.  Ho cercato la mia estetica dentro questo termine”.41--backstage-giovanni-gastel-1148833_650x0

La telecamera lo segue, lo scruta, vogliosa di intrappolare la sua anima di artista e di rimandarcela nella pienezza della grandiosità di quest’uomo.  Asciutto,  esile nella figura ma con uno sguardo acuto e fiero, capace di penetrare dentro l’essenza delle persone. Uno set scarno: una sedia, un fodale neutro, sono elementi sufficienti per farci “parlare” con Giovanni Gastel e scoprire la raffinata passione che si cela dietro il suo lavoro. ” Quando scatto, cerco sempre di avere un’immagine che si imprima nella memoria. Questa cosa può darmela la modella, la moda, oppure un’idea di tipo fotografico, perché in ogni caso devo realizzare un’immagine che si imprima nella memoria. Tempo solito di lettura per una foto di moda è circa tre secondi, il mio mestiere è fare tenere l’occhio, fermo lì, per almeno sei”.

“Tutto quello che sei, che hai visto, che hai studiato, che hai pensato, determinano il fatto di ciò che ti piace che diventa sempre più difficile da trovare. All’inizio quando sai poco, qualunque scatto, ti piace. Più saI_Colori_Della_Nottei, più vedi, più selezioni, più pensi, più ragioni, più fai autocritica e più quello scatto lì, è lontano. Eppure quando scatto, sento quando c’è, rimane una specie di pace, la testa si riposa. La modella la vedo già in funzione di qualche cosa, non è solo bellezza, è una questione di funzionalità al messaggio. Guardo molto ai dettagli morfologici, mi piacciono i colli lunghi, le mani lunghe, polsi molto stretti e poi la mimica. Se risponde o è solo bella. Perché per fare una buona fotografia ci vuole anche un po’ di anima, se no, la macchina fotografica passa attraverso, cioè tu guardi dentro la macchina e se negli occhi della modella non c’è niente, fotografi il fondale”.

È erede di una delle più nobili famiglie milanesi, nipote di un maestro indiscusso del cinema italiano. Dalla stirpe dei Visconti, degli Erba e dallo zio Luchino, Giovanni Gastel ha preso quel gusto raffinato per l’immagine, sempre pulita ed essenziale, che ne ha fatto uno tra i più grandi interpreti della fotografia di moda. E non solo. Un artista dello scatto, che apre le porte del proprio palazzo comasco per svelare i segreti di un vero e proprio laboratorio della bellezza. Il suo studio è un ‘oasi contro la volgarità e il caos. È un’ area dove si lavora e si realizza attraverso lo scatto anche il senso della vita, perchè qui sono racchiusi tecnica e stile.  ” Ho vissuto due fotografie, l’analogica con banchi ottici unita alla Polaroid, poi ho vissuto tutto il digitale. La grande differenza è che prima le scelte venivano fatte a monte: pellicola, luci, filtri, grana, tutto era deciso prima e lo scatto era il risultato finale. Adesso la grande meravigliosa novità è che lo scatto è la base. La post produzione è un’enorme macchina creativa che può cambiare il significato della fotografia. Fa parte integrante della nuova fotografia che va calibrata e dominata”.03

Partito con lo still life. Affascinato dagli oggetti, ha espresso in un modo tutto suo la natura morta. Approdato alla moda e lanciato nei primi Anni Ottanta dai servizi sulla rivista “Annabella”, Gastel diventa in breve un punto di riferimento per la ramificazione italiana della galassia “Vogue”, per cui racconta le collezioni delle principali case di moda internazionali. Con uno stile unico e inimitabile, sempre intrigato dalla ricerca e dalla sperimentazione.”Ho scelto di diventare fotografo molto giovane, all’inizio del Made in Italy e quindi con una prospettiva anche di lavoro. Sono un autodidatta puro. Mi sono preparato 7/8 anni e quando mi sono sentito pronto, nella mia città è esploso un fenemeno assolutamente inaspettato come la nascita del Made in Italy, un piccolo Rinascimento”. Armani, Versace, Trussardi, Krizia, Capucci hanno inventato una nuova moda che ha definito un  mondo e una società. “Quando lavori per dei grandi artisti devi conoscere molto bene il loro lavoro, studiarlo e poi far risuonare quello che vedi dentro di te, come una specia di gong. Non devi seguire i loro occhi ma i tuoi occhi che sono ancora sotto l’impresione di quello che hai visto”.

Una compostezza formLa_Gazzetta_Dello_Sportale bilanciata e tecnicamente perfetta, unita ad un gusto di sensuale purezza sono tratti distintivi di un vero e proprio signore della fotografia. Che trasporta in ogni immagine il senso profondo di una ricerca che non è solo tecnica, ma soprattutto intellettuale. Uno stile che “toglie”.  Meno luci, meno fondali, meno ambientazionie, a quel punto resta solo lo sguardo interiore di Giovanni Gastel. Un attimo immutabile nel tempo, fermato e reso inconfondibile, puro. Un modo di vedere il mondo attraverso l’estetica della continua ricerca del bello attraverso un linguaggio altissimo che ci attraversa e ci pervade.

“Cerco lo scatto definitivo, quello che mi darà la pace, sarà il nulla e mi piacerebbe che dopo aver fotografato il nulla, tutti capissero che l’ho fotografato io”!

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2 thoughts on “Giovanni Gastel: la ricerca dell’assoluto

  1. Che poi il nulla in sintesi è il tutto. Grande fotografo sì.

  2. L’ho conosciuto a Verona (tre giorni di lavoro, insieme: fotografia e televisione, splendida esperienza che ancora segna i miei ricordi) – persona dalla capacità introspettiva estrema, semplice e alla “portata” di noi “comuni mortali”, distanti dall’educazione aristocratica ma uniti dal fuoco sacro del gusto dell’immagine – grande fotografo e grande uomo! ciao e grazie

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