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by Loretta Dalola

Pelo e coccole: un’ottima terapia

6 commenti


costume_socFu uno psicoterapeuta americano a dare inizio a quella che oggi si chiama Pet therapy. Ce lo ricorda Tg2 Costume e società in onda su Rai2.

Boris Levinson si accorse che i suoi pazienti, per lo più autistici, riuscivano a comunicare, quando nello studio era casualmente presente il suo cane. Da allora l’attività terapeutica, attraverso questi mediatori emozionali, cani cani, gatti e cavalli (i più comuni), si è fatta largo nella cultura scientifica.

Gli animali, fin dall’antichità venerati come esseri dotati di poteri soprannaturali e divini in grado di curare l’uomo, sono stati riconosciuti come veri e propri terapeuti nella Pet Therapy che utilizza il rapporto uomo-animale, ricco di numerosi potenziali terapeutici naturali che vengono incrementati in tali contesti attraverso l’utilizzo di metodologie e tecniche specifiche. Non una cura medica. Non è invasiva ma, in molti casi sembra fare miracoli.85283

Tante le storie di ragazzi fragili, disabili, di tutte le età che hanno tratto enormi benefici dalla presenza di un animale. Un ponte per un mondo altrimenti diverso e irraggiungibile. Un decreto presidenziale del 2003 riconosce alla Pet therapy un ruolo terapeutico. Studi clinici dicono che riduce l’isolamento, gli stati d’ansia e la depressione. Dopo le sedute si abbassano: pressione del sangue, glicemia e battito cardiaco. In tutti i casi si è riscontrato un miglioramento nell’attenzione e, in soggetti che compiono movimenti improvvisi o violenti che non riescono a controllare, un incremento nella capacità del controllo del proprio corpo. Per quanto attiene al linguaggio, i pazienti si abituano a parlare con l’animale e ad esprimere le proprie emozioni, cosa che, ad esempio, per un paziente autistico è davvero difficile.

Di chiaro c’è che questa pratica non si improvvisa. L’animale è il co-terampeuta che aiuta il paziente, insieme agli psicologi e ad altre figure professionali del settore; pedagoghi, operatori sociali, addestratori e conduttori cinofili specializzati, educatori specificamente formati che mettono in atto attività terapeutiche vere e proprie volte a migliorare le condizioni di salute dei destinatari cui si rivolgono, attraverso lo sviluppo di programmi con specifici obiettivi che vanno raggiunti gradualmente, di seduta in seduta.

Anche l’ultimo report dell’Istituo superiore della sanità ne riconosce i meriti scientifici: ” Per un bambino disabile, la presenza di un animale, costituisce una vera e propria ginanstica cognitiva. Richiama la sua attenzione, pone problemi emotivi e motori che lui impara a risolvere“. Se non  è cura questa!

Le possibilità di applionoterapia_530cazione della terapia con gli animali sono innumerevoli e sono legate sia alle caratteristiche degli animali scelti, che alle tecniche ed ai metodi utilizzati. Per alcuni pazienti, nel loro percorso faticoso di vita, il nutrimento per corpo e anima arriva dagli animali, gli amici più stretti. Amandoli  acquisiscono un buon senso di sè. E per molti di loro si aprono le porte del contatto, un valido supporto alle terapie tradizionali.

Gli animali d’affezione, famigliari, sono quindi riconosciuti quali componenti essenziali di un rapporto equilibrato tra l’uomo e l’ambiente di vita.

Mettono in sintonia le emozioni umane, ci portano a rispecchirci in loro in uno scambio emotivo. Amano incondizionatamente, non giudicano, sono pronti a seguire e non chiedono nulla in cambio. La presenza di un animale, può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità.

downloadInsomma, coccole e  sguardi, sono la panacea per tutti  quei soggetti che presentano disturbi che alla base hanno difficoltà nella sfera dell’emotività e dell’affettività ovvero disturbi della personalità, relazionali, cognitivi, disturbi dello sviluppo e problematiche sociali.

6 thoughts on “Pelo e coccole: un’ottima terapia

  1. Mai avuto dubbi sulle potenzialità degli animali, soprattutto su quelle del gatto😉

  2. Delle terapie mediche destinate all’uomo e spesso condotte attraverso l’uso di animali me ne parlò, recentemente, un mio amico veterinario e, più o meno, negli stessi termini di questa trasmissione. Peraltro, che molti animali siano dotati di potenzialità e sensibilità spesso superiori alle nostre è una mia convinzione, da sempre. Come Monique qua sopra, prediligendo quelle dei gatti. Ho anche scoperto, frequentando il veterinario di cui sopra, che cani e gatti sono molto più “ricettivi” alle cure omeopatiche di noi “esseri superiori”. Lui, specializzato in omeopatia applicata agli animali, la consiglia spesso quando può evitare il ricorso alla medicina canonica e, altrettanto spesso, le terapie con omeopatici hanno successo in un tempo molto inferiore a quello necessario per l’uomo (in proporzione, ovviamente).

    Ciao Loretta, buon pomeriggio

  3. bell’approfondimento – sono un’animalista, ho sempre salvato cani e gatti dalla strada ma ho avuto anche rapporti speciali con cavalli – sostengo da sempre e ne sono fermamente convinta che gli animali abbiamo molto da dare e da insegnare – il vero problema è che l’animale che si crede superiore spesso è cieco, sordo, insensibile e sfruttatore – ciao e grazie

  4. io non perdo mai l’occasione di accarezzare qualsiasi animale e mi fa bene pensare che le le mie carezze vengano in qualche modo recepite.
    Vado al prossimo tuo post. Ciao

  5. pensavo andassi al massimo…vado anch’io da te, ora! – hai comunque ragione vivere con un animale è un’esperienza positiva di cui si conoscono i benefici anche dal punto di vista fisico. Non è un segreto che amare un cane o un gatto migliori l’umore e la circolazione sanguigna, rilasciando sostanze chimiche che agiscono positivamente sul cervello. Trascorrere del tempo di qualità con l’amico d’affezione aiuta il rilascio dell’ossitocina, cioè un ormone che produce una sensazione di benessere. Non a caso è definito l’ormone dell’amore. ciao e grazie

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