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by Loretta Dalola

L’Aquila, una città invisibile per Book show

2 commenti


BOOK SHOWAlessandro Preziosi racconta Le città invisibili di Italo Calvino nella sesta puntata di Book Show, il programma che fa parlare i libri, i lettori, gli scrittori e le bellezze delle città italiane. L’Aquila, una città ferita, eviscerata. Una città che sembra ormai invisibile ma, che culla una grande voglia di ricominciare. L’attore napoletano Alessandro Preziosi, direttore artistico del Teatro Stabile d Abruzzo, racconta se stesso e il suo rapporto con la città: ” Di una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” scrive Calvino e ho pensato che Le città invisibili  fosse perfetto.  L’Aquila, in questo momento, nella sua desolante situazione sociale e urbcittà invisibili 350x350 pxanistaica offre molte, molte domande e ci auguriamo che Le città invisibili sia soltanto l’appendice di una città visibile. È l’augurio che faccio a una città, che amo con tutto il mio cuore. La coincidenza con questa lettura, nasce dall’aver ipotizzato nel 2013 una collaborazione per il 50° anniversario del Teatro stabile dell’Abruzzo, proprio impostato sul progetto del libro che, non vuole essere una radiografia impietosa della realtà aquilana, quanto, invece il tentativo di mostrare ai cittadini dell’Aquila degli aspetti della propria condizione, diversi da quelli reali. Proprio perché si possano dare delle risposte diverse a coloro i quali, si muovono e vivono nella zona rossa, cioè la mia città non è più la città in cui non mi riconosco perché deserta. L’arte, la cultura, il teatro servono con il mio lavoro, spero, ad illuminare questa città. Per far muovere la gente tra le rovine e per dar loro una suggestione diversa, da quella che la realtà ti impone, in maniera così pesante e desolante”.

Nelle “Città Invisibili” non si trovano  città riconoscibili, ma “immagini di città felici che continuamente prendono forma e svaniscono, nascoste nelle città infelici“, per offrire al lettore spunti di riflessione sulle problematiche delle città. Calvino costruisce edifici, strade, piante topografiche e lo fa dando corpo alle paure e ai sogni di chi le abita, di chi cerca qualcosa in mezzo all’inferno, che inferno non era, come ha fatto Giovanni con la libreria della sua famiglia, la storica Colacchi, una delle tante, preziose storie di rinascita di una città che vuole vivere. ” Prima del 6 aprile del 2009 questa era la mia libreria, nonostante tutto, faccio tutt’ora il libraio e sono fiero di farlo. Per forza di cose ci siamo dovuti trasferire in locali, nella periferia dell’Aquila ma, continuaiamo a fare questo lavoro che adoriamo. Quest’anno festeggiamo i settantacinque anni di attività, avrei preferito festeggiarli nella sede originaria, purtroppo le situazione è questa, non servono le parole per descriverla”.

Alessandro Prezl-aquila_00001iosi non è aquilano, ma incarna lo spirito napoletano, “con tutta la propotenza, l’esuberanza e quella delicata maleducazione” che li rende così affascinanti e simpatici e che a lui ha dato la possibilità di scegliere il mestiere dell’attore. L’incidenza di una città dove ha vissuto per una vita, lo ha spinto alla recitazione. La natura e la ragione. L’Abruzzo come il sud è una regione in gran parte selvaggia, dominata dal meraviglioso parco nazionale, dalle vette del Gran Sasso e della Maiella, un luogo ideale per ritirarsi dal mondo e scrivere o leggere.

“Leggere non è informazione ma, formazione – dice Dacia Maraini – leggere è come riscrivere il libro, perché mette in moto l’immaginazione che è il motore principale del nostro copro”. Anche la Maraini, come Preziosi,  offre la propria  disponibilità nella promozione e partecipazione alla divulgazione della cultura, ad ampio raggio, nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo e di tutta la regione Abruzzese. Un territorio provato dalla drammaticità degli eventi ma, l’ultimo sguardo che Book show dedica laquila-immagine-la-perfetta-letiziaa questa città è quello legato alla speranza..Il barlume della speranza che la  città possa avere un percorso di ricostruzione e di sviluppo celere, ma soprattutto concreto, razionale e all’insegna della sicurezza e di una nuova, più alta qualità della vita.

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2 thoughts on “L’Aquila, una città invisibile per Book show

  1. Meno male che c’è ancora chi si ricorda che esisteva una città come l’Aquila!

    Ciao Loretta e buon pomeriggio. Seguii per lungo tempo, lo faccio ancora sporadicamente, la questione aquilana. Dapprima con entusiasmo e poi, con il passar del tempo, sempre più sconfortato. L’Aquila, per quanto riguarda la mia esperienza, oggi la considero lo specchio dell’Italia: una minoranza si rifiuta di vivere una realtà mentre il resto, putroppo maggioranza, con i propri comportamenti ha autorizzato una certa politica a strumentalizzare gli stessi ed a prenderli in giro. Senza reagire, comunque ed ancora oggi.

    Temo, ed è più di una sensazione, che non rivedremo mai più l’Aquila conosciuta nel nostro passato e non solo per via di un evento sismico devastante. Purtroppo, se non sono gli aquilani ad “imporre” la loro volontà, difficilmente quella città rinascerà. E iniziative lodevoli come questa rimarranno tali: lodevoli.

  2. il programma è veramente gradevole e interessante – da vedere e gustare – la questione Aquila è come dici tu, un po’ lo specchio della nostra Italia, tante parole ma pochi fatti – e come per il bel paese, continuaimo ad incrociare le dita, nell’attesa che cambi la mentalità nell’affrontare i problemi di qualunque natura essi siano – ciao e grazie

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