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by Loretta Dalola

Il saluto della Tv al prete anarchico

4 commenti


guardare-i-programmi-tv-sulliphone-in-streami-L-UqeTWxLa commozione suscitata dalla morte di Don Gallo è argomento televisivo. Aveva partecipato a tanti programmi e tanti sono i discorsi che testimoniano il suo vangelo. Tante le immagini che la televisione dedica ad un prete scomodo che sapeva come parlare a tutti e farsi ascoltare. I suoi interventi fuori traccia, la sua Genova,  le sue parole pungenti e provocatorie, sempre a difesa  dei più deboli sono il più degno saluto per questo uomo, icona e punto di riferimento di migliaia di persone che non avevano nulla da sperare. Ci sono il suo cappello nero, i sigari, una copia del Vangelo, una della Costituzione, la bandiera del Genoa e il fazzoletto dell’Anpi, sono gli oggetti che i ragazzi della Comunità di San Benedetto del Porto hanno adagiato sul feretro di Don Gallo, morto all’età di 84 anni. Lunghe file di cittadini hanno reso omaggio al prete della strada, al prete degli ultimi, come tanti  i servizi tv a lui dedicati e questo blog vuole ricordarlo proprio con stralci relativi ad alcune sue partecipazioni nel piccolo schermo.

Tg La7 cronache: ” Il mio vangelo è poesia, la poesia porta sempre fortuna, il mio vangelo V è il vangelo secondo De André”…nei quartieri dove il sodon_gallo_morto.jpg_415368877le del buon Dio non manda i suoi raggi, ha troppi impegni poer scaldare la gente d’altri paraggi..” come si può immaginare un porto che accoglie marittimi da tutto il mondo che non ha la prostituzione? Lo dice un prete cattolico che la prostituzione non è un reato”.

Don Gallo, prete da marciapiede, da anni impeganto nel lavoro con  ex tossicodipendenti, prostitute, immigrati, rispondeva alla domanda di Fabio Fazio in Che Tempo che fa del 2012: “Tu credi nel peccato? – Ma no, cosa vuol dire peccato e questo tu sei peccatore e subito dopo spunta la casta sacerdotale, ti redimo, allora tu ti penti, è una forma di potere, il peccato è il nostro cammino, fa parte della natura umana, l’importante è non perseverare”. – ” Io credo nell’amore immenso, tutti ricerchiamo l’amore a perdere che scende su chiunque, i buoni e i cattivi come la pioggia”.

Le Storie, Diario italiano del 2013:”Io sono venuto per servire, sono figlio della democrazia, ero un partigiamo nella guerra poi sono diventato un partigiamo di Gesù, partigiano significa da che parte stare e io ho scelto, dei poveri mai del potere”.

E il prete che ha difeso i poveri ha ceduto al peso degli anni ma non si è mai arreso nella vita. Un’esistenza spesa sempre in prima linea a contatto con la gente e i particolare con i diseredati e gli emarginati con i quali sentiva appagato il suo bisogno di testomonianza evangelica. Sapeva accogliere senza giudicare, senza chiedere nulla. Era un u292910_579055328781392_1850105127_nn sacerdote vero ma prima di tutto era un uomo libero. Simbolo di ereticità. Scontro aperto  con il Vaticano e  governo. Schierato contro la legge che vieta le droghe leggere, l’imperialismo, gli articoli 18, l’aborto, la pillola… La strada è stata la pietra su cui ha fondato il suo credo e alla fine si era trovato a suo agio più sui palcoscenici che sul rostro delle chiese che infatti aveva sostituito con i teatri, gli spettacoli e le manifestazioni, li dove c’era da gridare contro il G8 e gli americani.

L’ultimo saluto a Don Gallo sabato. Le esequie, nella chiesa del Carmine dalla quale fu cacciato alla fine degli anni ’60, saranno celebrate dadon-gallo-anarchial cardinale  Angelo Bagnasco e da don Luigi Ciotti, padre di Libera. E quella Chiesa che celebrerà il suo addio alla terra, dovrebbe riflettere sulle parole di Don Gallo al Tg1 :  “Sono prete da 51 anni, ma sono in totale dissenso contro l’arroganza di questa Chiesa che vuole negare la pluralità dei valori presenti nella società non cristiana. C’è un’intransigenza e un disprezzo che contraddice il messaggio evangelico”.

In un paese dove la Chiesa conserva il suo potere dominante e che non lesina degli sguardi amici a partiti, Don Gallo contrapponeva il suo credo: ” Cammino sempre con il Vangelo, e con la Costituzione, il prete deve essere una sentinella, un vigilante”… Addio dunque al  prete che ha scelto di sposare Cristo, la strada e di gridare in piazza.

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4 thoughts on “Il saluto della Tv al prete anarchico

  1. Non v’è dubbio che la sua vita l’abbia vissuta degnamente, con coraggio e coerentemente alla fede che aveva abbracciato. E’ per questo, credo, che ha ricevuto il tributo cui abbiamo assistito. Con rammarico dobbiamo accettare la morte di un giusto… quando tanti indegni ancora ammorbano la nostra società.

    Ciao Loretta, buon fine settimana.

  2. Ci mancherà moltissimo. Una voce così limpida, senza timore di scandalizzare, così vicino agli ultimi, era un bene prezioso. Speriamo che sulla scia del suo esempio ne nascano altri.
    Un abbraccio.

  3. un nuovo moderno san Francesco o Gandhi, una figura carismatica che fa la differenza tra chi usa il messaggio di fratellanza e chi lo sfrutta – ciao e grazie

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