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by Loretta Dalola

Il dilemma del governo Renzi

4 commenti


Bersaglio_MobileL’armata informativa de La7 schiera in prima serata, tutte le sue armi: Tg, Ottoemezzo e lo speciale Bersaglio mobile e sfida  Sanremo parlando di attualità politica. La7 dunque propone un  tor de force sulla politica, accendendo le telecamere  per commentare le prime mosse di Renzi Premier incaricato e si impegna a sviscerare, capire, ipotizzare, quella che, usando le parole di Mentana si definisce “una giornata importante” ovvero le consultazioni di Renzi con il resto dei partiti per la formazione del nuovo governo.

È il passaggio cruciale. Per chi? Per lui o per noi?

Cerchiamo di capirlo: Renzi ha incassato il no, prevedibile di Sel e Lega che resteranno all’opposizione. Grillo, di malavoglia lo incontrerà (  lo ha definito – tra le altre cose – “l’Arlecchino servitore di due padroni, Berlusconi e De Benedetti”) ma, solo perchè il suo popolo, gli iscritti, hanno votato si, nel web. Ma appare chiaro che il M5S non può stare all’interno di un  governo che è la degna prosecuziondownloade di quello che si è visto fino ad ora. Grillo, può essere accusato di tante cose, di sicuro non di incoerenza.  Alfano che “non vuole sconti” chiede tre ministeri e niente patrimoniale. E poi, su tutti aleggia il fantasma di un ipotetico appoggio di Berlusconi.

Renzi deve fare un nuovo governo, se vuole tenersi stretta la poltrona appena guadagnata. Deve accelerare e lavorare al programma e alla squadra dei ministri che lo affiancheranno e su cui infuria, inevitabile, il totoministri.

Riuscirà a incidere su burocrazia e fisco e a creare nuovo lavoro?

Renzi comunque ha capito che l’Italia si può cambiare solo stando nel palazzo del potere, nella stanza dei bottoni. Con tutti i rischi del caso, compreso quello di bruciarsi. Gli italiani gli riconoscono determinazione, carisma e rapidità. Tre qualità che potrebbero non bastare. Sulla sua starda incontrerà molti ostacoli. Anche lui, come Letta, l’appena scalzato, dovrò convivere con alleati che hanno idee differenti dalle sue. Poi ci sono i vincoli di stabilità imposti dai trattatti europei. Non disporrà quindi di risorse adeguate per il rilancio economico. Infine sarà sostenuto da una maggioranza parlamentare numericamente debole.

renzi-bersagliomobile_zpsadf554f6Molti gli interrogativi sul governo che sta per nascere, anche alla luce dell’ultimo Matteo Renzi, che cambia idea con una velocità imbarazzante. Un Renzi diverso da quello che si era proposto al suo elettorato e cioè l’alternativo alle larghe intese e alternativo ai governi che nascono fuori dal bagno elettorale.  Lui che voleva la rottamazione, si  è messo alla guida dell’Italia senza chiedere il permesso agli italiani.


Ma Renzi, ora è lì, su quella poltrona (che mai avrebbe tolto a Letta) insieme alla questione politica.

Cosa farà, oltre alla legge elettorale (quella gliela concediamo)  e come lavorerà su quei temi che mordono la società italiana?
Niente cambia e tutto cambia. Ma la rottamazione non c’è più.

 

 

4 thoughts on “Il dilemma del governo Renzi

  1. Il fatto che il suo estimatore più grande sia Silvio, sconvolge tutte le geometrie. Ed una domanda sorge spontanea, ma chi è Renzi? Ciao, un abbraccio

    • Un quesito che i molti, attenti e sensibili cittadini, discretamente aperti di vedute, si stanno ponendo. Domanda alla quale il mio sesto senso, mi farebbe prendere posizioni di allarmante difesa. Ma visto che bisogna aggrapparsi all’esile filo di speranza, lascio aperta la questione, tanto sarà a brevissimo che avremo la risposta. ciao e grazie

  2. di Renzi, un mio amico ha sentenziato: “si è buttato in braccio all’orso” e io penso che ogni movimento non gradito dall’orso sarà un rischio per la sua poltrona di premier.
    ‘notte Loretta. robi

  3. E mi lasci, nelle braccia di Morfeo, con questo monito? Dovrò ricorrere a una dose massiccia di camomilla per prender sonno – ciao e grazie

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