www.ilsegnocheresta.it

by Loretta Dalola


2 commenti

Ottoemezzo riflette sul potere


ottoemezzoComplici il filosofo Emanuele Severino e Roberto D’Agostino, a Ottoemezzo sabato in onda su La7 si parla di retroscena del potere. Un argomento importante per la filosofia e per il cliccatissimo sito Dagospia, che si occupa proprio a detta del suo autore,  ” del  tempo che trasforma il pettegolezzo in storia e non si fa storia senza cronaca.

La storia, dunque è solo un punto di vista, raccontato spesso, dai vincitori. Ma allora dove sta la verità? La storia è una convenzione?

La storia non è il regno della verità, perchè è impossibile cercare la verità assoluta, diciamo che credere nella storia diviene un atto di fede. La storia è in mano al potere che per sopravvivere ne occulta le intenzioni.  Il potere è frutto di ingegno e  astuzia. Questo vuol dire che l’impotenteCorona1 è colui che è nella verità, perchè l’impotente è il fallimento del potente. Il mondo è cambiato, dopo la caduta del muro di Berlino. Un mondo nuovo che ha accelerato il suo ingresso, e che ha come  potere la tecnologia. Il potere di Google e di Facebook non certo paragonabile a quello di  Obama o  della Merkel. Un mondo variabile, veloce, in mano alla tecnologia e a chi la sa sfruttare.

Dunque la destinazione della tecnologia è il dominio. Non c’è più la preoccupazione di salvare i valori.

Un mondo veloce, dove i due cadaveri sono la televisione e i giornali, non più artefici dell’informazione, oggi sostituiti, perchè l’uomo moderno non attende più di leggere,  va su internet. Tutto è su internet. Tutto scorre e non si ferma.

Renzi, Monti o Grillo sono fenomeni interessanti ma temporanei, politici obsoleti che rispecchiano la crisi dei valori occidentali. La crisi è legatapotere-b al vecchio ordine. La crisi è un passaggio verso il nuovo e l’Italia guarda al suo declino.  La crisi è cambiamento. E non saranno i Renzi o i Grillo che potranno fermare il tempo. La crisi è sinonimo di rinascita dopo il decadimento del sistema. Ci sarà una nuova destinazione della nostra civiltà tecnologica. Ogni forza, di destra o di sinistra è interessata a potenziare la sua porzione di potere. Ma è solo un disperato tentativo di profitto. La crisi di rappresentatività dei partiti, la loro incapacità a raccogliere e farsi portatori negli ambiti a ciò preposti dalle instanze del’elettorato, unitamente agli scandali che negli ultimi anni ne hanno costellato l’attività e minato la credibilità, indistinatmente, hanno indotto una progressiva disaffezione nei riguardi delle pubbliche istituzioni e di colori i quali operano in esse. Il rifiuto dell’evoluzione che è insita nell’idea stessa di progresso tutela ogni posizione precostituita dallo squilibrio fisiologicamente indotto dalla ricerca di un nuovo e più efficiente assetto. Così si mantiene tutto fermo per assicurarsi la tutela della porzione di potere e la tenuta del vecchio sistema.

L’unico potere che resiste nel tempo è quello della Chiesa, che è rimasta in testa. ” Se c’è una cosa che è viva e lotta insieme a noi – dice D’Agostinoè la Chiesa, la recente canonizzazione dei due Papi, era una scusa, uno spettacolo di potere. E questo Papa sa come mettere in scena la comunicazione. L’unica vera monarchia operante in occidente è il Vaticano, ma con Bergoglio è dinamica”.

bergoglioLe masse avevano un bisogno diverso dalla politica o dall’economia. Papa Francesco ha uno stile di vita interessante ma non si discosta dalla visione tradizionale della Chiesa. La sua umanità è evidente, ma la Chiesa è rimasta immutata, aveva solo bisogno di un seduttore.

 

 


4 commenti

Dopo il muro una nuova Europa


downloadAl Tempo e la Storia in onda su Rai 3, si parte con l’immagine di due cartine geografiche, quella dell’Europa di 25 anni fa, ai tempi della “cortina di ferro”, con i paesi del blocco orientale sotto dittatura comunista e quella dell’Europa di oggi, con 28 Stati nell’Unione Europea.

La differenza tra le due cartina è che molti paesi che facevano parte della galassia comunista oggi sono nell’UE. Una trasformazione iniziata in una data precisa: 9 novembre 1989, il giorno della caduta del muro di Berlino. Con la sua distruzione, crolla anche la “cortina di ferro” che contrassegnava le due Germanie e le due Europe. In brevissimo tempo entrano nell’UE la Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Lettonia, Estonia e Lituania. Nel 2007 Romania e Bulgaria e infine la Croazia nel 2013. Nel 2014 anche l’Ucraina ha firmato il trattato di assegnazione politica, un passo fondamentale per la sua entrata, che dovrebbe avvenire nel 2017.muro-di-berlino-caduta-picconate

Per parlare della complessa storia che va dalla caduta del muro all’entrata dei paesi un tempo appartenenti al blocco orientale, ci accompagna in studio, il professore Giovanni Sabatucci, storico dell’età contemporanea. ” Per 40anni e più, noi che abitiamo in questa parte del mondo abbiamo parlato molto di Unione Europea, in realtà ci riferivamo a metà Europa, cioè quella occidentale, dando per scontato che l’altra fosse come perduta alla democrazia. Poi tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 gli eventi quasi miracolosi, culminati nella caduta del muro ha aperto nuove prospettive. Da allora è stato tutto un accorrere delle nuove democrazie orientali  e il processo si è compito in pochi anni. Significa che quell’Europa che a noi, spesso appare come una gabbia, per quei popoli, era ed è, un traguardo e una garanzia contro un ritorno al passato”. 

Il crollo del comunismo nei paesi dell’Europa centrale e orientale, iniziato in Polonia e Ungheria e simbolizzato dalla caduta del muro di Berlino è stato un evento storico che ha cambiato completamente la faccia dell’Europa. Dopo oltre 40ani di divisione, la fine del bipolarismo tra Oriente e Occidente ha innescato un processo di unificazione che, partendo dalla Germania, ha influenzato l’intero continente.

Per capire questo processo bisogna tornare agli inizi degli anni ’80. Il colosso sovietico, guidato dal quesi 76enne Breznev, entra in un vicolo cieco.  Il paese sta per crollare. Mosca spende più del 25% del suo Pil in armamenti. Cifra insostenibile per un paese in piena stagnazione. L’Urss è una macchina arrigginita che non è più in grado di concorrere contro le forze occida1989dentali. Nell’America di Reagan è in atto una rivoluzione digitale. Nel mondo comunista invece, si continuano a sfornare carri armati, camion e veivoli, mentre la produzione di prodotti di consumo rimane molto indietro. Cresce inarrestabile il debito dell’Urss. Le infrastrutture sono arretrate rispetto a quelle occidentali. Nel paese in cui l’età media della classe dirigente è intorno ai 70anni la potente ideologia comunista non è più in grado di rispondere adeguatamente.   Regna la corruzione e la mancanza di valori morali. I mercati neri e le imprese illegali prosperano. Quando sale al potere Gorbaciov, L’Urss è malconcia.

Improvvisamente implode e il quadro cambia rapidamente. Gorbaciov segna il cambiamento. Con la “Perestroika”, molta gente impaziente comincia a protesatre e manifestare apertamente. Nell’89 l’Ungheria e la Cecoslovacchia aprono le frontiere con l’Austria, di conseguenza migliaia di tedeschi dell’est affollano le ambasciate di Praga e Budapest per ottenere il lasciapassare e l’impenetrabile “cortina di ferro” viene scalfita. A Berlino si inneggia a Gorbaciov. Quel grido è un segnale. Il regime risponde con la polizia ma la gente oramai è intenibile. Il giorno 9 è la volta del muro che sotto i colpi dei berlinesi crolla. I tedeschi, separati dal 1961 iniziano  a mescolarsi. L’incubo della divisione Est/Ovest cade per sempre. Le due Germanie si possono vedere e toccare. Da allora ad uno ad uno, nuovi paesi si affiancano alla democrazia europea, cambiando gli equilibri politici di tutto il mondo.

Storicamenete i grandi passaggi rivoluzionari, si consumano sempre perchè il sistema collassa, dando origine ad un cambiamento.

2u7u4a0Le nuove norme ed istituzioni che guidano gli stati europei hanno consentito certamente la tanto voluta pace economica, ma devono anche favorire lo sviluppo di una nuova società europea, multietnica e volta al progresso, che può nascere solo da una serie di rapporti sempre più stretti e lungimiranti. Dal 1989 è stato fatto molto. La caduta del muro è stata simbolicamente un sintomo di autodeterminazione da parte dei popoli che si sono sentiti vicini e che non accettavano più divisioni forzate e conflitti tra nazioni. È proprio la caratteristica nuova dell’UE, di essere multinazionale e multilingue ad essere tereno fertile per l’ampliamento delle frontiere. D’altronde solo pochi anni fa era impensabile perfino un’Unione Europea come quella in cui viviamo oggi.

Speriamo solo che l’attuale crisi non produca altre dannose spinte antieuropee e xenofobe, come quelle avvertite in questi ultimi tempi che, forse altro non sono, che la paura di non essere in grado di gestire il fenomeno di una “grande Europa”, autorevole, solidale, rlepen2ivolta alla pace e allo sviluppo mondiale.  Questa realtà europea, peraltro ineluttabile, che parte dei cittadini non ha ancora compreso nella sua importanza di proceso virtuoso non può e non deve eliminare il prezioso “senso di comunità” fin’ora conquistato.

 

 


4 commenti

La festa della terra


giornata-della-terraIo ci tengo. In occasione della giornata mondiale della terra, La7 mette in onda un programma che racconta attraverso emozioni, immagini, musica e storie, l’ambiente e il suo prezioso valore, Camila Raznovich e Pierluigi Sassi, il presidente di “Earth Day Italy “fanno da filo conduttore.

In 192 paesi del mondo, il 22 aprile, un miliardo di persone hanno festeggiato la 44esima giornata della Terra, quest’anno dedicata alla città verdi.  Un’occasione per riflettere sulla gestione sostenibile delle risorse a nostra disposizione ed educare noi stessi al rispetto dell’eco sistema in cui viviamo.  Un intento che si tramuta in energia, incanalata per  produrre un cambiamento di clima, ma non atmosferico, bensì sociale e culturale. Nel mondo siamo 7 miliardi e le nostre azioni determinano cambiamenti. Tutti dobbiamo cambiare, dalle imprese che devono adottare economie green, ai mezzi di comunicazione, che devono sensibilizzare le masse al cambiamenti per tutelare la terra, il nostro unico pianeta e anche noi stessi che dobbiamo cambiare abitudini per vivere in questo habitat, chiamato, terra.

Tantissime le iniziative – dice Pierluigi Sassimaratone, concerti e una mostra fotografica al Maxxi di Roma per  raccontare l’impegno di persone per tutelare e proteggere il nostro pianeta”.earthday

La mostra presenta le opere di 23 maestri della fotografia italiana che raccontano “gli Eroi della Terra”, ovvero i pionieri del cambiamento in armonia con l’ambiente, modelli di ispirazione per lanciare nel Giorno della Terra una chiamata alla partecipazione collettiva.

Arisa è tra i protagonisti dei festeggiamenti, insieme ai tanti eventi, più o meno piccoli organizzati in giro per lo Stivale.  La cantante sul palco dell’Arcimboldi fa da colonna sonora e testimonial dell’iniziativa. Seguendo l’esempio di Fiorella Mannoia e Khaled, protagonisti dello scorso concerto.

Il mio rapporto con la natura è imporatante, sono cresciuta in un posto che è solamente natura e attraverso di essa ho imparato come comportarmi nel mondo, cioè se pianti qualcosa prima o poi crescerà. Sono attenta all’alimentazione e preferisco mangiare cibi di cui sono sicura della provenienza. Sono figlia di genitori che coltivano quello che mangiano. Mi piace mangiare quello che è buono, cioè coltivato in maniera semplice”.

860milioni di persone sul nostro pianeta sono denutrite e per ogni persone denutrita ce ne sono due obese, e un terzo della produzione mondiale di cibo finisce nella spazzatura. Occorre mettere in atto un sano equilibrio.

Per il WWF, lo sfruttamento eccessivo del pianeta ci sta portando a superare i suoi limiti. Le montagne hanno un’importanza globale e coprono il 25% della superficie terrestre e il 60% dell’acqua potabile, dolce, viene dalle zone di montagna. Anche per la biodiversità le montagne sono fondamentali, il 25% della biodiversità terrestre si trova in zone montouse e il 5% dei cibi più importanti hanno origini montane: patate, riso, caffè, mele.

 Dal punto di vista politico l63c74553333de29451f0275b5ed202cb_giornata_della_terraa situazione è ferma ormai da diversi anni, visto che un secondo atto del protocollo di Kyoto è stato abbandonato sul nascere perchè boicottato da Cina e India. La nuova autocritica deve necessariamente coinvolgere tutto il mondo dell’ambientalismo. Il cambiamento climatico è una realtà che incombe sul nostro pianeta. Già ora la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici hanno superato i limiti e gli effetti stanno avendo conseguenze negative sull’umanità, causa stressa del problema.

L’unica speranza per riuscire a contrastare questo fenomeno devastante è un coinvolgimento per un cambiamento sociale. Una spinta dal basso che può modificare il sistema, Con le nostre scelte d’acquisto, con il comportamento nel consumo. Bisogna proporre delle contromisure con l’intento di modificare alla radice la concezione dell’economia. Avere consapevolezza e responsabilità sociale sono due leve strategiche anche per le aziende che intendono sviluppare un modello di business a lunga durata in grado di generare valore per se stessa e per la collettività. Bisogna assegnare un valore al capitale naturale per disincentivare il disprezzamento.

Adottare comportamenti ecosostenibili da attuare nella vita di tutti i giorni. Partendo dai piccoli gesti quotidiani.

Ecco il decalogo antispreco, 10 suggerimenti per dare un taglio netto alla produzione dei rifiuti:

  • Al supermercato, prediligere i prodotti sfusi e alla spina.
  • Imparare a cucinare anche con gli avanzi dei cibi.
  • Per conservare gli alimenti, usare i contenitori di vetro e no di alluminio.
  • Fare la raccolta differenziata.
  • In ufficio utilizzare Internet per inviare e ricevere documenti e limitare il più possibile il ricorso a prodotti usa e getta.
  • Regalare gli indumenti e i giocattoli non più graditi o buttarli nei cassonetti gialli.
  • Prima di gettare via un computer o un telefonino, valutare una possibile riparazione.
  • Smaltire in modo adeguato le apparecchiature elettriche.
  • Utilizzare buste di carta, cartone, iuta, biodegradabili o comunque riutilizzabili.
  • Non bruciare rifiuti.

terra-madre-dayPiccoli gesti quotidiani e una grande festa per sensibilizzare e raggiungere tutti, e produrre il cambiamento. Siamo 7 miliardi di persone le cui scelte di voto, acquisto e di consumo possono generare più cambiamento di quanto si immagini. E allora, rimbocchiamoci le maniche e  difendiamo l’ambiente che non è solo giusto ma, rappresenta anche una straordinaria opportunità per affrontatre la crisi economica e guardare al futuro.

 

 

 

 

 

 


4 commenti

Ulisse ospita Carlo Magno


Ulisse_Rai-3Il viaggio di Alberto Angela nel suo: Ulisse, il piacere della scoperta, ci porta a conoscere un personaggio assoluto della storia, considerato uno dei padri dell’Europa moderna. Si tratta di Carlo Magno.

Un uomo che ha avuto una vita avventurosa, segnata da avvenimenti che hanno cambiato il volto della storia. Chiamato “Magno, il grande”, sovrano di Franchi e Longobardi, è riuscito a creare un impero, chiamato “sacro”. Il biografo di corte, Eginaldo, per non  lasciare che “un grande cada nell’oblio“, dopo la sua morte, mise per iscritto tutto quello che aveva visto e vissuto alla corte di Carlo.

Questo grande sovrano durante il suo lunghissimo regno, dovette affrontare una moltitudine di problemi sia interni che esterni. Aveva 31anni quando iniziò la conquista dell’Europa…

Carlo-Magno-580x333C’erano due fratelli, Carlomanno e Carlo, figli di Pipino detto il Breve. La loro rivalità è nota. La causa, fu l’eredità paterna, che divise il  regno, dando a Carlomanno il centro e il meridione della Francia e tutto intorno, come un anello, a Carlo, creando un’inevitabile diatriba tra i fratelli. Su entrambi, vigilerà sempre, la madre: Bertranda. Cominciando dai loro matrimoni, orditi per mettere fine all’ostilità con i longobardi.

Durante una rivolta, contro i ribelli di Aquitania, il tradimento di Carlomanno, che lascerà solo Carlo durante la battaglia, acuirà il loro rancore ma, permise, grazie alla vittoria, di far diventare Carlo, capo indiscusso dell’esercito, e di annettere, aggiungendo gli Aquitani all’eredità paterna, e dando così inizio al suo dominio.

La morte improvvisa e misteriosa dell’odiato Carlomanno, consente a Carlo di invadere i suoi stati e di ripudiare, l’ormai inutile moglie, figlia di Desiderio, re dei Longobardi: Ermengarda, resa leggendaria da Alessandro Manzoni nel suo Adelchi. ” Sparse le trecce morbide sull’affannoso petto“…

Desiderio allora accolse nella sua corte la vedova e gli eredi di Carlomanno. Matrimoni e alleanze erano solo delicate tattiche opportunistiche. Carlo si proclama re dei Franchi e dichiara guerra a DesiderioOLYMPUS DIGITAL CAMERA. Attraversa con il suo esercito e con la sua famosa “cavalleria corazzata” le Alpi e si impossessa di tutta l’Itaia settentrionale, arriva a Pavia, capitale del regno longobardo, la assedia e attende la capitolazione. Poi si proclama re dei Franchi e dei Longobardi. Ma la pace è ancora lontana.

All’epoca,  i ducati erano spesso in lotta tra loro, il timore del Papa era che un condottiero avrebbe potuto unificarli e sopraffare definitivamente Roma. Ecco perchè il Papa aveva cercato un rapporto con i franchi, considerandoli il più forte dei difensori della Chiesa. Un’alleanza tra Roma e i Franchi carica di interessi.

I franchi sono un popolo bellicoso, che si nutre di guerra,e sono abituati a vincere. Carlo regnerà 46 anni, tutti passati sui campi di battaglia.

Ildegarda, la sua terza moglie, gli resterà al fianco 11anni, dandogli ben 9 figli di cui 4 maschi. Alto, con occhi grandi, un lungo naso, robusta struttura ossea, con un eccellente stato di salute e un buon appetito, visto che consumava pasti di almeno 4 portate. Ebbe in tutto 3 mogli e 20 figli, negli ultimi anni si dedicò a numerose concubine.

Non c’era solo il prob1.L'incoronazione_di_Carlo_Magno_nella_ notte_di_Natale_dell'800lema longobardo, anche i sassoni erano in continua ribellione, per difendere la loro libertà. Dovevano essere sottomessi all’unica luce di Cristo. Poi i mussulmani e la lunga campagna di Spagna che diede vita a tanti poemi italiani e francesi e tanti eroi epici. Il più famoso, il celebre Orlando, innamorato e furioso e fu all’origine anche dell’opera dei Pupi siciliani. L’impero franco, vittoria su vittoria, raggiunse dimensioni mai viste diventando sempre più forte.

Finalmente dopo una vita passata di guerra in guerra, nel mattino di natale dell’anno 800 con l’incoronazione da parte del Papa a imperatore dei Franchi e dei Longobardi può finalmente scegliersi una dimora: Aquisgrana e dedicarsi alla cultura che conobbe una vera rinascita. Un’opera grandiosa se si pensa ai tempi in cui visse, tempo di barbarie e di ignoranza. Riforme monetarie, agricole, istruzione, la scrittura, con l’invenzione di caratteri più semplici e facili da leggere, e politica.

Prima viene il conoscere, poi il fare” è il suo motto.

Non è soltanto per la formazione dell’impero che Carlo è stato soprannominato Magno. La sua azione ha profondamente inciso sul corso della storia grazie alle riforme che sono state fondamentali per tutta l’Europa. Muore all’età di 70 anni, sepolto nella città di Aquisgrana. Una delle figure più popolari e note della storia, fu un re assetato di potere o un re molto devoto? Sicuramente fu un uomo che ha segnato un’epoca. Consapevole della vastità del suo impero, lo lascia in eredità ai suoi figli. Ma nessuno dei suoi successori riuscirà a continuare l’opera che il grande imperatore aveva iniziato.

Oggi, che i popoli del nostro continente sono avviati all’integrazione in un’Europa sovranazionale, la figura di Carlo Magno risulta sorprende7Ulisse-il-piacere-della-scopertantemente attuale e Alberto Angela ci ha conseganto un  racconto televisivo avvincente ericco di sorprese come è stata la vita del grande sovrano.


 


2 commenti

Pompei, addio!


downloadTg La7 cronache riporta, ancora una volta, l’attenzione sullo stato di degrado del sito archeologico napolateano: Pompei.  Da alcuni anni la situazione della città di epoca romana sommersa dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.c, dal 1997 patrimonio dell’umanità dell’Unesco, rappresenta infatti uno dei maggiori talloni di Achille dei ministri dei Beni culturali che si sono avvicendati.

Collegandosi al fatto di cronaca, della visita a sopresa della cancelliera Angela Merkel agli scavi pompeiani per ribadire, qualora ce ne fosse ancora bisogno,  l’ennensima prova del grande interesse che esiste all’estero per le sorti della città vesuviana.

crolli-pompei-586x390Pompei,  uno dei nostri tanti beni culturali trascurati. Meta ambita  dagli stranieri. L’ultima a visitarlo la Merkel. In Campania per un soggiorno privato che la porterà a trascorrere con il marito alcuni giorni di vacanza sull’Isola di Ischia, sua tradizionale destinazione. Look casual, lo zainetto sulle spalle del marito, il biglietto comperato alla cassa, come tutti gli altri turisti. La cronaca italiana ha seguito con malcelato stupore la normalità della visita di Angela Merkel agli scavi di Pompei. Una sosta culturale prima di raggiungere Ischia. Un appuntamento con la storia e con l’archeologia che non poteva essere evitato da una donna cresciuta nella Germania dell’Est che aveva, ai tempo del muro di Berlino, nel suo Pergamonmuseum (famoso in tutto il mondo per la sua collezione archeologica) una delle poche attrazioni di eccellenza. E la Merkel è anche donna di conti. Chissà se durante la sua camminata tra le rovine pompeiane non avrà fatto mentalmente i calcoli sulle continue sovvenzioni europee per i restauri in corso. Quelle per la quali il commissario europeo per la politica regionale, Johannes Hahn, ha parlato do sconfitta personale, dopo i crolli di un mese fa, ricordando il via libera al finanziamento di 41milioni di euro sui 105 complessivi per il “Grande progetto di Pompei” firmato il 6 febbraio del 2013, alla presenza dei ministri del governo Monti.

102530232-416156ab-4159-40a7-baf8-da48f060c6a2Nel frattempo i ministri si sono succeduti. Sul sito aleggia anche l’ombra della camorra e il rischio infiltrazioni mafiose e su tutto e tutti, la pioggia e l’incuria continuano a flagellare i resti romani, provocando nuovi cedimenti fino a oggi, che la patata bollente è passata nelle mani del neoministro Dario Framceschini, che ancora qui, non si è visto.

E di Pompei parlano anche i principali canali televisivi mondiali. Dall CNN ad Al Jazeera English impegnati a descrivere una situazione sempre in bilico tra la speranza e il disastro.

L’emergenza pompeiana sembra trovare più spazio nelle cronache internazionali e i repertage su Pompei sembrano essere diventati un genere. Negli ultimi mesi, molte televisioni straniere hanno mandato i loro inviati a testimoniare il degrado. L’ultima in ordine di tempo la Tv della Svizzera italiana che ha evidenziato, tra l’altro: “chiusa anche la casa del Criptoportico, appena restaurata, forse perchè il risultato finale non è molto convincente” … Restauro durato un anno e l’inviato limita  con la sua frase “non molto convincente” la polemica che sta montando su questo lavoro Domus_Pompeiconservativo, che ha spinto i cittadini ad organizzare un’iniziativa di protesta che si terrà il 4 maggio attorno all’area archeologica. Intanto La Procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta su quel restauro e su altri 4 interventi con appalti ottenuti con addirittura un ribasso del 57%. Il quotidiano Il Mattino aveva  diffuso qualche scatto fotografico. Di più non c’è, perchè alla richiesta di girare immagini presentate da alcuni giornalisti della stampa estera è stato risposto in modo negativo. E allora bisogna accontantarsi di vedere la Domus dalle vetrate di protezione e ascoltare l’ironia dei custodi del sito che avrebbero iniziato a chiamarla:”la pizzeria”.

Il canale spagnolo Hausnews ricorda la rovina della Domus dei gladiatori e il monito dell’Unesco che ha minacciato di togliere il titolo di patrimonio dell’umanità. Il canale inglese di Al Jazeera accusa la trascuratezza, la cattiva gestione e i colpi del maltempo. La francese Canal plus usa le belle immagini in bianco e nero, senza visitatori, per imputare proprio il turismo di massa di devastazione del sito. Ma chi va giù pesante è la CNN che in piena crisi russa ucraina mette in guardia Putin dai pericoli dell’imperialismo e usa la mrtr2z1o8etafora pompeiana per ribadire che ogni impero dominatore  è destinato poi al crollo…

E tra indicazioni assenti, bagni rotti e oltre 70 edifici non visitabili, il governo italiano ha stanziato una goccia nel secchio. Servirebbero invece 100 milioni di euro per rimettere in salute Pompei. Nel frattempo quest’arte perduta tra cemento, degrado, lungaggini burocratiche, carenza di personale e manutenzione, attenderà il prossimo crollo.

 



Lascia un commento

Pareggio di bilancio spostato al 2016


logo-tg-la7È il fatto del giorno. Il governo ha chiesto di rinviare di un anno il pareggio strutturale di bilancio. Tg La7 ci spiega il dettagli. Il governo scrive all’Europa e lo fa per dire che il pareggio di bilancio deve essere spostato al 2016. Fatto nuovo che ha provocato tensioni all’interno del Parlamento. Forza Italia, ha immediatamente accusato la maggioranza di un “colpo di mano” e non si è fatta sfuggire l’occasione, attraverso il suo rappresentante di spicco, Renato Brunetta di chiedere il perché.  Matteo Renzi ha replicato  con il suo stile twitter :”gufi, aspettate venerdi“!

E il teatrino politico  italiano prosegue confuso e arruffato.

Nuova battaglia, stavolta sul documento con cui il governo ha formalizzato a Bruxelles la richiesta di rinviare al 2016 il pareggio strutturale di bilancio, previsto per l’anno prossimo. Il ministro dell’economia Padoan ha annunciato di aver inviato una lettera, ma la Commissione non l’ha ancora ricevuta, nè il testo è stato reso noto. Una scelta, quella di spostare il pareggio strutturale, che Pier Paolo Padoan e Matteo Renzi nella lettera indirizzata alla Commissione, motivano così: il governo ha deciso di accelerare il pagamenro di ulteriori 13 ml di debiti delal P.A., che peseranno sul rapporto debito/pil 2014.Pareggio di Bilancio in costituzione

È ufficiale dunque, che l’Italia ha spedito una lettera all’Ue con la richiesta, nero su bianco, di spostare di un anno il pareggio di bilancio strutturale e ha in allegato sia il Def sia il Piano Nazionale delle Riforme.   A Bruxelles però non sanno ancora nulla.

L’ormai famosa lettera ancora non è pervenuta. Il via libera, insomma, è tutt’altro  che scontato.

Anche il nostro iter parlamentare sulle leggi di bilancio deve essere strettamente coordinato con l’Europa. Presentare un documento di economia e bilancio che preveda lo spostamento dell’obiettivo di pareggio dei conti, obiettivo che nel 2012 è stato inserito nella nostra Costituzione all’art. 81, comporta adesso, che le Camere ricevano una relazione specifica e che lo stesso governo preventivamente abbia informato la Commissione europea. Spiegando il come e il perchè di questo spostamento. Il percorso parlamentare del Def, quindi, si fa più complicato. La relazione sullo spostamento del pareggio di bilancio va infatti, votata dalla camere a maggioranza assoluta. In Commissione di bilancio alle Camere, il documento, alla fine, è passato, ma le opposizioni avevano minacciato l’ostruzionismo. Minacce ritirate quando il presidente Francesco Boccia si è impegnato a rendere pubblico il testo della lettera appunto, spedita, ma a quanto pare non ancora pervenuta.

Brunetta:” È un fatto gravissimo, che a oggi, il governo non abbia ancora, mostrato i contenuti di questa lettera o il govenro non l’ha scritta o si vergogna e si preoccupa di questi contenuti”.

salva_italia2-300x225Giornata nervosa, sul fronte del documento di economia e finanza e degli impegni che l’Italia in materia di economia e di bilancio nei confronti europei. Leggi di spesa che in qualche modo rimettono a posto i nostri conti e che andrebbero concordati preventivamente, insieme. Ma come è noto l’intesa per il bene comune non è cosa facile in casa politica.

Non credo che una semplice lettera sia sufficiente per chiedere flessibilità a Bruxelles visto che l’Europa aveva detto bene alle riforme, bene ai risparmi ma, l’Italia deve rispettare l’obiettivo pareggio di bilancio…come la mettiamo? Agli occhi di Bruxelles l’Italia cammina su una linea sottile con la scelta di spostare al 2016 il pareggio di bilancio, giustificandosi con le “circostanze eccezzionali” della  recessione. L’esito positivo non è scontato, anche perchè avremmo dovuto raggiungere il pareggio di bilancio già nel 2014!