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by Loretta Dalola


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Concorrenza sleale


downloadDai formaggi senza latte ai vini senza uva, sono tanti i prodotti che entrano nei nostri supermercati e che i consumatori non possono riconoscere. È il grido d’allarme lanciato dalla Coldiretti e da TgLa7 cronache. Lunghissima la lista della lagnanze degli agricoltori e degli allevatori della Coldiretti riunitisi a Milano per chiedere che i prodotti italiani di qualità nel campo dell’alimentazione, vengano protetti dalla concorrenza sleale. Quello dell’alimentazione e della  sicurezza alimentare è sicuramente uno dei settori su cui la presenza dell’Europa è molto forte, questo è un bene, anche se, Coldiretti evidenzia che l’eccessivo uso di regole e norme rischia di snaturare i nostri prodotti coldiretti-made-in-tuscany-tutela-prodotti-toscanitipici. Mentre non c’è nessuna difesa sostiene, sempre Coldiretti su alimenti da animali clonati e importati. Una mozzarela su quattro venduta in Italia è prodotta con semilavorati industriali che vengono dall’estero. L’Unione consente che su molte carni possa non essere indicata l’aggiunta di acqua fino al 5%. Due su tre prosciutti consumati inItalia sono ottenuti da maiali stranieri. Ancora troppi i cibi su cui non è richiesta l’eticchettatura che indica la provenienza.

Facciamo un prodotto straordinario, vogliamo che venga tutelato” è l’impegno prefissato dall’esercito dei diecimila agricoltori e allevatori arrivati da tutta Italia alla fiera di Milano, a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo del Parlameno europeo per dire che le regole dell’UE sugli alimenti apparecchiano una tavola agli italiani con trucchi e inganni. “Siamo invasi da carni che arrivano da dove costano meno – dichiara uno dei tanti allevatori – oramai le carni si comprano dai broker e questi speculatori le comprano a basso costo. La gente deve sapere la provenienza di ciò che beve o mangia”.  “Il prodotto italiano non viene valorizzato abbastanza a livello nazionale – aggiunge un altro allevatore – e la materia prima, come il latte, non  viene pagata abbastanza perchè le cooperative e i caseifici industriali usano il latte estero, ignorando la tracciabilità, la sicurezza e la qualità del prodotto”. 

Eppure l’agricoltura in Italia è un settore in espansione che è tornato ad attrarre i giovani. E  dai giovani arrivano idee nuove, come creare dai prodotti alimentari, integratori per il benessere psicofisico del corpo. Un segmento in forte crescita che rappresenta il segmento più dinamico del mercato alimentare con un aumento in volume degli acquisti dmedium_10maisnero2el 17,3 per cento, in netta controtendenza rispetto al calo generalizzato dei consumi dovuto alla crisi.

Lo scorso anno li hanno usati sette italiani su dieci. Frullati di aloe, formaggi senza lattosio e la scoperta del mais corvino, usato nell’antico Perù  e portato nelle campagne cremonesi dove da questo mais nero viene ricavata una bevanda energetica e dissetante con proprietà antiossidanti, mentre una particolare varietà di pomodori non ogm permette di avere salsa e succo di pomodoro con concentrazioni di licopene, ottimo antiossidante, superiore a quella di altri prodotti utile per diabetici e bambini.

La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Made in italy non sono un fenomeno di nicchia: costano caro all’Italia, circa trecentomila posti di lavoro che si potrebbero creare nel Paese con una seria azione di contrasto a livello nazionale ed internazionale. Il fatturato del falso Made in Italy, solo nell’agroalimentare, ha ormai superato i 60 miliardi di euro. Sarebbe folle, oltre che sbagliato, continuare a fare finta di niente.

Tutela del Made in Italy  e mobilitazione della Coldiretti per cercare di difendere i prodotti italiani dalle importazioni di bassa qualità, questo lo scopo della protesta e c’è poi un’altra misura allo studio dell’Ue,  che preoccupa e non poco, quella di abolire su alcuni prodotti tipo pasta e caffè la data di scadenza.Brennero_tir_blocco_falsi_prodotti_made_in_italy

Prima di dire addio alla scritta “da consumarsi preferibilmente entro” , prevista su prodotti che hanno una lunga vita per le possibilità di consumo, c’è bisogno  di distinguere bene tra i prodotti e di informare meglio i consumatori. E’ un invito ad essere cauti che merita di essere ascoltato.

Alcuni paesi del nord Europa hanno proposto, di eliminare l’obbligo di indicare il termine minimo di conservazione per prodotti non freschi, come pasta, riso e caffè. Per alcuni prodotti  esiste una data di scadenza perentoria, dopo la quale l’alimento non è adatto al consumo umano. In questo caso si parla di eliminazione del termine minimo di conservazione, che non è perentorio, perchè si applica a prodotti che non si deteriorano, possono essere mangiati senza rischio anche mesi dopo la data preferibile di consumo. Possono, pero’, venire meno caratteristiche organolettiche e nutrizionali. La pasta, il riso i biscotti hanno una lunga vita in fatto di commestibilità se conservati adeguatamente, ma più passa il tempo più prosegue l’ossidazione e si cominciano a perdere le caratteristiche nutrizionali.

resizeNecessaria, dunque, cautela. C’è bisogno  di informare il consumatore. C’è bisogno di un consumatore consapevole. Per questo l’invito  a trovare soluzioni alternative più vicine alle esigenze del cittadino: sapere ad esempio che la pasta, ben conservata, puo’ essere consumata senza rischio per lungo tempo eviterebbe sprechi. E questo senza eliminare quella che comunque è  una rete di protezione  per il consumatore ovvero l’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro il…” , che permette di avere comunque informazioni utili sul prodotto.


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La Reggia si sbriciola


downloadUn tetto sfondato. Un buco del diametro di almeno 5 metri è il nuovo allarme che arriva dalla Reggia di Caserta, ennesimo bene culturl-artistico italiano che grida: S.O.S. Riconosciuta dall’UNESCO come bene dell’umanità eppure, in condizioni sempre più preoccupanti a causa di un mantenimento inadeguato. È uno dei servizi de TgL7 cronache che vuole evidenziare  lo stato attuale in cui giace la Reggia di carta: transenne, erbacce sui balconi, piante sui tetti, fontane con statue mozzate, panchine divelte: la splendida dimora storica è in pericolo.

Ovviamente tutto questo si traduce inesorabilmente nel calo turistico e polemiche.Reggia Caserta: sindaco, corno rosso provocazione ma resterà

Querelle sui 70.000 € spesi per erigere un grande Corno Rosso portafortuna, il più grande al mondo.  Installato nella piazza antistante la facciata della splendida Reggia di Caserta. E subito diventato polemica feroce, tra i contrari e i favorevoli di quest’operazione fortemente voluta dal sindaco della città Pio Del Gaudio. L’opera, dal titolo “Good Luck, Caserta”, è stata realizzata dall’artista Lello Esposito, scultore e pittore napoletano.  Innalzata poco prima delle vacanza natalizie e tolta in tutta fretta. Secondo il Corriere della sera, quell’opera giace reclinata difronte a un capannone.

Ma non è l’ultimo scandalo che investe quel monumento che contende a Pompei il primato della cattiva gestione di un bene culturale che potrebbe diventare ricchezza solida in una terra in crisi. Un tempo fiore all’occhiello per l’Italia e oggi diventata un altro simbolo di degrado e incuria. Ritenuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, era utilizzata dal pregiudicato Nicola Cosentino, soprannominato il Signore della Reggia, come luogo in cui fare “jogging” e come meta di vacanza.Del resto come poter reprimere l’istinto di correre liberamente in quegli immensi prati verdi.

Superata la vergogna di quanto accaduto, la Reggia di Caserta è stata vittima di un altro spiacevole evento.

Il buco sul tetto,  una vorareggia-caserta-facciata-degrado-lpgine di 30metri quadrati. La Reggia  continua a cadere a pezzi, dopo il crollo del 2011 di alcune parti architettoniche della facciata, una settimana fa è andata giù anche una porzione del tetto.  Ha ceduto una trave di legno e le tegole sono cadute su una volta in muratura proprio sotto le ex camerate degli allievi della scuola dell’areonautica e al primo piano degli appartamenti reali aperti ai turisti. Ad accorgersi del grave danno, proprio i responsabili dei militari che hanno subito informato la Sovrintendenza.

Una delle architetture più belle e armoniche del Barocco italiano, edificata per volontà dal re Carlo di Borbone estasiato dalla meraviglia del paesaggio. Un giardino all’italiana, un giardino all’inglese, un immenso parco con straordinarie fontane e ricche decorazioni, raccontano la storia del ‘700 italiano. E’ lei, la Reggia di Caserta, la sfortunata protagonista delle ultime vicende campane.

Sarà stata la pioggia a dare il colpo di grazia finale al tetto, certo è che la mancata manutenzione di questo storico monumento torna periodicamente al centro delle cronache. Un crollo ancor più grave perché avvenuto in un luogo in cui erano stati realizzati lavori di somma urgenza per i comignoli nel 2012, quando il tetto probabilmente era già in condizioni precarie, dato che è difficile immaginare una trave in legno marcita in così reggia-caserta-cartelli-lppoco tempo. In arrivo altro denaro per tamponare un’emorragia che pare inarrestabile; denaro che si va ad accumulare ad altri soldi stanziati e non ancora spesi. 5.000.000 di € per l’emergenza Reggia che, assicura Dario Franceschini, sta lavorando al piano complessivo per restituirla alla sua destinazione culturale e museale.

I turisti nel frattempo la disertano. Il crollo c’è stato negli anni. I numeri ufficiale del ministero raccontano che nel 1996 era al terzo posto dei luoghi più visitati d’Italia. Ora si registra un crollo del 57% in meno.

Mancano i soldi per gli addetti alla pulizie e custodi, così come per la manutenzione. Il sindaco parla di cronica mancanza di fondi anche se trovò quelli per pagare il famoso corno…Forse, prima dell’esate inizieranno i lavori di restauro di una parte della facciata ( 21 milioni di € di fondi già sanziati), lavori che sarebbero dovuti iniziare un mese fa. E così la Reggia ferita, nonostante gli annunci e gli impegni anche dell’ultimo governo, sembra in uno stato al limite del comatoso.

ikb190Intorno ad un monumento da tempo nell’occhio del ciclone e al centro di feroci polemiche per la sua gestione, un barlume fioco però si affaccia al suo orizzonte, da quest’anno i fondi per la manutenzione dovrebbero sensibilmente aumentare tenendo conto che la Sovrintendenza speciale potrà gestire direttamente tutti gli incassi realizzati.

Notizie come queste sono la famosa ultima speranza a cui aggrapparsi, prima di cadere a pezzi definitivamente.

 


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Pompei, addio!


downloadTg La7 cronache riporta, ancora una volta, l’attenzione sullo stato di degrado del sito archeologico napolateano: Pompei.  Da alcuni anni la situazione della città di epoca romana sommersa dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.c, dal 1997 patrimonio dell’umanità dell’Unesco, rappresenta infatti uno dei maggiori talloni di Achille dei ministri dei Beni culturali che si sono avvicendati.

Collegandosi al fatto di cronaca, della visita a sopresa della cancelliera Angela Merkel agli scavi pompeiani per ribadire, qualora ce ne fosse ancora bisogno,  l’ennensima prova del grande interesse che esiste all’estero per le sorti della città vesuviana.

crolli-pompei-586x390Pompei,  uno dei nostri tanti beni culturali trascurati. Meta ambita  dagli stranieri. L’ultima a visitarlo la Merkel. In Campania per un soggiorno privato che la porterà a trascorrere con il marito alcuni giorni di vacanza sull’Isola di Ischia, sua tradizionale destinazione. Look casual, lo zainetto sulle spalle del marito, il biglietto comperato alla cassa, come tutti gli altri turisti. La cronaca italiana ha seguito con malcelato stupore la normalità della visita di Angela Merkel agli scavi di Pompei. Una sosta culturale prima di raggiungere Ischia. Un appuntamento con la storia e con l’archeologia che non poteva essere evitato da una donna cresciuta nella Germania dell’Est che aveva, ai tempo del muro di Berlino, nel suo Pergamonmuseum (famoso in tutto il mondo per la sua collezione archeologica) una delle poche attrazioni di eccellenza. E la Merkel è anche donna di conti. Chissà se durante la sua camminata tra le rovine pompeiane non avrà fatto mentalmente i calcoli sulle continue sovvenzioni europee per i restauri in corso. Quelle per la quali il commissario europeo per la politica regionale, Johannes Hahn, ha parlato do sconfitta personale, dopo i crolli di un mese fa, ricordando il via libera al finanziamento di 41milioni di euro sui 105 complessivi per il “Grande progetto di Pompei” firmato il 6 febbraio del 2013, alla presenza dei ministri del governo Monti.

102530232-416156ab-4159-40a7-baf8-da48f060c6a2Nel frattempo i ministri si sono succeduti. Sul sito aleggia anche l’ombra della camorra e il rischio infiltrazioni mafiose e su tutto e tutti, la pioggia e l’incuria continuano a flagellare i resti romani, provocando nuovi cedimenti fino a oggi, che la patata bollente è passata nelle mani del neoministro Dario Framceschini, che ancora qui, non si è visto.

E di Pompei parlano anche i principali canali televisivi mondiali. Dall CNN ad Al Jazeera English impegnati a descrivere una situazione sempre in bilico tra la speranza e il disastro.

L’emergenza pompeiana sembra trovare più spazio nelle cronache internazionali e i repertage su Pompei sembrano essere diventati un genere. Negli ultimi mesi, molte televisioni straniere hanno mandato i loro inviati a testimoniare il degrado. L’ultima in ordine di tempo la Tv della Svizzera italiana che ha evidenziato, tra l’altro: “chiusa anche la casa del Criptoportico, appena restaurata, forse perchè il risultato finale non è molto convincente” … Restauro durato un anno e l’inviato limita  con la sua frase “non molto convincente” la polemica che sta montando su questo lavoro Domus_Pompeiconservativo, che ha spinto i cittadini ad organizzare un’iniziativa di protesta che si terrà il 4 maggio attorno all’area archeologica. Intanto La Procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta su quel restauro e su altri 4 interventi con appalti ottenuti con addirittura un ribasso del 57%. Il quotidiano Il Mattino aveva  diffuso qualche scatto fotografico. Di più non c’è, perchè alla richiesta di girare immagini presentate da alcuni giornalisti della stampa estera è stato risposto in modo negativo. E allora bisogna accontantarsi di vedere la Domus dalle vetrate di protezione e ascoltare l’ironia dei custodi del sito che avrebbero iniziato a chiamarla:”la pizzeria”.

Il canale spagnolo Hausnews ricorda la rovina della Domus dei gladiatori e il monito dell’Unesco che ha minacciato di togliere il titolo di patrimonio dell’umanità. Il canale inglese di Al Jazeera accusa la trascuratezza, la cattiva gestione e i colpi del maltempo. La francese Canal plus usa le belle immagini in bianco e nero, senza visitatori, per imputare proprio il turismo di massa di devastazione del sito. Ma chi va giù pesante è la CNN che in piena crisi russa ucraina mette in guardia Putin dai pericoli dell’imperialismo e usa la mrtr2z1o8etafora pompeiana per ribadire che ogni impero dominatore  è destinato poi al crollo…

E tra indicazioni assenti, bagni rotti e oltre 70 edifici non visitabili, il governo italiano ha stanziato una goccia nel secchio. Servirebbero invece 100 milioni di euro per rimettere in salute Pompei. Nel frattempo quest’arte perduta tra cemento, degrado, lungaggini burocratiche, carenza di personale e manutenzione, attenderà il prossimo crollo.

 



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In fuga da fame e guerra


showposterSono già più di 4000, nelle ultime 48ore, gli arrivi di migranti sulle nostre coste, è il servizio di TgLa7 cronache che riaccende l’attenzione sul fenomeno migrazione. È anche l’allarme del ministro dell’interno Alfano, visto che dalle coste libiche sarebbe imponente il numero dei profughi in attesa di partire.

In crisi le strutture di accoglienza.

Non si fermano gli sbarchi sulle nostre coste, tante donne, tanti bambini.

Una progressione di eventi che inquieta” – ha detto Alfano, che ha convocato una riunione operativa con tutte le forze dell’operazione “Mare nostrum”. Il ministro si rivolge, ancora una volta all’Europa e poi dice: “ci aspettano sei mesi molto diffcili, perchè il bel tempo nel Mediterraneo dura fino ad ottobre“.

00sbarchiLo scorso secolo moltissime persone hanno senttito l’esigenza di lasciare l’Italia, allora povera, per emigrare in altri stati, che offrivano senz’altro più prospettive. I principali protagonisti dell’immigrazione di oggi provengono dall’Africa, dai paesi che per secoli sono stati sfruttati per le loro ricchezze dai popoli europei che li hanno colonizzati. Questo sfruttamento di risorse primarie e manodopera ha impedito la costruzione di un tessuto nazionale e una base economica da dove partire. La miseria, la fame e ora la guerra, spingono quotidianamente, questa povera gente a imbarcarsi su piccole barche e affrontare un lungo e rischisissimo viaggio in mare, sbarcando poi, sulle nostre coste.

Sperano di trovare una terra migliore.

Sperano di vivere. Sperano nell’integrazione ma, l’inserimento nelle nostre società non è facile, complice la crisi e la malagestione governativa. Diventano una “concorrenza” per i posti di lavoro già scarsi e un problema per il loro mantenimento.

L’ultimo avvistamento è di un Predator, l’aereo dell’areonautica militare, un ricognitore teleguidato, senza pilota che dal cielo vede due imbarcazioni cariche di migranti in arrivo. Parte la richiesta di aiuto. La Marina interviene. Contemporaneamente due navi mercantili stanno soccorendo altre due barche. Bisogna far presto. È tutta la notte che si affronta l’operazione di controllo degli arrivi dalle coste africane che rischiano di naufragare. Sono gusci di legno, malconci, carichi di donne e bambini che non sanno nuotare.

15.000 da ottobre.

immigrati_lampedusaGiungono ogni giorno. Formano immense masse: uomini, donne, bambini, anche piccolissimi. Credono di trovare qui, un mondo decisamente diverso da quello che devono lasciarsi alle spalle. Credono nelle condizioni di vita migliori, nel lavoro, in un’esistenza più decorosa e meno stentata. Hanno aspettative, sogni, fiducia e come tutti vorrebbero vederli realizzati. Guida il loro cuore e le loro menti, l’auspicio che le brutture vissute nel proprio paese d’origine non tornino più ad angustiarli; che fame, miseria, torture, e l’angoscia per sopravvivere siano, d’ora innanzi solo ricordi.

Alfano:” l’Italia spemde ogni giorno 300mila euro, 9 milioni al mese per soccorrerli, difronte a questi numeri l’europanonpuò limitarsi a destinare 80milioni a Frontex ( l’agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri). Questo è un fenomeno in aumento, aggravato dall’instabilità politica, dalle economie che vacillano. In queste condizioni – ha proseguito il ministro dell’interno – non possiamo sottrarci alle richieste di protezione umanitaria”.

L’onda lunga degli sbarchi è inarrestabile. Impauriti, stanchi, dotati di buona volontà, capaci di rimboccarsi le maniche e svolgere i lavori più umili, quelli che gli abitanti della Patria, sovente, disdegnano perchè di “qualità inferiore”.

“L’Europa deve farsene carico”, afferma Alfano, anche perchè molti di loro vogliono raggiungere la Germania o la Francia.  Il trattato di Dublino li blocca qui, in Italia, il paese di prima accoglienza. Una normativa da rivedere”.Senza nome

Salvati dal mare e richiedenti asilo, finiscono nelle Cara in attesa che una commissione esamini caso per caso.

La loro situazione, d’altronde è così ingarbugliata, precaria e vacillante che sarebbe disumano rifiutarsi di ospitarli, di dar loro asilo e opportunità di lavoro. Ma con questi ultimi sbarchi le strutture sono al collasso. Le varie prefetture cercano sitemazioni di emergenza, presso alloggi Caritas, ostelli della gioventù, piccoli alberghi ma, i fondi si stanno esaurendo. Il governo deve trovarne altri in fretta e furia per aiutare chi arriva dal mare. Nell’emergenza c’è anche un’altra emergenza. I minori che arrivano e devono essere ospitati in strutture idonee. Trovare posto non è facile. Al grido di allarme del ministro Alfano, fa eco quello del ministro degli esteri, Federica Mogherini: “C’è ancora molto da fare – ha detto – ce ne occuperemo durante il semestre italiano di presidenza del Consiglio europeo”.

Anche Laura Boldrini, presidente della Camera, interviene: “per risolvere il problema non possiamo chiudere le frontiere, i flussi migratori, non possono essere fermati. Occorre gestirli, affrontando le cause profonde che mettoni in fuga migliaia di persone“.

Un progetto che “suona” beurl_1370452301132_0606sbarchi.jpgne. Ma dobbiamo augurarci che si attui presto e soprattutto che sia durevole nel tempo. Ne va della dignità delle persone che, seppur diverse per colore della pelle, hanno gli stessi diritti di tutti noialtri.


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Papa Francesco, un anno dopo


Il-Tempo-e-la-StoriaPapa Francesco. Questa storia comincia con la fumata bianca del 13 marzo 2013. A un anno esatto dal suo pontificato, Il Tempo e la Storia, Rai3,  dedicano la puntata a un uomo, che ha detto di sè, di essere “venuto “dalla fine del mondo”.

È il primo Papa sudamericano. Il primo gesuita, nella storia a dinventare pontefice. Il primo a scegliere il nome Francesco. Il primo che ha potuto abbracciare il suo predecessore. In un solo anno ha messo in moto un’autentica rivoluzione della Chiesa.

Un Papa che piace a tutti.

Cosa c’è dietro a questo argentino che si è messo sul trono di Pietro e lo sta rivoluzionado con la forza del vangelo?bergoglio_accoglie_ratzinger_in_vaticano_02

Torniamo indietro a qualche tempo prima. Il cardinale Bergoglio diceva: ” La speranza viene dal Signore e il Signore viene a trovare il suo popolo dappertutto. La devozione costituisce una vera e propria riserva spirituale e culturale. La nostra gente è costituita da fedeli, da persone devote e questo va portato avanti attraverso la testimonianza. È esatto dire che la Chiesa si esprime attraverso la pietà e la devozione a livello popolare”.

C’è già tutto Papa Francesco. Fede, speranza. ” Dare speranza a questo mondo così chiuso in se stesso, dare speranza – dirà poco dopo indossando la vesta bianca – portare Gesù nel mondo con la sua verità affinchè questo popolo si ritrovi in lui. La vera sfida è predicare il vangelo”.

Bergoglio riflette una sensibilità latino americana. Usa un tono teologicamente costruito e dice cose tutt’altro che scontate e semplici. Intende far diventare la devozione un patrimonfrancesco_papaio su cui far fruttare il suo papato. “Vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo...quando edifichiamo senza la croce non siamo discepoli del Signore…non dimentichiamoci dei poveri…vorrei una Chiesa povera per i poveri…

Un Papa decisamente diverso. Prende la distanza da una certa immagine della Chiesa. Rifiuta il lusso. La sua croce pettorale non è d’oro. Viaggia in autobus. Una sola automobile, una Ford.  Paga i conti personalmente. Indossa scarpe normali.  È coinvolgente. È l’idea che la Chiesa ha una responsabilità enorme davanti al suo discepolato, se non è Chiesa di Cristo, non è Chiesa. ” La Chiesa deve uscire da se stessa, andare verso le periferie esistenziali…preferisco mille volte una Chiesa incidentata che una Chiesa malata per chiusura, uscite fuori”!

Formule che indicano una grande intensità evangelica. Insiste nel mettere in discusione tutto. Sta cercando di eliminare la corruzione all’interno della Chiesa, perché ormai ha raggiunto livelli altissimi. È il samaritano che si prende cura della Chiesa malata e la vuole caritatevole e attscarpe_papa-e1363708757273enta ai bisogni dei più poveri. Un impegno personale. Un modo di muoversi inatteso. È il Papa in mezzo agli emigranti somali e eritrei. A Lampedusa, rende omaggio alle persone che hanno perso la vita in mare. Guarda negli occhi di chi ha ancora il terrore, li abbaraccia.  “Risvegliare le coscienze perchè non si ripeta”.

Stupisce perchè predica il vangelo in tutta la sua semplicità. Non fa discorsi di circostanza. La dimensione del cristianesimo, se c’è, si esprime nella povertà e nella sofferenza. Parla senza copioni.

papa_lampedusa“L’incoerenza dei fedeli e dei pastori tra quello che dicono e quello che fanno, tra la parola e il modo di vivere mina la credibilità della Chiesa“…Se una persona è gay, non deve essere discriminata, chi sono io, per giudicare”?…

Pura e semplice filosofia cristiana. Il Papa dice il vangelo. Dice le cose che sono state meno ascoltate negli ultimi decenni. Non si vuole fare pubblicità. Non vuole essere simpatico. Ci crede. Gay, fede, insieme, pace, fratelli, incontro, potere, sforzo, persone, non sono concetti astratti. È continuità e discontinuità rispetto ai suoi predecessori. Si mette in gioco. È nuovo. È un proletario che porta il proletariato sulla ribalta mondiale.

In realtà in mezzo a tutti questi gesti, a tutte queste parole, ci sono linee di governo molto forti che si chiamano: riforma della Chiesa.

Renault-R4-Papa-Francesco“Chi ci ascolta e ci vede deve poter leggere nelle nostre azioni ciò che ascolta dalla nostra bocca”. 


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Donne che vengono dal mare


showposterIl 2013 è stato l’anno della più grande tragedia del mare, ci ricorda TgLa7 cronache; Il naufragio del 3 ottobre, quando a largo di Lampedusa morirono circa 400 persone. C’erano tanti  bambini…C’erano tante donne…

C’è una questione femminile all’interno del fenomeno migrazione. Un flusso di donne che dall’Africa attraversa il Mediterraneo con mezzi di fortuna: barconi, zattere, gommoni. Ragazze e madri.

Donne scappate dai loro paesi d’origine. A volte sole. A volte insieme alla loro famiglia. Tutte, alla ricerca della sopravvivenza e di una nuova vita. Immaginano insieme il futuro incerto in una terra straniera. Donne con poche p202928008-3e92d7d0-6205-4c5a-baeb-04f3299e1535arole, dette in un italiano stentato, tante emozioni ed un fiume di sensazioni inespresse. A volte indicibilili. Storie di donne nel grande fiume dell’emigrazione. Problemi, esigenze, dolore, difficoltà, spesso non considerate. Ci sono le violenze subite. La promiscuità forzata. La mancanza di spazi nei centri di accoglienza. Il parto.

Nel loro paese si ha presto l’età per amare e  vengono definite donne a tutti gli effetti, solo che  donne a tutti gli effetti sono quelle che fanno all’amore, che servono i loro uomini, che li compiacciono, che ascoltano, che obbediscono, che creano nuove vite, che le accudiscono, che insegnano il rispetto, che lavorano, sì, anche che lavorano, ma senza dover troppo pensare con la propria testa. E poi c’è la guerra e la fame. La fuga.

imagesIl sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini: “Sono soggetti maggiormente fragili. Hanno subito violenze lungo il viaggio, a volte sono incinte perchè sono state violentate. Hanno più necessità e sarebbe opportuno un supporto pscicologico e poi andrebbero accompagnate lungo la loro integrazione”.

Le donne che vengono dal mare, sono circa il 50% degli emigranti che ogni anno approdano sulle nostre coste. Qualcuna partorisce appena arrivata a terra. Partoriscono, su un’isola senza strutture sanitarie adeguate, (le donne italiane sono costrette a “migrare” per procreare). Il 3 ottobre ce n’erano decine di donne sul barcone naufragato a poche centinaia di metri dall’isola. Una di loro era in stato avanzato di gravidanza. L’hanno trovata in fondo al mare abbracciata al suo bambino partorito durante il naufragio e ancora attaccato al cordone ombelicale.

dia-100404 donne migrStorie di separazione e di sofferenza. Storie ai migrazione al femminile che hanno sempre un carico maggiore di dolore e che hanno sempre la necessità di una risposta e di una accoglienza più attenta. Vittorio Alessandro, per anni a capo della Capitaneria di porto a Lampedusa, di recuperi di donne in mare, ne ha fatti molti. Ora ha deciso di impegnarsi al loro fianco. ” Il prezzo altissimo che queste donne pagano per l’attesa prima dell’imbarco. La sofferenza durante l’imbarco, su questi barconi, pieni di uomini, dove deve cadere ogni pudore. Sofferenze poi anche quando arrivano, perchè il trattamento che ricevono normalmente non è dignitoso. La mia esperienza, ricordo, è di donne con l’abito della festa che quando arrivano in banchina, hanno portamenti fieri, molto più dei maschi. Ricordo i canti…gli sguardi…”

Una fra tutte, Rose. Ha 22 anni. Viene dalla Nigeria e nell’attraversata ha perso suo marito e ora lancia un appello: “Non chiedo troppo, prego Dio che mi faccia ritrovare mio marito e che lo protegga per me. Mio figlio potrebbe nascere in qualsiasi momento, e la sola cosa di cui ho bisogno dagli italiani, dal governo italiano, è il loro aiuto. Sono certa che Dio mi protimmigrati-donne-bambini-sbarchi-lampedusa-600x300eggerà, mi ha protetto attraverso il mare e niente altro può capitarmi ancora. Ma ho bisogno di aiuto per me e per mio figlio che nascerà in Italia, perché non posso più tornare a casa.”

È una storia simbolica la sua, che ci offre l’occasione di riflettere sulla quella legge Bossi-Fini, sulla solidarietà che un paese civile deve offrire, sulla nostra capacità empatica, noi che abbiamo molto di più.

Rose è l’immagine estrema di quello che non deve più accadere, che dobbiamo fare di tutto perché non accada. Per queste donne e sull’accoglienza che si dovrebbe offrire loro, il comitato del 3 ottobre, nato, dopo l’ultima tragedia del mare a Lampedusa sta mettendo in piedi una campagna di sensibilizzazione.

clinique-fondotintaÈ questa l’alternativa possibile, una società che sappia accogliere, che sappia apprezzare l’arricchimento che porta la diversità, che sappia integrare.


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Il ritorno del Fai-da-te


costume_socTg2 Costume e società getta uno sguardo attento alla crescita del Fai-da-te italiano. La nuova tendenza si muove dall’arredamento, alla cucina e arriva anche ai matrimoni. Tutto diventa personalizzato. In tempi in cui il risparmio è d’obbligo, tornano alla ribalta le abilità manuali: sapersi cucire un vestito, ricamare una tenda, costruirsi l’agenda, realizzare da sè i regali di Natale, organizzare un matrimonio tutto con il fai-da-te, dall’abito con stoffa riciclata alle bomboniere, può diventare un’attività oltreché creativa, remunerativa.

È la risposta al bisogno di interpretare la crisi. Fai da te e tutorial sono i master degli italiani, tutto condito dalla proverbiale fantasia nostrana. Idee vincenti e tante, che sbarcano sul mercato. Che il quadro generale dell’ecariete-muffin-cupcake-188-dettaglio01onomia non sia dei più confortanti ci è chiaro da tempo. I rilevamenti dei più affidabili istituti di ricerca confermano una decisa riduzione dei consumi, che tocca tanto i beni durevoli quanto, addirittura, il carrello della spesa.

Per resistere alla crisi, tante idee originali che passano attraverso il desiderio di imitare i grandi chef della Tv. Nella patria mondiale del buon cibo, gettonatissimi gli accessori casalinghi e le piastre per preparare muffins, ciambelline e qualtaltro per la gola di tutta la famiglia.

Spazio alla creatività e alla manualità anche nell’arredamento. Prendendo spunto dal movimento di Yarn Bombing, una forma di street art molto interessante, e che si sta diffondendo in molte grandi città americane ed europee, arrivano nelle nostre case un vero bombardamento di filati colorati, con un obiettivo preciso, quello dautobus_crowdknitting--400x300i trasformare in bellezza un oggetto caduto in disuso. Così nel salotto di casa a donare nuova vita a una vecchia poltrona, un puff o una cassettiera ci pensano i colori che lasciano tracce al loro passaggio di maglieria artigianale, con il patchwork,  l’arte di realizzare, accostando stoffe di diversi colori, fantasie e consistenze, arazzi, trapunte, centrotavola e molto altro.

L’estro poi strizza l’occhio all’ecosostenibilità anche nelle borse di paglia realizzate con sacchi dello zucchero, in Pvc e abbellite con recuperi di stracci. Va di moda il trasandato-chic. Prodotti recuperati anche dalle soffitte della nonna e riproposti nuovi. Opportunamnete anticati con tinte naturali.

Si accende la fantasia anche sulla tavola. Le tinte pastello impazzano, declinate negli oggetti pidownloadù sfiziosi. Poi, per stupire amici e parenti, con un regalo davvero divertente, niente di meglio di bottiglie, torte e a più piani e perfino orologi, realizzati con semplici asciugamani di puro cotone che nelle abili mani dei loro creatori assumono svariate forme. E per finir, non dimentichiamoci dei bijoux, dove il luccichio, perline, e colori la fanno da padrone. E il gioco è fatto. Orecchini di stoffa, colllier con camei e fiori veri disidratati, congelati in azoto e ricoperti di resine, diventano un dono romantico.

Dietro ciascun pezzo, ore e ore di lavoro, e tanta creatività che hanno fatto del “Made in Italy” l’elemento centrale dell’identità culturale di questo paese. Dire “Made in Italy” significa questo, connotare l’identità del paese come un paese capace di incorporare nella materia e nel prodotto un’alta dimensione estetica.

made-in-italyE il fatto di essere il paese del “Made in Italy”, inteso come un paese che ha un profilo fortemente estetico non va vissuto come qualcosa di effimero, banale e di superfluo: va vissuto come un elemento di forza.

L’Italia deve tornare a essere molto più consapevole della forza economica, sociale e culturale che esprime come paese dell’estetica, della cultura  e del gusto.