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by Loretta Dalola

A caccia della spesa miracolosa

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logo fuori tgFuori Tg, Rai3 si domanda se ci si può abituare a tutto? È proprio come si dice? Dunque ci si può abituare anche alla povertà?

Non c’è molto da dire, siamo tornati ad un reddito disponibile reale di ventisetta anni fa. ” Abbiamo preso i dati Istat, divisi per la popolazione – dice Mariano Bella, direttore ufficio Confcommercio – e prezzi costanti, quindi, purtroppo questi sono i dati uffciali, non sono frutto di fantasia o di complessi modelli econometrici”.

Cominciamo dal frigorifero, cosa manca? Un occhio al volantino delle offerte per cercare quella più conveniente, un rapido calcolo per capire quanto ci si può permnettere e via, la spesa si fa comed_1301413297_Ipercoop liguria piemonte 23032011sì!

Dodici miliardi di volantini stampati in Italia ogni anno che raggiungono circa undici milioni di famiglie. Giuseppe Roma , direttore Censis .” Le principali industrie di marca investono in promozione otto, dieci miliardi l’anno attraverso i canali distributivi, cioè distribuzione e produzione che stanno cooperando a qualsiasi livello per cercare di non perdere ulteriori guadagni. Il rischio è di restare privo di consumi e di consumatori e in effetti l’uso dei volantini in promozione è una delle strategie adottate”. È uno strumento molto popolare, irresistibile e la sua trasformazione nel suo strumento digitale sta diventando estremamente diffusa. Negli ultimi anni con l’avanzare della crisi economica e la crescente diffusione del web, si è sviluppato un nuovo modello di consumo,  con i consumatori sempre più attenti a navigare in rete per informarsi, comparare i prezzi sui volantini, cercare gli outlet, i mercatini dell’usato e fare anche la spesa. I volantini si possono sfogliare anche online e c’è perfino un sito che raccoglie quelli di tutta Italia, ordinati per zona e categoria. Offerte disponibili senza attendere che i volantini arrivino nella cassetta postale, nella versione cartacea. Un metodo digitale in aumento. Se prima, armati di carrello,  si guardava attorno, sugli scaffali ricchi di prodotti che suscitavano il desiderio, oggi a casa si segna quello che serve realmente e assolutamente in promozione e si va dritti alla meta. Confusi tra il proletariato di badanti ucraine, camerieri e cameriere stagionali, padri e madri di famiglie numerose, ci sono ora anche professionisti, dirigenti e impiegati. Tutti in coda per portare a casa mezzo chilo di pasta a 29 centesimi, un litro di latte a lunga conservazione a 49 centesimi, un pacco di caffè a 85 centesimi, la bottiglia di passata di pomodoro a 39 centesimi ecc.

08012013_poverta-in-aumento-italia_01Se tutte le imprese come sta accedendo adottano questa strategia promozionale alla fine si compensano. È semplicemente una riduzione del prezzo complessivo a beneficio delle famiglie consumatrici che a causa della riduzione del reddito dovrebbero evitare i consumi, ma se non consumano distribuzione e promozione ci perdono. Meglio ridurre i margini. Questo in sostanza è il concetto. Continuare, seppur diminuito a vendere qualcosa! ” C’è una contrazione fortissima dei consumi – Mariano Bella – storicamente mai vista, nel 2012 c’è stata una riduzione in termini di consumo procapite del 4,4%. E nel 2013, nelle prime settimane i consumi dei supermercati si sono ridotti del quasi 3%”.

Solo gli hard discount alimentari, in tempo di crisi, hanno il segno più. La disoccupazione è in crescita e l’Istat ci dice che la fiducia dei consumatori è minima. Conseguenza di una crisi che morde il portafogli e che spinge al risparmio forsennato. Fino a fare la fortuna di catene come Eurospin, Lidl, MD, Dico, in guerra a colpi di sconti per contendersi una clientela sempre più vasta: quella dei consumatori che hanno rinunciato al prodotto di marca e puntano solo a nutrirsi ed arrivare a fine mese. Dipende essenzialmente dall’assenza di rinuncia al consumo, che l’hd aiuta a fronteggiare, e dalla caduta del valore della marca che il consumatore è sempre meno propenso a riconoscere quando decide l’acquisto.

Questa è la realtà attuale, ma ci sarà una ripresa? Se peggio di così non si può andare, migliorerà per forza. “Una volta era corale – Giuseppe Romaspesa-interna-newpartiva la Germania e tutti gli andavano dietro, adesso ogni paese ha la sua storia, quindi noi per arrivare ad una ripresa che ci potrebbe portare a recuperare il  tanto che abbiamo perso, abbiamo bisogno di tempo  e prima di arrivare alle condizioni antecrisi, sarà difficile”.

Ci teniamo stretti i risparmi allora? Il 18% delle famiglie italiane non ha reddito sufficiente per coprire le spese di un mese, usano i risparmi che hanno accumulato sul conto corrente. Poi c’è anche chi chiede prestiti agli amici e chi rinvia le cose da acquistare e anche chi ricorre al credito, infine chi chiede di pagare le bollette a rate. Le nostre città dell’oro, ora non brillano più e per gas e luce si ricorre alla rateizzazione. E quando anche pagare un po’ alla volta non basta si va alla Caritas per evitare il distacco delle utenze.

tasche-vuote-300x199Dal 2008 ad oggi sono saltati tanti, troppi posti di lavoro e molte famiglie che non avevano mai avuto bisogno di aiuto si sono trovate a rischio povertà. Una società che ci aveva illuso, dicendoci che la crisi non esisteva, i ristoranti erano pieni… ci ha obbligati a mantenere un tenore di vita che non potevamo più permetterci, da tempo. Se ci avessero avvertito avremmo potuto parare il colpo predisponendo la nostra difesa. Ora il reddito non aumenta, c’è poco lavoro e tutto diventa più difficile. Se prima erano le vacanze o le auto ad essere pagate a rate ora sono le bollette. Bisogna rimettere al centro l’impresa, è una constatazione oggettiva. Ricreare lavoro e permettere alle imprese di costruire ricchezza altrimenti restiamo fermi a ventisette anni fa dove non c’erano cellulari o computer ma il potere di acquisto era lo stesso. In quegli anni però, tutti gli italiani pensavano ad arricchirsi. Quell’illusione è  finita. Siamo tornati al punto di partenza.

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