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by Loretta Dalola


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Il dilemma del governo Renzi


Bersaglio_MobileL’armata informativa de La7 schiera in prima serata, tutte le sue armi: Tg, Ottoemezzo e lo speciale Bersaglio mobile e sfida  Sanremo parlando di attualità politica. La7 dunque propone un  tor de force sulla politica, accendendo le telecamere  per commentare le prime mosse di Renzi Premier incaricato e si impegna a sviscerare, capire, ipotizzare, quella che, usando le parole di Mentana si definisce “una giornata importante” ovvero le consultazioni di Renzi con il resto dei partiti per la formazione del nuovo governo.

È il passaggio cruciale. Per chi? Per lui o per noi?

Cerchiamo di capirlo: Renzi ha incassato il no, prevedibile di Sel e Lega che resteranno all’opposizione. Grillo, di malavoglia lo incontrerà (  lo ha definito – tra le altre cose – “l’Arlecchino servitore di due padroni, Berlusconi e De Benedetti”) ma, solo perchè il suo popolo, gli iscritti, hanno votato si, nel web. Ma appare chiaro che il M5S non può stare all’interno di un  governo che è la degna prosecuziondownloade di quello che si è visto fino ad ora. Grillo, può essere accusato di tante cose, di sicuro non di incoerenza.  Alfano che “non vuole sconti” chiede tre ministeri e niente patrimoniale. E poi, su tutti aleggia il fantasma di un ipotetico appoggio di Berlusconi.

Renzi deve fare un nuovo governo, se vuole tenersi stretta la poltrona appena guadagnata. Deve accelerare e lavorare al programma e alla squadra dei ministri che lo affiancheranno e su cui infuria, inevitabile, il totoministri.

Riuscirà a incidere su burocrazia e fisco e a creare nuovo lavoro?

Renzi comunque ha capito che l’Italia si può cambiare solo stando nel palazzo del potere, nella stanza dei bottoni. Con tutti i rischi del caso, compreso quello di bruciarsi. Gli italiani gli riconoscono determinazione, carisma e rapidità. Tre qualità che potrebbero non bastare. Sulla sua starda incontrerà molti ostacoli. Anche lui, come Letta, l’appena scalzato, dovrò convivere con alleati che hanno idee differenti dalle sue. Poi ci sono i vincoli di stabilità imposti dai trattatti europei. Non disporrà quindi di risorse adeguate per il rilancio economico. Infine sarà sostenuto da una maggioranza parlamentare numericamente debole.

renzi-bersagliomobile_zpsadf554f6Molti gli interrogativi sul governo che sta per nascere, anche alla luce dell’ultimo Matteo Renzi, che cambia idea con una velocità imbarazzante. Un Renzi diverso da quello che si era proposto al suo elettorato e cioè l’alternativo alle larghe intese e alternativo ai governi che nascono fuori dal bagno elettorale.  Lui che voleva la rottamazione, si  è messo alla guida dell’Italia senza chiedere il permesso agli italiani.


Ma Renzi, ora è lì, su quella poltrona (che mai avrebbe tolto a Letta) insieme alla questione politica.

Cosa farà, oltre alla legge elettorale (quella gliela concediamo)  e come lavorerà su quei temi che mordono la società italiana?
Niente cambia e tutto cambia. Ma la rottamazione non c’è più.

 

 


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Bankester la nostra rovina


PaneQuotidianoA Pane quotidiano su Rai 3, si parla di banchieri gangster della finanza, con l’ospite Federico Rampini – giornalista – che ha scritto il libro “Banchieri” che parla di economia e delle  cure escogitate per contrastare la grande recessione che hanno provocato distorsioni e ingiustizie.

Questo sistema globale, che viene sintetizzato nella fusione linguistica bankester, è l’artefice  della nostra difficile situazione economica. “I banchieri sono i grandi banditi del nostro tempo. Nessun bandito della storia ha mai potuto sognarsi di infliggere tanti danni alla collettività quanti ne hanno fatti i banchieri” – dichiara Rampini.

Economia, una materia difficile da comprendere, anche perchè è chiara la scientifica volontà di tenere le persone distanti da questo mondo per non metterle nella condizione di comprendere cosa accade. “Se rinasco, in un’altra vita vorrei insegnare l’economia ai bambini – confessa l’autore – Perché crescano armati degli utensili giusti, perché nessuno li possa ingannare con il linguaggio dei tecnocrati. C’è una congiura ai nostri danni per rendere l’economia una sorta di religione esoterica per pochi iniziati, mentre dobbiamo riprendercela, perchè le nostre vite dipendono dall’economia. Dobbiamo rifarci dall’esser espropriati delle conoscenze elementari dei meccanismi economici, proprio quello che cerco di fare con questo libro”.

25_56_are_f1_1515_1_resize_526_394Dobbiamo smontare la macchina per scoprire la natura parassitaria delle banche. Rampini stesso si ritiene un esemplare del dannoso meccanismo economico. Vive in una famiglia, dove l’unico reddito sicuro è dato dalla pensione della madre, che vive in Belgio e che ha rischiato di perdere anche quella, in  una delle tante banche salvate dai governi europei con spese colossali. “Ci siamo dimenticati che il momento più cupo della crisi, l’austerity, è cominciato quando i bilanci pubblici sono stati sfasciati per salvare le banche”. E  stiamo parlando di un giornalista affermato che gode di una situazione finanziaria tranquilla mentre la maggior parte delle persone non hanno più un reddito fisso dovuto al lavoro.

Dunque chiunque appartenga alla nostra generazione, che ormai sfoggia qualche capello bianco, non può non esser preoccupata del futuro dei giovani. A quale lavoro e a  quale reddito potranno aspirare?

Il meccanismo di sviluppo attuale ha creato disuguaglianze intollerabili che sono la diretta conseguenza della finanziazzione, è dimostrato che un’economia con troppe finanze diventa un’economia che fabbrica disuguaglianze insopportabili che impoveriscono l’intero ceto medio”.

La grande illusione, del secolo appena trascorso, racchiusa nella nuova mecca finanziaria è fallita. Ci stiamo accorgendo che la sindrome del Too Big to Fail, “troppo grande per fallire” (o meglio: perché si possa lasciar fallire) è diventato la realtà finanziaria delle mega-banche salvate. “Questi banchieri, apparentemente non hanno commesso nulla di veramente illegale, perchè le leggi le scrivono loro. Anche Draghi prima di essere alla BCE ha lavorato alla  Goldman Sachs, la più potente banca d’affari americana. Questo sistema delle porte girevoli per cui una volta sono ministri del tesoro. Una volta banchieri centrali e una  volta nella finanza speculativa, crea dei mostruosi conflitti di interesse quasi incestuosi e poi fa si che le regole siano scritte a loro imamgine e somiglianza”.9788804633501

Tutto questo dà origine a quel sistema che si autotutela, si autoalimenta e si autoprotegge e così tutte le perdite dei banchieri vengono spalmate sui contribuenti.  Nonostante i governi e gli economisti si arrovellino sulle misure da adottare, le aziende chiudono, la disoccupazione aumenta, i consumi crollano. È nel sistema delle banche il nodo che affossa l’economia. È lo strapotere della finanza e il  peso schiacciante del debito pubblico che crea disuguaglianze intollerabili che non diventa solo un problema etico o politico, ma un problema di sopravvivenza dell’economia di mercato.

I banchieri di oggi, hanno adottato comportamenti  perversi, agendo  in modo talmente dissennato da provocare un’autentica Pearl Harbor economica, sprofondando l’Occidente nella più grave crisi degli ultimi settant’anni. E tutto questo, contando sempre sulla certezza dell’impunità. A pagare i loro errori sono infatti i cittadini dei paesi sulle due sponde dell’Atlantico, e il prezzo è altissimo: crescenti diseguaglianze, precarietà del presente, paura del futuro. Solo nei paesi dove l’eguaglianza è garantita l’economia è più forte. ” Si chiama “resilienza”, il termine che definisce i paesi che riescono a rimbalzare più rapidamente, paesi scandinavi, Svezia, Svizzera, che hanno disuguaglianze ridotte e ciò li rende più coesi. Una maggior solidarietà nel reagire e non parliamo di sistemi socialisti, c’è il capitalismo, ma la distanza tra manager e operaio è un terzo di quella tra Marchionne e il suo operaio. È una società più serena e quindi può reagire meglio alla crisi e si investe molto di più in istruzione, educazione, scienza e ricerca”.

Inutile dire, che l’Italia dovrebbe investire maggiormente nella cultura, perchè di fatto essa racchiude  tutti quei valori che ci rendono migliori, mentre la finanza ci impoverisce, anche economicamente. Le banche giocano sul rischio fallimento degli Stati, speculano in modo che la loro profezia avvenga, perchè è chiaro, che hanno l’interesse nei loro fallimenti per fare buoni profitti. È un sistema viziato che destabilizza l’economia. E la distinzione tra banchiere e usuraio è puramente nominale.

Tutt’ora una delle ragioni fondamentali per cui l’Italia non esce dala crisi è perchè le banche non fanno credito. “È crudele perchè nel frattempo continuano a ricevere aiuti dalla BCE che non restituiscono. I banchieri si sono incamerati gli aiuti di Draghi – accusa l’autore – ma non hanno restituito nulla al paese. Hanno negato agli imprenditori veri le risorse indispensabili per produrre, esportare, assumere”.

In conclusione con le gigantesche iniezioni di liquidità da parte dei governi nelle banche a rischio di tracollo – una restaurazione dello status quo senza precedenti, abbiamo permesso ai superbanchieri di non ridistribuire quelle ricchezze di origine pubblica, e farne invece la base per il proprio ulteriore arricchimento. Un accumulo cieco, indecente e irragionevole che per la ricchezza di pochi mette a repentaglio il dbanksters-previewiritto di tutti a condurre una vita dignitosa, ad avere un lavoro pagato il giusto, a poter garantire a sé e ai propri figli il diritto all’istruzione, alla sanità, a una pensione.

Il messaggio  è arrivato, forte e chiaro e il compito di interrompere questo meccanismo spetta alla politica che deve individure i bisogni veri, investire  in essi e creare lavoro che costruisca valori duraturi e perenni.

Semplice, o no?


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I cattolici al potere


Il-Tempo-e-la-Storia“Vi ricordate Peppone e Don Camillo? – I  formidabili personaggi di Guareschi, ci hanno aiutato meglio di un manuale scolastico a comprendere i primi anni della nostra Repubblica, segnati da contrasti politici vasti”. Così inizia la nuova puntata de “Il tempo e la storia” e Massimo Bernardini, ci porta a riflettere come in quell’epoca comunisti e democristiani, che avevano collaborato alla fine del fascismo e  alla stesura della Costituzione se le davano di santa ragione. Alcide De Gasperi è uno dei protagonisti di questa fase. Fondatore della Democrazia cristiana.

1948 l’Europa è i difficoltà e in Italia la Dc vince le elzioni. Alcide De Gasperi diventa Presidente del Consiglio.

81954 muore ma, inquesto breve lasso di tempo è il promotore di riforme fondamentali per il paese, portate avanti nonostante i fuochi incorciati di destra e sinistra. Il più autorevole protagonista della democrazia italiana ed europea del secondo dopoguerra, guidò l’Italia nella ricostruzione e la inserì nella vita internazionale.

Vicenda tormentata quella del rapporto tra cattolici e la politica, risale alla fine del potere temporale della Chiesa. 1870 con la presa di Porta Pia ha origine la frattura tra Stato italiano e cattolici. Col tempo il dialogo si riapre e i cattolici esclusi dallo Stato unitario, tornano a far pesare la loro voce e il loro voto, a favore di quei candidati moderati che si impegnano ad opporsi ad ogni legge che leda i loro interessi. Ed è proprio la figura di don Sturzo che si batte per l’impegno dei cattolici in politica. Nel 1919 fonda a Roma il Partito Popolare italiano, il cui programma si indirizza a tutela dei ceti contadini e delle autonomie locali. Un programma che contende al partito socialista il consenso delle masse. La politica di don Sturzo trova in Mussolini un ostacolo insormontabile a cui si aggiungono i contrasti con la Chiesa occupata a favorire il nascente fascismo che si suggellerà con la firma dei patti Lateranensi. Don Sturzo abbandona l’Italia dopo il delitto Matteotti e vi tornerà solo nel 1946 a conflitto finito.

de_gasperiAlcide De Gasperi, insieme a don Strurzo, può essere definito il padre del movimento politico cattolico del ‘900. Promotori entrambi dei due partiti di massa di matrice cattolica: il partito Popolare e la Democrazia cristaina. Nel 1948 la Dc diventa il primo partito del nuovo Parlamento italiano. Le differenze strutturali tra i due partiti? “Il partito di Sturzo, fu un partito che non riuscì ad affermare nessun forte ruolo politico, la Dc va al governo e ci rimarrà per oltre quattro decenni – Ernesto Galli Della Loggia, storico dell’età contemporanea, ospite in studio, conclude affermando che la Dc avrà modo di realizzare tutta una serie di iniziative, piani e valori”.

Alcide De Gasperi, in effetti, conquista il centro della scena della politca. Uomo che  ci ha insegnato a considerare la politica come un dovere, una formazione, “la più alta forma di carità”, non come merce. È l’artefice del cambiamento della struttura economica e vara leggi che modificano radicalmente il paese. La riforma agraria che ha come obiettivo il processo di modernizzazione.  La cassa del mezzogiorno che finanzia la realizzazione delle prime importanti infrastrutture, strade, acquedotti, elettrificazione nelle campagne del meridione. Il piano industriale che porta alla creazione dell’Eni che diventerà tra il leader mondiali dell’industria petrolifera. Al processo di rinnovamento si aggiungono, il piano INAcasa per l’edilizia popolare, la riforma fiscale, primo passo di una moderna legislazione fiscale, in un paese di accentuata evasione e  l’opportunità dell’Italia di uscire dal suo pericoloso isolamento, in quanto paese perdente dopo la seconda guerra mondiale.  Fu promotore e padre fondatore del  cammino verso l’Unione europa.  Particolarmente cosciente del fatto che l’unità europea fosse necessaria per curare le ferite di due Guerre Mondiali ed evitare che le atrocità del passato si ripetessero. Motivato da una chiara visione di un’Unione europea che non avrebbe rimpiazzato i singoli Stati ma li avrebbe aiutati a  completarsi vicendevolmente. Il suo disegno contemplava concetti come: l’Europa dei popoli; l’Europa delle nazioni; l’Europa democratica all’interno di uno schema istituzionale intergovernativo; l’Europa come progetto di cooperazione stabile, duratura e pacifica.

1949_03Congr01Riforme e visione della politica che non ebbero vita facile tra i dissensi della sinistra che reclamava interventi più radicali e quelli della destra che riteneva quelle stesse iniziative troppo innovatrici e contrarie ai propri interessi. I risultati però furono notevoli. La ricostruzione si poteva considerare ultimata  già dal 1950 e nel 1954, nell’anno della sua morte la produzione industriale aveva superato dell’81%  quella del 1938.

L’Italia si rimetteva in moto. Un’epopea che portò alla ricostruzione in soli 5 anni. Un’epopea politica e di popolo che dopo la guerra si compattava nell’energia vitale del futuro. Sindacati, cooperazioni, politica, operarono all’idea di costruire un nuovo stato. De Gasperi volle il dialogo con tutti, convinto che per rimettere in piedi il paese bisognasse tener conto delle sue esigenze.

Questo tragitto rinnovatore, si corrompe quando le spaccature al suo interno, mettono a repentaglio la vocazione ideologica di un partito laico, espressione politica dell’unità dei valori cattolici. Tutte le riforme nella nostra attuale politica o sono usate strumentalmente oppure rimosse. Più passa il tempo e più dobbiamo renderci conto che dobbiamo rivalutare e apprezzare quelle linee guida ideologiche che avevano alla base una grandissima attenzione agli interessi della popolazione.

SOS1306445 Vorrei richiamre l’attenzione sulle similarità dell’inizio della lotta contro la libertà, si parte sempre  con una svalutazione del Parlamento, è chiaro che il sistema parlamentare  è tutt’altro che perfezionato. Vediamo evidentemente che ci vogliono delle riforme ma non bisogna in nessun modo contribuire alla svalutazione dell’istituto come tale. Non bisogna in alcun modo svalutare la sua opera. Ridurla a manifestazioni spettacolari che possono giovare, solo a vendere qualche copia in più di giornali, ma che non sono certo educative. Non bisogna contribuire al formarsi di un ‘opinione pubblica antiparlamentare . È pericoloso.  La libertà non è eternamente garantita…quindi, amici miei, criticate pure la condotta del Parlamento ma criticatelo a scopo costruttivo per rimediarci. Studiate voi stessi i metodi nuovi per fare progredire la nostra democrazia parlamentare am, ricordate che caduto il Parlamento, cadono tutte le libertà, civili, spirituali, politiche e personali”.  – Alcide De Gasperi –

Attuale?


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Il filo rosso


PaneQuotidianoSandra Bonsanti, giornalista e scrittrice è l’ospite di Pane Quotidiano, Rai3 perchè ha appena terminato un libro che parla di una scia di sangue, di morte e di silenzi italiani. Da Calvi a Sindona. Dalla P2 a Craxi, fino a Falcone e alla mancata elezione di Prodi.

Un Italia della corruzione e della massoneria deviata, delle stragi mafiose, degli eccidi politici, della magistratura minacciata e dell’informazione asservita.  Fatti del nostro passato che sono il nostro presente . Il gioco grande del potere è il libro in questione, scritto da una giornalista che di cose ne ha viste tante.

Sandra Bonsanti, in quattro decenni da cronista in prima linea, ha preso appunti. Taccuini racchiusi in tanti scatolocoverbonsantini che, recuperati e analizzati “per vedere se ancora oggi, parlavano come allora“. Taccuini da mettere in ordine per  dare un senso al proprio lavoro.  Appunti privati che non possono trovare spazio su un giornale. Le lettere, le minacce di morte, gli oscuri avvertimenti dell’Italia peggiore. Ma anche le confidenze intime, gli sfoghi e le passioni di un’altra Italia, che annovera i nomi di Ugo La Malfa e Tina Anselmi, Paolo Baffi e tanti servitori dello Stato rimasti sconfitti dal “gioco grande del potere”, come lo chiamava Giovanni Falcone.

Questo libro è dunque un insieme di dettagli che riletti, oggi, ci danno un’immagine nitidissima di un sistema che, ancora oggi è qui. Quell’eterna ambiguità tra Stato e Antistato, troppo spesso confusa e inestricabile. ” Quel filo che uno sente che c’è, ho voluto metterlo in ordine e vedere cosa ci diceva oggi”.  Una palude fangosa in cui si mescolano neofascismo e massoneria deviata, mafie di vario genere e poteri finanziari, servizi segreti e criminali comuni, una zona grigia di compromissioni, cointeressenze, condivisioni, mossa dalla ricerca di denaro e potere. “Perchè è lì l’origine del presente, tante cose che non si capiscono, sono legate ad accordi che non avvengono alla luce del sole, che si perdono nel sottobosco, nel silenzio, nel buio”.

Un criptogoverno che ruota attorno a persone che  chiedono semplicemente di partecipare al gioco, il gioco grande del potere, appunto, si tratta in s1083001685ostanza di starci. Ai morti innocenti va la memoria degli anniversari. I colpevoli invecchiano nei loro turpi ricordi. Questa è la nostra Italia, che non vuole rivangare il passato, non vuole sapere. Bocche chiuse e menti chiuse. Una democrazia impoverita dal perverso intreccio tra istituzioni e interessi, dalla palude dell’indistinzione e della connivenza. E finché non si riesce a liberare lo Stato da queste incrostazioni la speranza di un riscatto resta debole. ” Sarebbe bellissimo condividere con tutti un ‘Italia in cui tutto è chiaro. Proprio la mancanza della verità, l’assenza delle risposte su punti importanti, momenti che hanno visto morti e centinaia di feriti, questi silenzi pesano e finchè non c’è verità, non ci sarà mai la cosidetta pacificazione”.

Un ventennio fondato sul ricatto e sul finanziamento ai partiti. Personaggi oscuri hanno popolato la nostra storia, ancora coperti da silenzio. Fili che partono da lontano. Fili di un antistato non chiarito, che fa si che non ci si possa liberare di questa parte malata della politica, fino a quando non sarà fatta chiarezza.

Accanto al paese impestato agisce l’altra Italia, quella fatta da persone semplici, chiare e giuste, forse, perdenti, alla luce dei grandi avvenimenti e dei grandi partiti di massa ma, che  rappresentano lala-costituzione-della-repubblica-italiana tradizione e l’eredità di quelle piccole minoranze che hanno in precedenza lottato per sollevare l’Italia dall’onta del nazifascismo. “Abbiamo questa immensa, bellissima tradizione perché non farne la radice del nostro presente”?  

Abbiamo una giovane Costituzione, di cui essere fieri, dobbiamo pretendere che venga attuata, non cambiata, perché scomoda. Una Costituzione che chiede ai cittadini una presenza, un’attività.  Il futuro ci sarà soltanto quando la politica sarà improntata alla trasparenza degli atti, allora potremo essere un popolo tranquillo che cerca il bene comune e non il bene di qualcuno, perché l’interesse privato non può essere di tutti. Principi e valori, insomma, contro il potere-denaro. Chi vincerà? La partita è aperta.


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Li hanno buttati in mare


showposter Gli immigrati sono annegati tentando di raggiungere la riva a nuoto dal barcone, che si era arenato. La notizia: sulla spiaggia di Sampieri alle 9.15 di mattina dei turisti avvistano  un’imbarcazione con tanti immigrati. Un altro carico di disperazione umana. Gli scafisti per poter fuggire hanno costretto uomini e donne a gettarsi in mare, sotto gli occhi dei bagnanti e in quella zona i soccorsi non sono stati celeri.

Tg La7 cronache non può non tornare sulla  notizia della strage nel ragusano, raccogliendo la testimonianza di chi è accorso tra i primi per prestare aiuto. “ ho sentito delle grida disperate, al di là delle dune. Ci sono salito sopra per capire, cosa fossere quelle urla e mi sono reso conto che c’era un  barcone, pieno di gente che gridava. Come se ci fosse una rissa al suo interno. Gente che veniva catapultata in mare. Parecchie persone si sono riversate sulla spiaggia…gente che annaspava, perché non sapeva nuotare…sono ar125240712-8268b850-80d0-4d0c-91d3-24444537a56arivati dei bagnini esperti e si sono buttati in acqua e a uno a uno li prendevano…poi con altre persone…abbiamo iniziato a fare loro la respirazione, non so se abbiamo sbagliato, però avevamo già chiamato polizia, carabinieri e autoambulanza, che sono arrivate con un ritardo impressionante. Dopo novanta minuti. Dalle 9.15 fino alle 10.40, solo allora ho visto il primo dottore” .

Dal mare sono state recuperate le salme delle 13 vittime. I sommozzatori dei carabinieri hanno ispezionato i fondali attorno al natante arenato alla ricerca di altre eventuali vittime.

Gridavano aiuto, gridavano dicendo di non sapere nuotare ma gli scafisti non hanno avuto pietà. Li hanno bastonati, frustati con delle cime e minacciati con i coltelli costringendoli a buttarsi in mare. E chi resisteva attaccandosi a qualsiasi cosa veniva preso e gettato in acqua. Così sono morti quei 13 disperati extracomunitari, quasi tutti eritrei o somali. “se ci fosse stato un pronto intervento quelle persone si sarebbero salvate. Li abbiamo visti morire perché avevano ingoiato tanta di quell’acqua, nonostante cercavamo di fargliela buttare fuori…è stata una scena cruda…è difficile da trasmettere e raccontarla”. 

Naufragio Scicli: a bordo barcone 150-200 personeHanno cercato di non  farsi gettare in mare, che era calmo e limpido.  Consapevoli della profondità delle acque. Coloro che non sapevano nuotare volevano avvicinarsi di più a riva ma, sono stati costretti, brutalmente a immergersi in quel mare, dove hanno trovato la morte. Un’imbarcazione di legno di poco più di otto metri di lunghezza che si è arenata sulla spiaggia di “Manna razza” vicino la località balneare di Sampieri, in provincia di Ragusa.  Erano tra 120 e 150 a bordo di quella carretta partita alcuni giorni fa da un porto libico e giunti in mattinata sul litorale di Sampieri. Una secca ha bloccato l’imbarcazione a poche decine di metri dalla spiaggia e quasi tutti quei disperati a bordo avevano ringraziato il loro Dio pensando di essere finalmente in salvo. Ma non è andata così. Quando l’imbarcazione si è arenata gli scafisti hanno ordinato agli extracomunitari di buttarsi in acqua, alcuni sapevano nuotare molti altri no. Pensavano gli scafisti che alleggerendo l’imbarcazione potevano scappare per ritornare da dove erano partiti per fare un altro “carico”.   Non hanno avuto pietà, li spingevano in acqua nel tentativo di fuggire con la loro imbarcazione.

091540151-dbad9494-8f6a-4fc4-93d1-441377a6a937E quelli che sono riusciti a a raggiungere a nuoto la spiaggia sono fuggiti nella speranza di raggiungere i paesi dell’Europa del nord dove vivono amici e parenti. Molti di loro sono stati rintracciati da polizia e carabinieri e trasferiti nei centri di accoglienza di Pozzallo e di altri paesi del ragusano. Uno di loro è stato investito da un’auto  e si trova in gravissime condizioni all’ospedale di Modica. L’incidente è accaduto perché il profugo, assieme ad altri, correva sul ciglio della strada che collega Sampieri a Modica. Si imbarcava per sfuggire all’orrore della guerra, nuotava per sfuggire alla morte e correva, correva, per lasciarsi dietro tutto…invece, il suo destino, lo ha fermato sull’asfalto e ora, quella vita che ha tentato tenacemente di resistere non si sa, se resterà su questa terra, cercando l’oblio e un altro futuro.

Naufragio Scicli: a bordo barcone 150-200 personeEppure, questi luoghi sono cari a tanti telespettatori. Sono i luoghi dove è stato ambientato uno degli episodi della fiction televisiva del Commissario Montalbano. A pochi chilometri di distanza, davanti al faro di Punta Secca, si trova invece la villa sul mare del commissario. E proprio  questo bellissimo scenario naturale porta con sè oltre a tante piacevoli ore televisive anche il dramma di alcuni  profughi che hanno  trovato la morte mentre cercavano  di raggiungere l’Italia e l’Europa, fra  solitudine, disperazione e la speranza di tornare ad una vita normale. 


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Roma 1957…e oggi?


logo-fuori-tgCostruire un’unione politica d’Europa è possibile? Se lo domanda Margherita Ferrandino, conduttrice del programma di approfondimento del Tg3, Fuori Tg. Necessaria, è la risposta.

Negli anni ’50 i paesi europei si accinsero a sanzionare l’atto di nascita di quei fondamentali strumenti di una nuova unione d’Europa, concorde e laboriosa.  E fondarono il mercato comune e l’Euratom. Giorni di grandi speranze che fu compito dei figli della vecchia Europa tradurre in realtà. La firma dei due trattati che costituirono una tappa decisiva dell’Unione avvenen a Roma. Per l’Italia la sigla sui documenti venne posta dal capo dle governo, Segni e dal ministro degli esteri, Martino.

Correva l’anno 1957. Una data che aprì un  nuovo fecondo capitolo della storia d’Europa.

E oggi? Il progetto di un’ Europa federale è importante per il futuro dei giovani. Grazie ai fondi europei, da anni, le scuole hanno potuto organizzare stage, incontri, viaggi, spettacoli e progetti vari, tutti con lo scopo di avvicinare l’Europa ai ragazzi. Percorsi che concorrono alla strutturazione del divenire “cittadini europei” e che incidono su quel senso di appartenenza e su quel sentirsi parte di qualcosa di più grande. Quando siamo entrati nell’euro si respirava un grande entusiasmo collettivo ora, purtroppo, assistiamo ad una battuta di arresto.

“L’Europa non è un sogno, afferma l’ospite, Adriana Cerretelli, corrispondente da Bruxelles per il Sole 24h, non lo è più, ha garantito la pace ma, è diventata una sorta di grande mercato, doGEve si ragiona sempre più con la mentalità del mercato e  dei mercanti. Si è perso l’afflato ideale che ha portato alla costruzione europea. È successo perché l’Europa  si è fatta senza avere una politica coerente, solo unione monetaria e non economica. Questo, naturalmente ha permesso ad alcuni paesi di peggiorare la loro situazione, invece di migliorarla, dal punto di vista degli equilibri di bilancio e riforme strutturali che l’unione monetaria imponeva e questo ha portato a effetti boomerang, meno consenso all’Europa che viene identificata solo come  sacrificio, punizione, riforma  e rigore”.

Fattori che non fanno amare l’Europa ma, come uscirne è la grande domanda.

Magari riscoprendo la  solidarietà che una volta è stata la caratteristica che fa portato alla costruzione di un’ unione di stati diversi ma uniti nell’affrontare le difficoltà del dopoguerra. Ora dobbiamo credere e investire su un’Europa federale. Jacopo Zanchini, direttore “internazionale”: ” Un’Europa federale, è un concetto ideale a cui tendere, quello che serve è un’Europa politicamente, giuridicamente ed economicamente molto più integrarta e capace di muoversi come un unico soggetto”.

Nel mondo globale paesi piccoli difficilmente potranno, da soli, essere protagonisti. L’Europa unita, può al contrario dialogare con Cina, Russia  e Stati Uniti. Oggi, l’Unione Europea sta tessendo una densa rete di relazioni e contatti lungo i suoi confini. I Governi comunicano ogni giorno e a vari livelli. I funzionari hanno ruolo di coordinamento e  cooperazione con Bruxelles e gli altri Stati membri. Le aziende operano in un unico grande mercato. Le persone viaggiano, si spostano con una facilità senza precedenti. È emersa un’élite cosmopolita profondamente legata all’Unione Europea. E i confini non sono oramai più delle barriere.

Ma nello stesso tempo assistiamo allo scricchiolio dell’Europa per mancanza di coraggio degli attuali  leader politici di tutti i paesi che con le politiche attuate rischiano di  tornare indietro.  L’UE è molto più di un mercato o di anno-europeo-dei-cittadiniun’unione monetaria. È il fondamento della sicurezza, della  libertà e della prosperità dell’Europa. Questo fondamento è ora minacciato da miopia e incomprensioni.

 L’unificazione europea ha creato anche, seppure in modo parziale, una società europea integrata ma, non ha le istutuzioni adatte per funzionare a 27 e non trova la forza politica nei propri leader di credere veramente in questo percorso difficile ma, non impossibile. Parlamento, Commissione e Consiglio sono le tre istituzioni su cui si fonda la complessa architettura europea, ancora in via di costruzione ma, incompiuta, fino a quando non si arriverà ad un’unione politica. È pur vero che queste istituzioni presiedono alle leggi che riguardano direttamente famiglie  e imprese ma, è anche vero che, spesso i capi di stato vogliono l’ultima parola e questo,  porta a privilegiare gruppi di paesi invece che l’interesse di tutti.

Cercare di assumere un ‘ottica molto più europeistica è l’obiettivo futuro. Il problema è tutto qui, in questi difficili equilibri. La gestione della crisi, non accompagnata da scelte importanti per la crescita stanno facendo nascere, ovunque, populismo e nazionalismi che hanno in comune un radicato scetticismo.

anno europeo 2013 logoDalle decisioni di giugno a sotegno dell’economia dipenderanno le sorti del vecchio continente e la credibilità della futura Europa. Dal coraggio con cui i governi apriranno alla nuova fase di rafforzamento politico comune, dipenderà la vita del progetto europeo che ha garantito pace e benessere a questo continente. Percorso difficile ma, tornare indietro non è conveniente, visto che dobbbiamo competere con la globalità del mondo economico. Più piccoli siamo, più difficoltà incontriamo. Abbiamo bisogno della massa europea per recuperare competitività e contare nel mondo. I leader politici stanno giocando con il fuoco. Le differenze culturali non sono il vero problema ma una risorsa. L’Europa non è solo un concetto economico. Il futuro è nella direzione della cooperazione, nell’integrazione e solidarietà sociale.

Si riusciranno a fare entrambe le cose, mantenere intatta l’UE e trasformarla in un attore globale?

contextUna speranza, una possibilità, speriamo non un’illusione!


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Il saluto della Tv al prete anarchico


guardare-i-programmi-tv-sulliphone-in-streami-L-UqeTWxLa commozione suscitata dalla morte di Don Gallo è argomento televisivo. Aveva partecipato a tanti programmi e tanti sono i discorsi che testimoniano il suo vangelo. Tante le immagini che la televisione dedica ad un prete scomodo che sapeva come parlare a tutti e farsi ascoltare. I suoi interventi fuori traccia, la sua Genova,  le sue parole pungenti e provocatorie, sempre a difesa  dei più deboli sono il più degno saluto per questo uomo, icona e punto di riferimento di migliaia di persone che non avevano nulla da sperare. Ci sono il suo cappello nero, i sigari, una copia del Vangelo, una della Costituzione, la bandiera del Genoa e il fazzoletto dell’Anpi, sono gli oggetti che i ragazzi della Comunità di San Benedetto del Porto hanno adagiato sul feretro di Don Gallo, morto all’età di 84 anni. Lunghe file di cittadini hanno reso omaggio al prete della strada, al prete degli ultimi, come tanti  i servizi tv a lui dedicati e questo blog vuole ricordarlo proprio con stralci relativi ad alcune sue partecipazioni nel piccolo schermo.

Tg La7 cronache: ” Il mio vangelo è poesia, la poesia porta sempre fortuna, il mio vangelo V è il vangelo secondo De André”…nei quartieri dove il sodon_gallo_morto.jpg_415368877le del buon Dio non manda i suoi raggi, ha troppi impegni poer scaldare la gente d’altri paraggi..” come si può immaginare un porto che accoglie marittimi da tutto il mondo che non ha la prostituzione? Lo dice un prete cattolico che la prostituzione non è un reato”.

Don Gallo, prete da marciapiede, da anni impeganto nel lavoro con  ex tossicodipendenti, prostitute, immigrati, rispondeva alla domanda di Fabio Fazio in Che Tempo che fa del 2012: “Tu credi nel peccato? – Ma no, cosa vuol dire peccato e questo tu sei peccatore e subito dopo spunta la casta sacerdotale, ti redimo, allora tu ti penti, è una forma di potere, il peccato è il nostro cammino, fa parte della natura umana, l’importante è non perseverare”. – ” Io credo nell’amore immenso, tutti ricerchiamo l’amore a perdere che scende su chiunque, i buoni e i cattivi come la pioggia”.

Le Storie, Diario italiano del 2013:”Io sono venuto per servire, sono figlio della democrazia, ero un partigiamo nella guerra poi sono diventato un partigiamo di Gesù, partigiano significa da che parte stare e io ho scelto, dei poveri mai del potere”.

E il prete che ha difeso i poveri ha ceduto al peso degli anni ma non si è mai arreso nella vita. Un’esistenza spesa sempre in prima linea a contatto con la gente e i particolare con i diseredati e gli emarginati con i quali sentiva appagato il suo bisogno di testomonianza evangelica. Sapeva accogliere senza giudicare, senza chiedere nulla. Era un u292910_579055328781392_1850105127_nn sacerdote vero ma prima di tutto era un uomo libero. Simbolo di ereticità. Scontro aperto  con il Vaticano e  governo. Schierato contro la legge che vieta le droghe leggere, l’imperialismo, gli articoli 18, l’aborto, la pillola… La strada è stata la pietra su cui ha fondato il suo credo e alla fine si era trovato a suo agio più sui palcoscenici che sul rostro delle chiese che infatti aveva sostituito con i teatri, gli spettacoli e le manifestazioni, li dove c’era da gridare contro il G8 e gli americani.

L’ultimo saluto a Don Gallo sabato. Le esequie, nella chiesa del Carmine dalla quale fu cacciato alla fine degli anni ’60, saranno celebrate dadon-gallo-anarchial cardinale  Angelo Bagnasco e da don Luigi Ciotti, padre di Libera. E quella Chiesa che celebrerà il suo addio alla terra, dovrebbe riflettere sulle parole di Don Gallo al Tg1 :  “Sono prete da 51 anni, ma sono in totale dissenso contro l’arroganza di questa Chiesa che vuole negare la pluralità dei valori presenti nella società non cristiana. C’è un’intransigenza e un disprezzo che contraddice il messaggio evangelico”.

In un paese dove la Chiesa conserva il suo potere dominante e che non lesina degli sguardi amici a partiti, Don Gallo contrapponeva il suo credo: ” Cammino sempre con il Vangelo, e con la Costituzione, il prete deve essere una sentinella, un vigilante”… Addio dunque al  prete che ha scelto di sposare Cristo, la strada e di gridare in piazza.


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Ancora e ancora il Bunga Bunga


otto-e-mezzo-la7Otto e mezzo ospita, Roberto D’Agostino, giornalista e fondatore del sito Dagospia,  Lia Celi, scrittrice e autrice televisiva e Jacopo Iacoboni, giornalista della Stampa per parlare della Minetti travestita da suora sexi, della Polanco travestita da Ilda Bocassini e di Ruby rubacuori che ha raccontato per la prima volta in tribunale in cosa consistevano le “cene eleganti” di Arcore.

Ruby, finalmente,  ha dato la sua versione davanti ai giudici, c’è qualcosa che non sapevano in quello che ha raccontato oggi? D’Agostino: ” Ha ripetuto tutte le sue perfette bugie, da brava fanciulla che ha imparato bene la lezione, andando in contraddizione aperta con tutte le varie intercettazioni che abbiamo potuto ascoltare, non solo leggere, nel corso di questi ultimi tempi. Ruby fa bene il suo lavoro, cioè quello di avere un bel vitalizio e un grande futuro, tranquilla,  senza bisogno di lavorare, grazie, ovviamente all’Arcoredynasty. Va anche detto che il problema di Berlusconi sta diventando qualcosa di imbarazzante per il paese,  a livello economico, non ci possiamo permettere di sghignazzare sulle avventure erotiche di BerlusRUBY: DALLE RAGAZZE DI MILANO AI PARTICOLARI DELLE FESTEconi, perché la situazione è tale che non ci permette questo lato. Ruby ha raccontato lo show del potere, Berlusconi ha un problema clinico, non è un fatto eroico-sessaule, ma di potere. Il potere relativo allo scodellamento di venti fanciulle vestire da picchiatelle solo per lui. Solo per i suoi occhi. Per fare un toccamento. È chiaro che è un problema clinico. Il vero aspetto è che è una persona che ricopre un ruolo istituzionale e la sera non può fare quello che gli pare”.

Attorno a tutto e/o troppo già emerso, questo processo, provoca indignazione nell’opinione pubblica italiana o ci siamo abituati a tutte le varie versioni di una verità plagiata al volere bombardante dei media? La risposta appare superflua in quanto gli italiani hanno altro a cui pensare e la messa in scena erotico boccaccesca delle cene adi Arcore, risulta surreale. Ragazze che sfruttando bellezza fisica e  voglia di emergere, evidenziano il buon funzionamento dell’ascensore sociale che vige in questa società che  identifica nel lusso e nel divertimento il proprio traguardo  scordandosi il normale processo di crescita individuale,  graduale e ben definito dal tempo. Ragazze di oggi che fanno uso del sesso  per  avere scarpe firmate, in un mondo dai valori dimenticati. Ragazze fragili e spudoratamente più forti. Lia Celi : ” È inevitabile paragonare Ruby a Nanà il personaggio femminile di Zola, che con la sua bellezza unita alla grande i>>>ANSA/RUBY: LE TELEFONATE DI MINETTI A BERLUSCONIgnoranza e vitalità riesce a scalare la società parigina, ma le ragazze di allora trovavano il grande letterato che le lanciava facendole diventare delle personalità anche a livello culturale, ecco questo manca del tutto, manca il meglio”.

In tutta questa assurda farsa umana, i fiumi di denaro che un politico ossessionato dal sesso ha sprecato, sono un affronto alla situazione italiana, dove i suicidi per disperazione aumentano.  Alla gente comune non interessano più le presunte attività sessuali di un ottantenne ma, vuole sapere come arrriverà a fine mese, se avrà un lavoro o se riuscirà a pagare l’affitto. Non è facile demagogia ma, triste realtà. Il clima di oggi non ci permette di soffermarci sulle devianze  di un personaggio che da vent’anni trasgredisce a suo piacimento regole e morale, passando indenne e venendo pure rieletto, più volte, alla conduzione del paese dai valori sbagliati. E in un paese normale, per citare Grillo, queste discussioni non PROCESSO RUBY .esisterebbero, anche solo un  sospetto, avrebbe fatto allontanare dalla vita politica un individuo implicato in un simile scenario. Noi, al contrario, lo rieleggiamo, lo andiamo ad ascoltare nelle piazze, lo sosteniamo.  Non andrà in galera, non cadrà il governo e noi continueremo a lavorare per pagare parte del debito che schiaccia la nostra economia. Mentre l’altra parte di un elettorato instabile, deluso e diviso tra vecchia politica e nuovo che non avanza, spera ancora che la recita politica che porta al nulla si esaurisca, lasciando il posto alla serietà di un Italia risorta.  Sogni, fantasie, che accompagnano i primi giorni del governo di larghe intese. In attesa che  arrivi prima la sentenza Mediaset, e poi quella Ruby.


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Topolino e Popper


5389433-coverPuntata dal contenuto sorprendente, quella di Le Storie – Diario italiano, si parla di Topolino. Ma si può parlare di Topolino in un certo modo e il professore di filosofia all’Università di Milano, Giulio Giorello, c’è riuscito. Nel suo libro  “La filosofia di Topolino”, ha trattato un argomento apparentemente futile e sul quale molti di noi hanno trascorso piacevoli ore di lettura, estraendone significati inaspettati.

” Vuol dire, non una dottrina che va infilata in un manuale per annoiare gli studenti, bensì un insieme di situazioni e problematiche difficili e inaspettate, in cui il nostro topo diventa più umano, si evolve attraverso i suoi disegnatori e comincia a porsi delle domande su quelle che sono le certezze abituali e si accorge che non teng41Wt9rNzVVL._SL500_AA300_ono. Si può distinguere il sogno dalla veglia o non è  il nostro, un  enorme grande sogno, come si chiedeva Cartesio? C’è qualcosa con un io permanente”?

Mickey Mouse (Topolino per noi) ha vissuto le più bizzarre avventure e affrontato quesiti come la terribile libertà del “quarto potere”, gli ambigui prodigi della scienza asservita alla guerra, l’impossibilità della giustizia e la difficoltà di trattare con le culture “altre”, per non dire delle sfumate regioni del mito o dell’aldilà. Un Topo che, per spregiudicatezza nell’attraversare i confini delle discipline e mettere in discussione la costellazione dei pregiudizi stabiliti, non ha nulla da invidiare a Russell, Popper o Heidegger.  Karl  Raimund Popper, epistemologo, affermava ” È di estrema importanza sapere che naturalmente anche della libertà si può abusare, il problema centrale della vita sociale è quello di avere tanta libertà per ognuno, quanta incompatibile con la libertà degli altri. Questa è una formulazione Kantiana, che sostiene, che la vita sociale, dovrebbe essere strutturata in base al fine per cui, ognuno gode della massima libertà possibile, tenuto conto però dell’aspetto significativo della retrizione, cioè che la libertà di un individuo non deve però ostacolare o ridurre la libertà degli altri”.

La tesi di Popper è che la libertà di ognuno di noi si ferma laddove inizia la libertà di un altro e Popper, che amava farsi capire da tutti aggiungeva, per far meglio comprendere il concetto: “la libertà di movimento del mio pugno è limitata dalla posizione del naso del mio vicino”. E Topolino che è un libertario, altro che Topolino tutto legge e ordine, collaboratore della polizia. È invece, un ribelle, capace di battersi contro ogni forma di prevaricazione, anche se l’esito non è sempre la vittoria. “Nasce come una specie di piccolo teppista di campagna, si inurba, ha delle traversie tipiche della pesante crisi economica dell’America degli anni ’30, è insofferente ai formalismi delle burocrazie, dei comitati e talvolta della polizia ed è estrememente irriverente. Si fa nemico delle grandi personalità della città: racket, corruzione, magistartura, un ‘America corrotta che vìola uno dei grandi principi caro a Popper, quello della libertà di espressione e dmickey_mouse-1097i stampa”.

Quello che Walt Disney e i suoi collaboratori ci consegnano alla fine di ogni episodio è un Topo sempre più dubbioso sulla natura dell’universo e il complesso mondo di “uomini e topi”. Ma proprio per questo continua ad affascinare, perché la ricerca, come l’avventura, non ha fine. “Topolino, quando lo ritiene opportuno, non rispetta le regole, – prosegue l’autore – ma è disposto  a pagare il fio, non scappa, si assume le sue responsabilità, difende le sue posizioni e talvolta è sconfitto, non vince sempre”.

È umano, se lo vogliamo umanizzare, e impara dai propri errori, altra lezione, cara a Popper. È un anarcoide di partenza che non accetta le situazioni a priori, a cui non piace il conformismo, difende animali e deboli, è coraggioso, diverso dal vero eversivo, Paperino, che è più umano, più vicino a noi, con le sue paure, con i suoi vizi , sfortunato, e con uno zio capitalista, Paperon de Paperoni che si tuffa nell’oro.  ” Topolino ha questo aspetto che lo rende simpatico, non pretende mai di salvare il mondo né di redimere l’intera umanità, per primo salva se stesso, se ce la fa, poi i propri amici e in amicizia è profondissimo” .

mickeymouse1--330x185Topo Michele,  non ha paura della contaminazione, non teme l’incontro e sulla questione della demarcazione non ha limiti, accetta il diverso, mettendone  in luce la stupidità, il razzismo e i conformismi della società dei benpensanti. Valorizza solidarietà e  fratellanza. Arriva ad abbraccaire un robot! Vive all’interno di una famiglia laica e allargata, dove Qui, Quo, Qua sono nipoti di Paperino ma, non hanno papà e mamma, Clarabella che è una mucca, sta con un cavallo, non esistono discriminazioni  religiose e alla fine, per quanto fumetto,  il mitico topo, nei panni del pensatore più provocatorio del Novecento, offre uno spunto di riflessione sul quale, è possibile trovare principi utili anche ai nostri giorni.


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La guerra dei vent’anni – Ruby ultimo atto


La-guerra-dei-ventanni-Ruby-ultimo-atto-anteprima-600x337-901744Va in scena la ricostruzione del Cavaliere sulla vicenda dei festini ad Arcore.  Uno speciale in onda su Canale 5 per avvalorare la sua  verità e la singolare certezza sulla caccia ostinata della magistratura.  Non è la prima volta e ogni volta, Berlusconi grida alla persecuzione delle toghe rosse: lo fa da vent’anni. L’ultima, dalla piazza di Brescia dove, senza dubbio alcuno, afferma “Io sono innocente” – ” Io sono qui e resto qui, più determinato e convinto di prima, se qualcuno pensava di scoraggiarmi o spaventarmi si è sbagliato di grosso e resterà deluso”. – “A questi magistrati voglio mandare un messaggio, potete farmi di tutto ma, non potete impedire a molti milioni di italiani di volermi bene”. Dal palco il Cavaliere si paragona a Tortora.  Ma Tortora si fece processare, rinunciò all’immunità di parlamentare europeo, ritornò in Italia e finì agli arresti domiciliari. Venne assolto, perché lui non c’entrava proprio nulla. Peccato che quei magistrati, che commisero quella palese ingiustizia e una mole incredibile di negligenze investigative, rimasero al loro posto come nulla fosse successo.  Su quello si dovrebbe  puntare il dito e gridare all’ingiustizia!taglioAlta_001237-640x337

Qui, al posto del concetto di giustizia, va in scena, in prima serata lo speciale sul caso Ruby confezionato da Mediaset, dietro ordine di Berlusconi, per sposare le ragioni della difesa dell’ex premier. Le attese non vengono tradite, si tratta del solito giornalismo propaganda di una verità distorta e infarcita di buonismo che rasenta il ridicolo e offende l’intelligenza degli italiani.  …”Ruby raccontò le sue vicissitudini, difficoltà enormi…di essere arrivata a Milano disperata, una storia tragica che spinse al pianto diverse persone sedute al tavolo, quindi le offrii il mio aiuto, per farle trovare un residence e lei ritornò qualche volta alle altre cene, in una di queste mi disse che aveva la possibilità di aprire un centro estetico con una sua amica, a Milano,  e per acquistare le apparecchiature mi chiese un  prestito di 57.000€, ma io sapevo bene che era una donazione. Le concedetti questa somma. Da parte mia ci fu un atto di cortesia e generosità tesa a non costringerla a qualche cosa che non avrebbe fatto bene a lei e al suo futuro” – “In vita mia non ho mai esercitato pressioni su nessuno, sono uno che non sa dare ordini, io so convincere e sono gentile, estremamente gentile”…”cene normalissime, nessun raporto sessuale con Ruby né con altre invitate, solo regali in denaro ma, mai per rapporti sessuali”…

2106004-ruby_peIntervistata anche Ruby rubacuori, la “nipote” di Mubarak: “Non ho mai avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi, mi accusano di essere stata una prostituta, e voglio fare una rettifica su tutte le diffamazioni che sono state dette. Milano è nata dalla mia voglia di realizzare un sogno, per lavorare nella moda o nello spettacolo, per avere una chance in più…dalla Sicilia sono andata via, ero giovane… ho dovuto arrangiarmi, era difficile stare sola…per difendermi usavo le bugie”…

L’avvocato Ghedini afferma che “non  esiste una prova e si continua ad accusare una persona” sul suo percorso di vita privata!

Ricostruire tutta la vicenda legata alla giovane marocchina per la quale l’ex premier Berlusconi è sotto processo a Milano, rientra a pieno titolo nell’informazione che dovrebbe essere imparziale, lucida e obiettiva. Quando però  essere di parte si ripercuote anche nel racconto dei fatti, se inquina la cronaca, allora non siamo più nel campo del giornalismo, ma in quello della manipolazione, della censura e della propaganda. Raccontare le ragioni della difesa di Silvio Berlusconi è legittimo ma, in questo caso il racconto televisivo è  presentato oscurando del tutto le tesi dell’accusa, celando le contraddizioni, mettendo a tace000539406-255c5c22-6ab6-4fd9-b57d-48cd0d01647bre i dubbi e con un monologo del Cavaliere,  privo di contradditorio: “È una guerra a me, che dura da venti anni, venti anni di persecuzione, hanno cominciato nel 1994 e via via un fango continuativo in Italia e all’estero…2700 udienze, più di 400 milioni di spese, pago alimenti per  3 milioni di euro al mese e ora anche l’interdizione…essendo io l’unico ostacolo frapposto tra la sinistra e il potere, visto che non sono stati capaci di farmi fuori con libere elezioni cercano di farmi fuori attraverso l’uso politico della giustizia” – ” Io che non ho colpe mi sento la responsabilità del coinvolgimento di tutte queste persone, sono mesi e mesi che le sostengo, perché non hanno di che campare, sono state rovinate con danni incommensurabili, solo perché mi conoscevano, per fortuna sono intervenuto in tempo…è un’operazione immonda”!

berlusconi-guerra-620x350Siamo nella televisione del padrone, e si dice quello che vuole il padrone, com’è ovvio che sia, per quanto tutto ciò non sia certo molto onorevole, professionalmente, per chi ci lavora. Non ci si poteva attendere altro nè si può sperare di far cambiare idea ai fan di Berlusconi che ancora accorrono ai suoi comizi e si bevono tutte le promesse elettorali. L’arringa difensiva impachettata alla vigilia del processo Ruby non fermerà la giustizia italiana che, nonostante le  pecche e lentezze, sta cercando di scrivere la parola verità sulle tante, controverse,  vicende belusconiane. Gli italiani, nel frattempo, almeno il grosso degli italiani,  hanno capito benissimo come gira il mondo, e soprattutto il loro Paese.